Lunedì 8 giugno 2026
Menu

Italia. Vicenza: sono i "bravi ragazzi" che fanno uso di droghe, uno studio della Fondazione Nord Est

Notizia ·
La "fascia maledetta", la categoria piu' a rischio nel consumo delle nuove droghe, assunte per avere piu' successo, e' quella delle ragazze di eta' compresa tra i 15 e i 19 anni. Una fascia caratterizzata per quantita', abitudinarieta' e poliabuso delle pericolosissime sostanze apparse da pochi anni sul mercato giovanile.
Il quadro e' emerso dalla ricerca "I giovani e le nuove droghe-atteggiamenti e consumo", commissionata dalla Prefettura di Vicenza alla Fondazione Nord Est (clicca qui), in accordo con il ministero dell'Interno, presentata oggi nel capoluogo berico ed estesa con 350 interviste ad altrettanti giovani di eta' compresa tra i 18 e i 25 anni, contattati nei principali luoghi di aggregazione. Meta' dei quali, e' risultato, ha gia' fatto uso di sostanze stupefacenti in un'eta' media compresa tra i 14 e i 15 anni.
Una ricerca, sottolineano i ricercatori, che stravolge completamente il modello di consumo di stupefacenti su cui e' stata fin qui programmata qualunque iniziativa di contrasto da parte delle istituzioni. L'esempio piu' eclatante e' la classifica di apprezzamento e contatto con le droghe, che in questo momento vede in testa il "popper", un liquido eccitante in fialette, assunto oralmente. Segue la cocaina, divenuta di uso popolare e non piu' di una ristretta cerchia di abbienti. L'acido lisergico o Lsd, di cui non viene percepita la potenzialita' distruttiva. L'ecstasy, che invece, forse a seguito delle campagne di informazione, viene ritenuta una droga abbastanza pesante dagli stessi consumatori. Lo "speed", un intruglio di anfetamine, cocaina, eroina, con una "botta" molto forte e un "down" successivo altrettanto dirompente. Nonche' il "crack", in cristalli, da fumare.
La classifica prosegue con gli inalanti (trielina, colla, vernice) e registra fenomeni assolutamente nuovi come gli anestetici veterinari usati nella cura dei cavalli, degli elefanti e delle balena, che danno una distorsione percettiva per cui "il mondo sembra di gomma". L'indagine e' stata approfondita con interviste a esponenti delle scuole, delle comunita' di recupero, delle forze dell'ordine e ulteriormente ampliata con 30 interviste piu' complesse rivolte ai giovani.
"Ne esce -spiega Terenzio Fava, curatore del rapporto di ricerca- un concetto di base: i giovani che fanno uso delle nuove droghe sono ragazzi 'normali', anzi molto spesso dei bravi ragazzi, che riescono a mantenere dei buoni risultati scolastici e un inserimento lavorativo positivo". "Pensano di essere trasgressivi nel loro uso di queste sostanze, ma in realta' sono iperconformisti, perche' estremizzano il valore del successo. Infatti prendono queste sostanze per un fine, che e' aver successo nella vita: per essere piu' simpatici, per ballare piu' a lungo, per resistere di piu', e in questo non fanno altro che conformarsi alla societa' del successo, che cercano di raggiungere a tutti i costi".
La controprova e' che dalla stessa indagine, sottolineano i ricercatori, emerge una "forte avversione da parte dei giovani nell'uso dell'eroina: vedono il drogato di eroina come l'unico vero 'tossico' e lo odiano, non possono vederlo. Il 'tossico' tradizionale e' una figura che non li rappresenta, perche' si rovina, mentre loro predono la droga per essere piu' 'fighi'". Droghe come marijuana e hashish hanno invece mantenuto la connotazione "peace and love", stabile dai tempi dei Figli dei Fiori. "Il giovane che ne fa uso esprime una massa di valori molto piu' forte, e' un giovane estremamente sensibile ai problemi sociali, spesso frequenta i centri sociali ma le 'leggere' non sono piu' di tanto apprezzate, perche' non sono prestazionali: ad andare in discoteca dopo una 'canna' si fa molta piu' fatica a ballare, non e' c'e' aumento nella prestazione, non si raggiunge il cosiddetto successo".
Di fronte ai risultati della ricerca, il prefetto di Vicenza, Angelo Tranfaglia, ha rilevato che "tempo fa il giovane che usava droga, e quindi il tossicodipendente, avevano caratteristiche che avevamo definito in maniera molto precisa e che riuscivamo a riconoscere e a trattare con le strutture sanitarie, con il sistema dei Sert, con i trattamenti di disintossicazione". "Dopo questa ricerca ci rendiamo conto che i ragazzi che si drogano oggi sono ragazzi molto piu' normali, piu' difficili da riconoscere e da rintracciare, con i quali bisognera' studiare un percorso di recupero, di riabilitazione, di avvicinamento completamente nuovo".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →