Italia. Veronesi: proibire e punire a volte non serve, anzi...
'Sono un convinto oppositore di tutte le droghe, pesanti e leggere, compreso fumo e alcol perche' creano assuefazione fisica e psicologica e danni irreparabili e talvolta legali. Sono altrettanto convinto che che proibire e punire a volte non serve,anzi. La droga e' un problema piu' sociale che penale'.Cosi' l'oncologo Umberto Veronesi interviene sulla sentenza del Tar del Lazio che ha sospeso il provvedimento del ministro Livia Turco che innalzava da 500 mg a 1000 mg la quantita' massima di detenzione di cannabis per far scattare le sanzioni penali.
In un intervento ieri su La Repubblica lo scienziato milanese sostiene che 'e' sorprendente, per non dire inquietante che nel nostro paese un tribunale amministrativo regionale abbia piu' peso di un ministero della salute su questioni sanitarie fondamentali per la societa' come la lotta alla droga. Poco importa se per esse il ministro si avvale di istituzioni scientifiche come l'istituto superiore di sanita' e il consiglio superiore di sanita''.
Per Veronesi 'tanti anni di proibizionismo non hanno attenuato il fenomeno e anzi il recente allarme del ministro Amato sulla diffusione dell'uso di cocaina sottolinea il fallimento di questo sistema'. 'E' facile capire che chi ha voluto l'attuale legge crede ciecamente le valore deterrente delle sanzioni pecuniarie e detentive'.
'Le prigioni sono piene di piccoli spacciatori che sono anche tossicodipendenti e ogni giro di vite ne aumenta il numero senza avere un effetto sul mercato complessivo delle droghe.
Infatti i ragazzi e le ragazze che cadono nella tossicodipendenza ( che e' una malattia vera e propria) non hanno che tre scelte: rubare, spacciare, prostituirsi'.
'Dovremmo innanzitutto prendere atto che il problema del consumo delle droghe leggere non e' un problema di pochi 'dannati' ma riguarda il 50% dei nostri giovani; significa che meta' degli studenti italiani e' criminale? Rendere la cannabis un tabu' o un piccolo crimine non serve ad affrontare il problema. Le soluzioni devono essere altre'. 'Lo spinello e' considerato dai giovani una droga ludica e innocua, uno strumento di socializzazione e di relax. Allora chiediamoci perche' i giovani hanno bisogno dello spinello per rilassarsi e socializzare e cosa possiamo fare per aiutarli'.
Dichiarazione di Rita Bernardini (segretaria Radicali Italiani) e di Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani):
"Il prof. Veronesi ha riaffermato le proprie profonde convinzioni antiproibizioniste con la semplicità di linguaggio che tutti gli riconoscono, prendendo nel contempo posizione contro la sentenza del TAR del Lazio che ha sospeso l'efficacia del "decreto Turco" sulla cannabis. Risultato: il suo intervento non è stato ripreso da nessun organo d'informazione. Quando il prof. Veronesi parla di tumori ottiene un'audience ampia e qualificata; quando afferma che "proibire e punire non sempre serve, anzi . il passato del proibizionismo è costellato di insuccessi", è silenziato.
Nelle stesse ore, il pentimento del giornale inglese "Independent" è rilanciato su tutti i media; peccato che nessuno abbia chiesto un parere su questo al prof. Veronesi; avrebbe forse risposto che l'aumento esponenziale del principio attivo nella cannabis spacciata è una delle conseguenze nefaste del proibizionismo; quando si lasciano le sostanze nelle mani della criminalità, non ci si deve stupire se gli spacciatori smerciano cannabis più potente per incatenare a loro i poveri consumatori, che non possono controllare minimamente la qualità delle sostanze.
Ci permettiamo un solo appunto al prof. Veronesi; non scriva più "liberalizzazione" ma "legalizzazione": le droghe proibite sono le sostanze più libere che esistano, si possono trovare dappertutto senza nessuna limitazione, come invece avviene, ad esempio, per l'alcool e il tabacco.".
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