Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Versilia. Denuncia figlia tossicodipendente, decine di arresti

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La chiamano mamma coraggio perche' ha denunciato ai carabinieri la propria figlia di 24 anni per aiutarla a uscire dal tunnel della tossicodipendenza. Ma sarebbe sufficiente, fanno notare i carabinieri, considerarla 'madre' perche' per aiutare sua figlia ha fatto tutto quello che era umanamente possibile.
Da questa azione insieme disperata e coraggiosa, compiuta da una donna di Camaiore (Lucca), ha preso il via un' indagine che ieri ha portato all' arresto di venti persone sospettate di far parte di un'organizzazione di trafficanti e spacciatori di droga che rifornivano la Versilia di eroina e cocaina. Venti arresti ieri, 15 compiuti nei giorni scorsi con accuse che vanno dal concorso in traffico di droga alla detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
E' stata l' ultima azione disperata della donna che sapeva della tossicodipendenza della figlia e sapeva che per avere i soldi per la dosa era ridotta a spacciare eroina. Cosi' e' nata l' operazione dei carabinieri che ha portato a smantellare un' organizzazione strutturata composta da italiani e nordafricani grazie all' impegno di 350 militari tra quelli in forza alla compagnia di Viareggio ai quali si sono affiancati rinforzi giunti da Lucca e Firenze e reparti speciali inviati da Pisa e Roma. Un' operazione denominata 'Uamba' dal soprannome del presunto capo della banda, un viareggino finito in carcere insieme ad altri italiani, tutti residenti nei sette comuni della Versilia, e alcuni nordafricani.
Dall' inizio delle indagini sono state arrestate complessivamente trentacinque persone, ne sono state denunciate cinquanta e sequestrati quattro chilogrammi tra eroina e cocaina, stupefacente che viaggiava attraverso Roma e Pisa prima di arrivare in Versilia e 15 mila euro in contanti, oltre a auto, cellulari, documentazione informatica e cartacea.
Una maxi operazione che ha trovato il suo input nell' azione disperata e definitiva di questa madre coraggio. Una donna che si e' trovata a fare i conti con la tossicodipendenza della figlia e del suo fidanzato e che ha capito come la sua unica speranza e la sua unica possibilita' di aiuto poteva venire dalle alle forze dell' ordine.
Dai carabinieri, appunto, ai quali ha raccontato la storia della figlia che, secondo lei, era stata trascinata nel mondo dell' eroina dal fidanzato e che sapeva essere costretta a spacciare per recuperare soldi utili ad acquistare la dose. Per questo ha denunciato lui e ha denunciato lei. Solo per aiutarla.
Dal momento della denuncia l'impegno dei carabinieri e' stato globale: oltre 23 mila intercettazioni telefoniche per un totale di 450 ore di conversazioni ascoltate dai militari, trecento ore di pedinamenti, accertamenti incrociati. Infine gli arresti: tra questi, il fidanzato della ragazza. Lei adesso sara' aiutata ad uscire dal suo personale inferno da una comunita' terapeutica e, soprattutto, da sua madre.
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