Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Veronesi: rispettare la volonta' del paziente

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il testamento biologico "e' tutto l'opposto dell'eutanasia, perche' riguarda quelle persone che vogliono il rispetto delle proprie volonta' quando non saranno piu' in grado di manifestarle. L'eutanasia, invece, presuppone che il richiedente sia cosciente e capace di esprimere ai medici la richiesta di mettere fine alle proprie sofferenze".
Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Sanita', nonche' 'padre putativo' delle iniziative per l'introduzione di una legge sul testamento biologico, interviene oggi sul dibattito che ha spaccato il Paese e il Parlamento. Una discussione innescata dalla lettera al Presidente della Repubblica di Piergiorgio Welby, il vicepresidente dell'Associazione Luca Coscioni che ha chiesto al Capo dello Stato di poter accedere all'eutanasia.
"La legge sul testamento biologico si fara' -dice Veronesi a margine del congresso nazionale della Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), in corso a Roma- perche' non e' altro che l'estensione del consenso informato, che e' unanimemente accettato, visto che ogni paziente ha il diritto di accettare o rifiutare le terapie". L'oncologo spiega come pero' "quando un paziente non e' piu' in grado di esprimere la propria volonta' il medico si trovi in difficolta'. Il testamento biologico, come dichiarazione anticipata di volonta' risolve questo dilemma".
Veronesi, che "a breve ha intenzione di presentare un modulo fac-simile che puo' essere compilato e firmato davanti a un notaio", spiega anche come il testamento biologico sia "implicitamente gia' accettato dalla legge. Si potrebbe fare anche senza ricorrere a una nuova norma perche' le dichiarazioni dei pazienti sono vincolanti per l'operato dei medici in base alla Convenzione di Oviedo, le regole del Codice deontologico della professione medica, oltre che suffragati da un parere del Comitato nazionale di bioetica. E se i medici non rispettano queste volonta' devono motivare la loro decisione per iscritto".

COMMENTI

"Pur tentando di dimostrare il contrario, anche Veronesi non riesce a distinguere in modo credibile l'eutanasia dal testamento biologico". E' questa la posizione del vicepresidente del gruppo Udc Maurizio Ronconi.
"Ormai - rileva Ronconi in una nota - il tentativo e' chiaro: introdurre surrettiziamente l'eutanasia attraverso il testamento biologico, un termine senza alcun significato credibile se non quello di sinonimo, probabilmente elegante, di eutanasia".
"Non e' difficile immaginare - conclude Ronconi - che chi ancora oggi, magari in buona fede, considera possibile l'approvazione del cosi' detto testamento biologico, presto, prestissimo venga convinto dalla realta' dei fatti".

"Non e' vero che il testamento biologico non presenta alcun rischio di aprire le porte all'eutanasia, non e' vero che ne e' l'opposto: Il 'living will' alla Veronesi, infatti, introduce proprio la falsa dolce morte". Lo sostiene il responsabile di An per le politiche della famiglia, Riccardo Pedrizzi.
"Il testo elaborato dal Comitato nazionale di bioetica - ricorda Pedrizzi in una nota - dice no sia all'eutanasia (cioe' all'azione o all'omissione volta a procurare la morte), sia all'accanimento terapeutico (cioe' alle cure ormai inefficaci), stabilendo giustamente che le direttive anticipate del paziente non sono vincolanti per il medico. E' a quest'ultimo, infatti, che spetta valutare quando e' il momento di smettere certe terapie inutili". Al contrario, il "testamento biologico alla Veronesi, per esempio - prosegue Pedrizzi - considera l'alimentazione e l'idratazione dei malati in stato vegetativo persistente, pensiamo a Terry Schiavo o ad Eluana Englaro, atti medici che, come tali, possono essere sospesi per non incorrere in accanimento terapeutico (e non, come sono, atti di sostentamento vitale che, come tali, sono dovuti e quindi non possono essere interrotti)". Quindi, secondo Pedrizzi, tale proposta di Testamento biologico "servirebbe a legalizzare l'eutanasia e, percio', sarebbe inaccettabile".
Un'eventuale legge sul testamento biologico, conclude Pedrizzi, "deve considerare giuridicamente obbligatorie le cure ordinarie, proporzionate alla sofferenza ed efficaci per la salute del malato: Fra esse rientrano le cure palliative, la terapia del dolore e, appunto, i mezzi di sostentamento vitale, tra i quali alimentazione e idratazione".

"Chi vuole introdurre il testamento biologico nel nostro ordinamento vuole in realta' legalizzare l'eutanasia". Lo afferma il capogruppo Udc alla camera Luca Volonte'.
"Veronesi e soci - commenta Volonte' in una nota - non ci vengano a proporre il giochino delle tre carte, sostenendo che il testamento biologico e' l'opposto dell'eutanasia, perch, si tratta dell'anticamera dell'eutanasia". Del resto, osserva l'esponente dell'Udc, "se Veronesi si dichiara 'certo' che questa nuova invenzione giuridico-relativista, a meta' tra il fantadiritto e la pseudoscienza, diventera' presto legge, vuol dire che le lobbies hanno gia' fatto il loro lavoro. In realta', si tenta di nascondere il vero volto del testamento biologico, presentandolo come alternativa all'accanimento terapeutico: insomma, un simbolo di autonomia che, in realta', cela una liberta' fasulla".
"Ovviamente prosegue Volonte' - diciamo 'no' anche all accanimento terapeutico come illusione lesiva del fisico e della dignita' dell'uomo, come gia' previsto dal Comitato di Bioetica. Invece - conclude per noi e' di fondamentale importanza l'assoluto rispetto sia per chi soffre sapendo di non avere speranze, sia per le famiglie che, pur consapevoli della realta', assistono comunque i propri cari ogni santo giorno con amore e comprensione".
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