Italia. Viale (Radicali) su Moana Pozzi: rendere omaggio a scelta coraggiosa e coerente
Dichiarazione di Silvio Viale, esponente dei Radicali italiani e dirigente di Exit-Italia:
Il patron di "Diva futura" Riccardo Schicchi, ha annunciato che martedì sarà ascoltato dalla Procura di Roma in merito all'esposto che ha presentato contro il marito di Moana Pozzi, Antonio Di Ciesco, che ha rivelato di avere "aiutato" la moglie a morire. Senza entrare nel merito della querelle tra Schicchi e Di Ciesco, vogliamo pensare che Moana Pozzi, gravemente malata, abbia potuto esaudire il suo desiderio di morire in pace e senza soffrire. Se è stato così, vogliamo rendere omaggio ad una scelta coraggiosa e coerente, che aiuta a rompere il tabù sull'eutanasia. All'epoca, la legge francese era simile a quella italiana, per cui sarà difficile risalire a cosa sia davvero accaduto nel chiuso della stanza di una clinica di Lione. Nondimeno, proprio perché verosimile, la morte di Moana si inserisce nel dibattito sulle tematiche di fine vita, sul diritto a una morte dignitosa e sulla necessità che una legge permetta l'eutanasia volontaria, il suicidio assistito e, come si suole dire con ipocrisia, di evitare l'accanimento terapeutico. Indipendentemente dalle decisioni della magistratura, le rilevazioni di Antonio di Ciesco giungono opportune e aiutano a capire come gli interventi di fine vita, quando sussistano le rigide condizioni previste dalla legge olandese, siano culturalmente accettate. I cittadini non condannano la scelta di Moana.
Il patron di "Diva futura" Riccardo Schicchi, ha annunciato che martedì sarà ascoltato dalla Procura di Roma in merito all'esposto che ha presentato contro il marito di Moana Pozzi, Antonio Di Ciesco, che ha rivelato di avere "aiutato" la moglie a morire. Senza entrare nel merito della querelle tra Schicchi e Di Ciesco, vogliamo pensare che Moana Pozzi, gravemente malata, abbia potuto esaudire il suo desiderio di morire in pace e senza soffrire. Se è stato così, vogliamo rendere omaggio ad una scelta coraggiosa e coerente, che aiuta a rompere il tabù sull'eutanasia. All'epoca, la legge francese era simile a quella italiana, per cui sarà difficile risalire a cosa sia davvero accaduto nel chiuso della stanza di una clinica di Lione. Nondimeno, proprio perché verosimile, la morte di Moana si inserisce nel dibattito sulle tematiche di fine vita, sul diritto a una morte dignitosa e sulla necessità che una legge permetta l'eutanasia volontaria, il suicidio assistito e, come si suole dire con ipocrisia, di evitare l'accanimento terapeutico. Indipendentemente dalle decisioni della magistratura, le rilevazioni di Antonio di Ciesco giungono opportune e aiutano a capire come gli interventi di fine vita, quando sussistano le rigide condizioni previste dalla legge olandese, siano culturalmente accettate. I cittadini non condannano la scelta di Moana.
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