Italia. Veronesi: genetica e cellule staminali contro i tumori
"Il Codice della Vita", cosi' si puo' definire la mappatura del genoma umano prima e lo studio della funzione dei vari geni poi che ha aperto il Terzo Millennio dell'umanita'. 'È la piu' grande rivoluzione della storia dell'uomo di tutti i tempi', dice Umberto Veronesi, direttore scientifico dello Ieo, scienziato noto in tutto il mondo. Da giovane ricercatore, affascinato proprio dagli studi di genetica, entro' in contatto con James Watson e Francis Crick, Nobel per la scoperta della doppia elica del Dna nell'aprile del 1953. L'avvio dell'avventura -scrive il Corriere della Sera - che dal 2000 ha avuto un'accelerazione imprevista. Veronesi ricorda proprio la parole di Watson: 'Questo nuovo alfabeto per leggere il libro della vita apre un nuovo dibattito, filosofico e religioso che investe l'essenza umana in tutte le sue sfumature'. La' nel Dna c'era il codice per leggere il libro. Aprile 1953. 'Gia' da mezzo secolo ci si dibatteva su come avveniva la trasmissione dei caratteri ereditari - racconta Veronesi -. Si pensava alle proteine molto complesse che sembrava potessero trasmettere tutti gli infiniti caratteri del nostro organismo. Ed ecco con Watson e Crick la prima sorpresa: i caratteri ereditari si trasmettono con il Dna, un codice di una semplicita' disarmante. Un alfabeto di sole 4 lettere: adenina, citosina, guanina e timina. La chiave per leggere il codice. Le quattro lettere si alternano poi in gruppi di tre, creando 64 triplette o combinazioni. Un codice semplicissimo che si comporta come una specie di stampo per dare vita poi ad un totale di 20 aminoacidi, la base costituente tutte le proteine. Tutte derivano da sole 4 lettere'". Questo riguarda l'uomo? 'No. Ed ecco un'altra sorpresa: tutti gli esseri viventi sono formati dallo stesso alfabeto. L'evoluzione parte per tutti gli esseri viventi (per l'uomo come per un filo d'erba) dallo stesso primo punto di partenza, dalla stessa struttura del Dna, dallo stesso meccanismo. È una conferma della teoria dell'evoluzionismo di Darwin, laddove i geni creati dallo stesso alfabeto sono stati selezionati nei milioni d'anni dall'ambiente, dalle mutazioni indotte dai raggi cosmici, dalle radiazioni naturali, e cosi' via. È l'ambiente a decidere chi deve sopravvivere dei nuovi arrivati'. Quante altre sorprese sono arrivate dalla lettura del codice della vita? 'Una terza sorpresa scientifica e concettuale e' stata quella della scoperta della possibilita' di trasferire i geni da specie a specie: il trasferimento genico. Per esempio, un frammento di Dna da un uomo ad una pianta. Nasce il filone transgenico e si usa il Dna-ricombinante che rivoluziona la medicina'. Qualche esempio? 'Il primo che viene in mente e' l'insulina, essenziale per i diabetici ma molto costosa finche' andava estratta dal pancreas. Poi e' bastato individuare il gene insulina umana, metterlo in un batterio (l'escherichia coli) e grazie al Dna-ricombinante avere una fabbrica (i batteri con il gene umano) di insulina perfetta ed economica. Un altro esempio e' l'ormone della crescita (prima estratto dal cervello dei cadaveri con seri rischi), oggi anch'esso creato dai batteri cosi' come l'eritropoietina'. Ma il trasferimento genico, gli esseri transgenici, e' anche fonte di preoccupazione e ha ispirato romanzi e filmà 'Il rischio di creare nuovi esserià I problemi che Michel Houellebecq magistralmente racconta nel suo romanzo, poi film, Particelle elementari: un genetista che crea un nuovo uomo non aggressivoà Ma poteva creare anche un uomo senza paura, con risvolti diversi. Nella realta', una volta e' stato creato un mega topo, un topo che invece di pesare 30 grammi arrivo' a 2 chili. Nel suo Dna era stato inserito il gene dell'ormone della crescita di una specie piu' grande e il gene funzionava. Teoricamente, ed ecco perche' possono nascere dilemmi etici, lo stesso si puo' fare potenzialmente anche nell'uomo: per esempio inserendo nel suo codice il gene dell'ormone della crescita di un elefante. Un paradosso, nessuno farebbe sciocchezza del genere. Ma non scommetterei lo stesso per il gene p66 che regola la lunghezza della vita: se lo si toglie da un uovo fecondato, la persona poi vivrebbe 120 anni. Un genetista spregiudicato potrebbe farlo. Prima o dopo qualche pazzo c'e'. Il rischio e' bloccare la strada positiva aperta con il Dna-ricombinante: un altro esempio e' il riso con la vitamina A - il golden rice - che sta salvando l'Oriente dalla cecita' da carenza di questa vitamina. India e Cina hanno per sempre risolto un loro problema di salute della popolazione'". "Quindi il trasferimento genico ha aperto il dibattito etico e anche quello dei paletti alla scienza? 'Certo. Basta pensare alla medicina predittiva, altra acquisizione derivata dalla conoscenza dei geni delle malattie ereditarie. Sapere alla nascita che quel neonato da adulto sviluppera' una malattia mortale ha posto il dilemma etico del dire o non dire. Del fare o non fare. La genetica preimpianto o prenatale prima del terzo mese di gravidanza ha risvolti diversi. Un aborto terapeutico o la possibilita' di non impiantare proprio l'embrione difettoso. La nostra legge sulla fecondazione artificiale vieta la via della diagnosi preimpianto'. Il Codice della vita, la mappa del genoma, ha riscritto la storia dell'evoluzione? 'Piu' che riscritta, ne ha permesso un'interpretazione piu' razionale. Di questo parleremo a Venezia in settembre nella Conferenza Mondiale sull'Evoluzione. In campo oncologico, cosa ha portato questa rivoluzione? Innanzitutto conosciamo il difetto genetico di diversi tumori ereditari. In secondo luogo conosciamo il profilo genico delle cellule tumorali, informazione molto preziosa per la diagnosi precoce e per le terapie. In terzo luogo e' nata la farmacogenomica che si occupa della creazione di farmaci che abbiano come bersaglio proprio le cellule tumorali, in quanto hanno un genoma alterato. Infine si e' aperto un nuovo capitolo quello delle cellule staminali tumorali che alimentano la proliferazione delle altre cellule tumorali. Queste cellule staminali saranno in futuro il vero bersaglio delle nostre cure'".
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