Italia. I vescovi italiani: l'eutanasia e' un diabolico inganno
L'eutanasia e' di fatto un diabolico inganno mascherato come forma di pieta' umana. E' quanto affermano i vescovi italiani nel messaggio per a 29ª Giornata per la vita, che si celebrera' il 4 febbraio 2007. Nel testo del Consiglio episcopale permanente della Cei si toccano diversi temi, da quelli bioetici ai problemi legati al disagio sociale, all'emarginazione, alle situazioni di solitudine. Cosi' viene ribadito il netto no dei vescovi all'aborto, alla selezione eugenetica, allo sfruttamento degli immigrati.
Si riafferma l'importanza della famiglia fondata sul matrimonio, si lancia l'allarme per i giovani coinvolti nella droga o nelle corse mortali del sabato sera. Chi ama la vita -afferma il documento- si interroga 'anche sul senso della morte e di come affrontarla', ma 'non cade nel diabolico inganno di pensare di poter disporre della vita fino a chiedere che si possa legittimarne l'interruzione con l'eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana pieta''.
Sbagliato anche l'accanimento terapeutico. Amare la vita, proseguono i vescovi, 'significa anche non negarla ad alcuno, neppure al piu' piccolo e indifeso nascituro, tanto meno quando presenta gravi disabilita''. No, allora, alla 'selezione eugenetica', al ritenere una vita 'di minor valore o disponibile per la ricerca scientifica', al desiderio di un figlio 'ad ogni costo', mentre 'puo' anche essere adottato o accolto in affidamento'.
Di fronte alla 'piaga dell'aborto', al 'tentativo di legittimare l'eutanasia', al calo demografico, all''umiliante sfruttamento della vita in cui si trovano tanti, soprattutto immigrati', per i vescovi 'e' necessaria una decisa svolta per imboccare il sentiero virtuoso dell'amore alla vita', con 'dei 'si', forti e lungimiranti a sostegno della famiglia fondata sul matrimonio, dei giovani e dei piu' disagiati'.
Secondo quanto affermano i vescovi nel loro nel loro messaggio dal titolo 'Il sentiero virtuoso dell'amore', 'l'amore vero per la vita, non falsato dall'egoismo e dall'individualismo, e' incompatibile con l'idea del possesso indiscriminato che induce a pensare che tutto sia 'mio'', nel senso 'della proprieta' assoluta, dell'arbitrio, della manipolazione'.
La vita, insomma, 'e' il bene supremo sul quale nessuno puo' mettere le mani'. 'Anche in una visione puramente laica, l'inviolabilita' della vita e' l'unico e irrinunciabile principio da cui partire per garantire a tutti giustizia, uguaglianza e pace'. Per chi crede poi, ogni vita umana 'porta' l'impronta del Creatore ed 'e' destinata all'eternita'', con la consapevolezza che essa 'ci e' stata affidata e non ne siamo i padroni assoluti'.
Il testo dedica inoltre una particolare attenzione ai giovani: 'Capaci di amare la vita senza condizioni, capaci di una generosita' che la maggior parte degli adulti ha smarrito, i giovani possono pero' talora sprofondare in drammatiche crisi di disamore e di non-senso fino al punto di mettere a repentaglio la loro vita, o di ritenerla un peso insopportabile, preferendole l'ebbrezza di giochi mortali, come le droghe o le corse del sabato sera'.
Di qui il ringraziamento e l'incoraggiamento 'ai genitori, ai preti, agli educatori, agli insegnanti, ai responsabili della vita civile, che si prendono cura dei giovani' e 'a quanti investono risorse per dare ai giovani un futuro sereno e, in particolare, una formazione e un lavoro dignitosi'.
'La vita umana e' un'avventura per persone che amano senza riserve e senza calcoli, senza condizioni e senza interessi; ma e' soprattutto un dono' di cui essere responsabili 'soprattutto quando e' piu' debole e indifesa'. 'Amare e desiderare la vita e' adoperarsi perche' ogni donna e ogni uomo accolgano la vita come dono, la custodiscano con cura attenta e la vivano nella condivisione e nella solidarieta''.
COMMENTI
Il Forum delle associazioni familiari "esprime il proprio ringraziamento e la più profonda sintonia con le parole" dei vescovi italiani, che in un messaggio diffuso oggi hanno criticato, tra l'altro, aborto ed eutanasia.
"La conseguenza è un'azione incessante rivolta alle istituzioni, alla politica ed alla società nel suo insieme", afferma in una nota Giovanni Giacobbe, presidente del Forum, "perché questa accoglienza venga resa possibile e facilitata attraverso concrete ed efficaci misure di sostegno alle famiglie ed alle donne in difficoltà".
'Accogliamo il messaggio della Cei per la prossima Giornata della vita, un messaggio che per noi rappresenta un incoraggiamento a proseguire sulla strada da sempre intrapresa in Parlamento e nel Paese'. Lo dichiara l'onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico del partito.
'Un valore come quello della tutela della sacralita', dell'indisponibilita' e dell'intangibilita' della vita umana dal concepimento alla morte naturale, -sottolinea l'esponente di via della Scrofa- non e' confessionale o clericale. E' un valore che appartiene al diritto naturale, il quale e' precedente alla religione cattolica.
E' un valore umano e universale, condivisibile da tutti, credenti e non credenti. Per questo il diritto positivo, cioe' la nostra Costituzione, lo riconosce, garantisce e tutela'.
"Abolita la pena di morte occorre abolire la 'pena di vita'. Questo e' quanto afferma in una nota Salvatore Bonadonna, senatore di Rifondazione comunista, spiegando che "la Cei puo' legittimamente esprimere i propri indirizzi sulle questioni etiche, ma lo stato non puo', e non deve, arrestare i processi legislativi richiesti dalla societa'".
"E' ormai chiaro- continua Bonadonna- che la maggioranza dei cittadini italiani chiede che si legiferi su questioni di bioetica che non possono piu' essere ignorate". Gli organi legislativi "verrebbero meno al loro dovere- spiega il senatore Prc- se non dessero seguito alle richieste che salgono dal corpo elettorale su questioni, tanto delicate quanto ineludibili, come quelle del testamento biologico, dell'accanimento terapeutico, dell'eutanasia".
Come dimostra la straziante vicenda di Piergiorgio Welby, "non si puo' negare la liberta' di scelta ad una persona che non vuole piu' subire una vita troppo dolorosa e totalmente dipendente dalle macchine- ribadisce Bonadonna- lo Stato non puo' obbligare a vivere, cosi' come non puo' obbligare a morire". Quello che e' necessario e' che "dal punto di vista legislativo- conclude il senatore del Prc- si affrontino con decisione i temi piu' urgenti legati alla bioetica e che si nomini subito il nuovo comitato nazionale di bioetica".
"Vorrei come cittadino rispondere ancora una volta che le interferenze, le ingerenze, la violenza che viene da questa Conferenza dei vescovi, che si occupa dell'amore a chiacchiere e della simonia sempre, pongono un problema urgentissimo di tutela della dignità della vita civile": lo ha detto Marco Pannella, intervistato da 'Radio Radicale' sulle affermazioni della Conferenza episcopale sull'eutanasia.
"Secondo questa Conferenza espiscopale - ha aggiunto Pannella - tutti coloro che sulla eutanasia esprimono valutazioni diverse che quelle della condanna morale, del linciaggio e dell'anatema, tutti costoro sarebbero soggetti di un diabolico (diabolico...
diabolico) inganno. A me sembra che questi organismi abbiano una tendenza autobiografica, di trasferire sugli altri la loro propria realtà interiore".
"E' diabolica - ha aggiunto Pannella - questa tendenza continua di anatemizzare e squalificare, le opinioni diverse dalle loro quando riguardano i problemi della vita. Per loro sicuramente anche Piero Welby è un diabolico ingannatore mascherato da pietà umana". "Io - ha concluso Pannella - posso solo dire che mi associo a quel bellissimo elenco di partecipanti all'azione nonviolenta a sostegno degli obiettivi proposti dall'associazione Luca Coscioni proprio su questi temi".
Si riafferma l'importanza della famiglia fondata sul matrimonio, si lancia l'allarme per i giovani coinvolti nella droga o nelle corse mortali del sabato sera. Chi ama la vita -afferma il documento- si interroga 'anche sul senso della morte e di come affrontarla', ma 'non cade nel diabolico inganno di pensare di poter disporre della vita fino a chiedere che si possa legittimarne l'interruzione con l'eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana pieta''.
Sbagliato anche l'accanimento terapeutico. Amare la vita, proseguono i vescovi, 'significa anche non negarla ad alcuno, neppure al piu' piccolo e indifeso nascituro, tanto meno quando presenta gravi disabilita''. No, allora, alla 'selezione eugenetica', al ritenere una vita 'di minor valore o disponibile per la ricerca scientifica', al desiderio di un figlio 'ad ogni costo', mentre 'puo' anche essere adottato o accolto in affidamento'.
Di fronte alla 'piaga dell'aborto', al 'tentativo di legittimare l'eutanasia', al calo demografico, all''umiliante sfruttamento della vita in cui si trovano tanti, soprattutto immigrati', per i vescovi 'e' necessaria una decisa svolta per imboccare il sentiero virtuoso dell'amore alla vita', con 'dei 'si', forti e lungimiranti a sostegno della famiglia fondata sul matrimonio, dei giovani e dei piu' disagiati'.
Secondo quanto affermano i vescovi nel loro nel loro messaggio dal titolo 'Il sentiero virtuoso dell'amore', 'l'amore vero per la vita, non falsato dall'egoismo e dall'individualismo, e' incompatibile con l'idea del possesso indiscriminato che induce a pensare che tutto sia 'mio'', nel senso 'della proprieta' assoluta, dell'arbitrio, della manipolazione'.
La vita, insomma, 'e' il bene supremo sul quale nessuno puo' mettere le mani'. 'Anche in una visione puramente laica, l'inviolabilita' della vita e' l'unico e irrinunciabile principio da cui partire per garantire a tutti giustizia, uguaglianza e pace'. Per chi crede poi, ogni vita umana 'porta' l'impronta del Creatore ed 'e' destinata all'eternita'', con la consapevolezza che essa 'ci e' stata affidata e non ne siamo i padroni assoluti'.
Il testo dedica inoltre una particolare attenzione ai giovani: 'Capaci di amare la vita senza condizioni, capaci di una generosita' che la maggior parte degli adulti ha smarrito, i giovani possono pero' talora sprofondare in drammatiche crisi di disamore e di non-senso fino al punto di mettere a repentaglio la loro vita, o di ritenerla un peso insopportabile, preferendole l'ebbrezza di giochi mortali, come le droghe o le corse del sabato sera'.
Di qui il ringraziamento e l'incoraggiamento 'ai genitori, ai preti, agli educatori, agli insegnanti, ai responsabili della vita civile, che si prendono cura dei giovani' e 'a quanti investono risorse per dare ai giovani un futuro sereno e, in particolare, una formazione e un lavoro dignitosi'.
'La vita umana e' un'avventura per persone che amano senza riserve e senza calcoli, senza condizioni e senza interessi; ma e' soprattutto un dono' di cui essere responsabili 'soprattutto quando e' piu' debole e indifesa'. 'Amare e desiderare la vita e' adoperarsi perche' ogni donna e ogni uomo accolgano la vita come dono, la custodiscano con cura attenta e la vivano nella condivisione e nella solidarieta''.
COMMENTI
Il Forum delle associazioni familiari "esprime il proprio ringraziamento e la più profonda sintonia con le parole" dei vescovi italiani, che in un messaggio diffuso oggi hanno criticato, tra l'altro, aborto ed eutanasia.
"La conseguenza è un'azione incessante rivolta alle istituzioni, alla politica ed alla società nel suo insieme", afferma in una nota Giovanni Giacobbe, presidente del Forum, "perché questa accoglienza venga resa possibile e facilitata attraverso concrete ed efficaci misure di sostegno alle famiglie ed alle donne in difficoltà".
'Accogliamo il messaggio della Cei per la prossima Giornata della vita, un messaggio che per noi rappresenta un incoraggiamento a proseguire sulla strada da sempre intrapresa in Parlamento e nel Paese'. Lo dichiara l'onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico del partito.
'Un valore come quello della tutela della sacralita', dell'indisponibilita' e dell'intangibilita' della vita umana dal concepimento alla morte naturale, -sottolinea l'esponente di via della Scrofa- non e' confessionale o clericale. E' un valore che appartiene al diritto naturale, il quale e' precedente alla religione cattolica.
E' un valore umano e universale, condivisibile da tutti, credenti e non credenti. Per questo il diritto positivo, cioe' la nostra Costituzione, lo riconosce, garantisce e tutela'.
"Abolita la pena di morte occorre abolire la 'pena di vita'. Questo e' quanto afferma in una nota Salvatore Bonadonna, senatore di Rifondazione comunista, spiegando che "la Cei puo' legittimamente esprimere i propri indirizzi sulle questioni etiche, ma lo stato non puo', e non deve, arrestare i processi legislativi richiesti dalla societa'".
"E' ormai chiaro- continua Bonadonna- che la maggioranza dei cittadini italiani chiede che si legiferi su questioni di bioetica che non possono piu' essere ignorate". Gli organi legislativi "verrebbero meno al loro dovere- spiega il senatore Prc- se non dessero seguito alle richieste che salgono dal corpo elettorale su questioni, tanto delicate quanto ineludibili, come quelle del testamento biologico, dell'accanimento terapeutico, dell'eutanasia".
Come dimostra la straziante vicenda di Piergiorgio Welby, "non si puo' negare la liberta' di scelta ad una persona che non vuole piu' subire una vita troppo dolorosa e totalmente dipendente dalle macchine- ribadisce Bonadonna- lo Stato non puo' obbligare a vivere, cosi' come non puo' obbligare a morire". Quello che e' necessario e' che "dal punto di vista legislativo- conclude il senatore del Prc- si affrontino con decisione i temi piu' urgenti legati alla bioetica e che si nomini subito il nuovo comitato nazionale di bioetica".
"Vorrei come cittadino rispondere ancora una volta che le interferenze, le ingerenze, la violenza che viene da questa Conferenza dei vescovi, che si occupa dell'amore a chiacchiere e della simonia sempre, pongono un problema urgentissimo di tutela della dignità della vita civile": lo ha detto Marco Pannella, intervistato da 'Radio Radicale' sulle affermazioni della Conferenza episcopale sull'eutanasia.
"Secondo questa Conferenza espiscopale - ha aggiunto Pannella - tutti coloro che sulla eutanasia esprimono valutazioni diverse che quelle della condanna morale, del linciaggio e dell'anatema, tutti costoro sarebbero soggetti di un diabolico (diabolico...
diabolico) inganno. A me sembra che questi organismi abbiano una tendenza autobiografica, di trasferire sugli altri la loro propria realtà interiore".
"E' diabolica - ha aggiunto Pannella - questa tendenza continua di anatemizzare e squalificare, le opinioni diverse dalle loro quando riguardano i problemi della vita. Per loro sicuramente anche Piero Welby è un diabolico ingannatore mascherato da pietà umana". "Io - ha concluso Pannella - posso solo dire che mi associo a quel bellissimo elenco di partecipanti all'azione nonviolenta a sostegno degli obiettivi proposti dall'associazione Luca Coscioni proprio su questi temi".
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