Domenica 7 giugno 2026
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Italia. A Verona due trapianti di staminali per riparare la cornea

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Riparare la cornea con l'innesto di cellule staminali e' l'innovativa attivita' che e' stata avviata dall'Unita' operativa di Clinica oculistica dell'Azienda ospedaliera di Verona, diretta dal professor Giorgio Marchini. I primi due interventi sono stati effettuati lo scorso 13 aprile, rispettivamente su un paziente torinese di 25 anni e su uno di 50 di Verona, entrambi affetti da cecita' ad un occhio per essere stati investiti da schizzi di calce mentre lavoravano.
L'annuncio e' stato dato il 22 aprile, nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso l'ospedale Borgo Trento di Verona, dallo stesso prof. Marchini e dal direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria del capoluogo scaligero, dott. Valerio Alberti.
Con questa iniziativa, ha sottolineato Alberti, viene ribadita "l'alta professionalita' che l'Azienda esprime attraverso le sue equipe e conferma il suo ruolo di riferimento, inserito in centri d'eccellenza del Veneto". "Questo tipo di attivita' conferma la qualita' della professionalita' di Verona e del sistema sanitario veneto, che spinge su sinergie create tra diversi poli dei quali l'Azienda di Verona e' uno dei nodi".
Precisando che in casi come quelli trattati non e' possibile procedere al trapianto di cornea, perche' e' stato danneggiato anche il tessuto che permette la vita e la continua rigenerazione della cornea stessa, Marchini ha detto che si e' proceduto al prelievo dall'occhio sano di un tassello di circa sei millimetri quadrati di cellule staminali poste nel "limbus" dell'organo -e per questo dette limbari-; il tassello e' quindi stato inviato alla Banca degli Occhi del Veneto, che ha sede a Mestre (Venezia), dove i biologi lo hanno posto in coltura per farlo aumentare di dimensione fino a raggiungere un diametro di circa 15 millimetri.
In anestesia locale, cosi' come si era fatto per l'intervento di prelievo, si e' poi proceduto ad innestare nell'occhio colpito il nuovo limbus, senza rischi di rigetto trattandosi di autotrapianto; perche' il processo si completi e' necessario un periodo variabile tra i due e i sei mesi, alla fine dei quali sara' possibile verificare se il procedimento ha consentito l'intera rigenerazione della cornea e quindi la guarigione del paziente, o se sia necessario procedere al trapianto corneale, reso possibile dalla ricostituzione del libus. Marchini ha anche illustrato le tecniche previste nel caso siano stati danneggiati entrambi gli occhi: se si verifica questa evenienza si puo' ricorrere ad un donatore il piu' possibile compatibile con il paziente, come puo' essere un parente, oppure procedere al prelievo da cadavere, tecnica, pero', che comporta per il paziente l'adozione di una terapia immunodepressiva permanente.
Per quanto riguarda l'utilizzo delle cellule staminali, Alberti ha annunciato che presso l'ospedale di Borgo Trento verra' a breve attivata una banca di staminali emopoietiche ricavate da cordone ombelicale.
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