Martedì 9 giugno 2026
Menu

Italia. Viminale: 315mila regolarizzazioni con la legge Bossi-Fini

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Rispetto alla quota di 170.000 unità, fissata nel decreto flussi, vi è un'eccedenza di domande presentate pari a circa 315.000. E' dunque possibile -ma lo sapremo solo più avanti- che le domande in regola superino la quota inizialmente fissata". Così in un comunicato del ministero dell'Interno, diffuso "in riferimento alle opinioni e alle informazioni apparse in questi giorni in tema di flussi migratori", nel quale si sottolinea la possibilità che si adottino "ulteriori decreto flussi".
"In data 15 febbraio 2006 -si legge nella nota del Viminale- è stato adottato un decreto flussi del Presidente del Consiglio dei ministri che ha definito in 170.000 unità la quota di lavoratori stranieri da ammettere nel territorio dello Stato per l'anno 2006. Presso gli uffici postali sono state presentate circa 485.000 domande dai datori di lavoro che, nel sottoscrivere la proposta di contratto, hanno assicurato oltre all'assunzione del lavoratore extracomunitario anche una idonea sistemazione alloggiativi".
"Poste Italiane ha già proceduto ad inoltrare agli sportelli unici per l'immigrazione, istituiti presso le prefetture-utg, i dati telematici riguardanti le istanze presentate e sta provvedendo a trasmettere per la trattazione le domande in forma cartacea e telematica. A seguito dell'esame che verrà svolto in base alla legge nelle prossime settimane saranno accolte solo le domande relative ai lavoratori che risulteranno in possesso di tutti i requisiti prescritti".
"Rispetto alla quota di 170.000 unità, fissata nel decreto flussi, vi è un'eccedenza di domande presentate pari a circa 315.000. E' dunque possibile - ma lo sapremo solo più avanti - che le domande in regola superino la quota inizialmente fissata.
A un caso del genere -sottolinea il Viminale- è applicabile l'articolo 3 del testo unico n. 286/1998, come modificato dalla legge 189/2002 (Bossi-Fini), a norma del quale ulteriori decreti flussi per l'anno in corso possono essere adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri con il parere: del comitato dei ministri di cui all'art. 2 bis; della conferenza unificata stato-città - stato-regioni autonomie locali; delle competenti commissioni parlamentari".
"Il ministero -conclude la nota dell'Interno- insieme agli altri dicasteri interessati, seguirà con quotidiana attenzione lo svolgimento delle attività istruttorie e fornirà tutti gli elementi utili alle necessarie valutazioni".

'Bene ha fatto il ministro Amato a dire che sara' regolarizzato solo chi ha un lavoro. Io aggiungo: deve trattarsi di un lavoro certo, garantito. E non fittizio, o molto precario'. Lo afferma in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore' Franco Frattini, vicepresidente Ue e responsabile Giustizia e sicurezza, sulla questione della regolarizzazione degli immigrati in Italia commentando: 'Sulla carta, appunto. Abbiamo gia' esperienze di questo genere: un mese di lavoro e poi stop'.
'O altre - continua - finzioni piu' gravi. Ci vogliono garanzie e controlli seri, come quelli fatti in Spagna. Se lo Stato che procede alla regolarizzazione - dice - non puo' assicurare che lo fara' con tutte le verifiche necessarie, se ne assumera' la responsabilita' politica di fronte agli altri Paesi membri'. E su queste responsabilita', Frattini spiega: 'Del fatto di mettere in circolazione in Europa uomini senza lavoro, senza un soldo e senza casa. Che spesso, proprio a causa di queste condizioni disgraziate, possono alimentare la criminalita''. 'Una regolarizzazione - sottolinea Frattini - indiscriminata produce anche questo'.
Immigrazione come risposta ai fabbisogni delle imprese? 'Non ci sono dubbi -afferma Frattini- Ma occorre conoscere con chiarezza la domanda delle aziende e il fabbisogno del mercato nazionale. Spesso non e' cosi': di conseguenza, si fanno solo operazioni compiacenti'. sulle prime mosse dell'Italia il vicepresidente Ue risponde. 'Mi preoccupa molto l'effetto-annuncio scatenato dalle dichiarazioni del ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero'.
'In Africa -aggiunge- giunge solo la notizia di una presunta sanatoria, mica si fa differenza tra domande presentate o accolte. E il mercato degli schiavi si arricchisce. Assolutamente si. Ormai per spedire un disperato dalle coste africane, senza alcuna garanzia di lavoro e neanche di giungere alla meta, i trafficanti chiedono dai 1.500 ai 2.500 dollari. Un affare da 150 milioni di euro all'anno'.
Poi Frattini conclude: 'Abbiamo varato i voli di rimpatrio europei. Hanno tutte le maggiori garanzie possibili in tema di diritti e di tutele. E anche l'Italia vi partecipera''.
'La destra alza la voce sul tema dell'immigrazione solo per nascondere le proprie responsabilita'. I numeri del Viminale dimostrano che la legge Bossi-Fini non ha funzionato neanche per gli immigrati in Italia da molto tempo': lo afferma il capogruppo alla Camera dei Verdi, Angelo Bonelli.
'L'immigrazione e' una risorsa per rilanciare l'economia come rilevato anche da Confindustria e dal Censis, per questo e' importante ragionare e non fare demagogia', conclude.
"Anche oggi dobbiamo assistere al tormentone di dichiarazioni di esponenti del centrodestra che hanno preso di mira la volonta' espressa da diversi componenti del centrosinistra di abrogare la legge Bossi-Fini, di chiudere i cpt, di ridare dignita' all'immigrazione". Lo dice Marco Rizzo (Pdci), che aggiunge: "Ogni occasione e' buona per questa minoranza per provare a confondere le acque, per cercare, attraverso la polemica sterile, di gettare in cattiva luce qualsiasi provvedimento che rappresenti un oggettivo passo in avanti rispetto alla loro gestione fallimentare. Ma gli italiani non si fanno confondere facilmente. Dopo cinque anni di effetti speciali e boutades demagogiche, la nostra gente vuole fatti concreti e risposte vere e serie a problemi reali. Cio' che non hanno saputo fare Berlusconi e alleati".
"Un atteggiamento folle e irresponsabile". Maurizio Gasparri, di Alleanza nazionale, risponde così a chi gli chiede un commento sulla nota con cui il Viminale apre alla possibilità di nuovi decreti per superare la soglia di 170 mila lavoratori stranieri da regolarizzare nel 2006 in Italia.
"Si può anche sostituire tutto il popolo italiano - spiega ironico Gasparri - potremmo mettere il Viminale a disposizione... . Non ho parole - prosegue - per commentare questo atteggiamento demagogico, irresponsabile e folle. Fino a quando queste posizioni erano frutto delle dichiarazioni di esponenti di secondo piano del governo era un conto, ma adesso c'è una nota ufficiale del ministero dell'Interno".
Queste posizioni, aggiunge l'ex ministro del governo Berlusconi, "sono il segno di un atteggiamento dissennato e preoccupante che incoraggiano gli sbarchi di clandestini" e rischiano "di favorire la criminalità". Per questo, conclude Gasparri, "dobbiamo cacciare il centrosinistra dal governo".
Dopo giorni di confusione e di polemiche, la nota odierna del Viminale chiarisce che in tema di gestione dei flussi migratori il nuovo Esecutivo applicherà alla lettera la 'Fini Bossi' (richiamata espressamente nella nota medesima). E' realmente una notizia, a poche ore di distanza dai proclami di distruzione di tutto ciò che è stato fatto nel quinquennio passato, da parte dell'impresa di demolizioni targata Centrosinistra. In quella nota si legge infatti, con puntuale richiamo ad articoli e commi della legge sull'immigrazione approvata nel 2002, che si andrà oltre la quota di ingresso di 170.000 unità solo se tutte le domande saranno in regola, e previo rispetto della procedura prevista dalla legge medesima per le correzioni da apportare durante l'anno al decreto flussi". Così in una nota del senatore di Alleanza nazionale Alfredo Mantovano. "Regolarità delle domande in ossequio alla legge vuol dire, tanto per cominciare - prosegue Mantovano - ammettere in più solo gli extracomunitari che si trovino attualmente al di fuori dei confini nazionali: non vuol dire adoperare l'eventuale ampliamento della quota per sanare la posizione di chi invece si trovi già in Italia, essendovi entrato clandestinamente e lavorando in nero. E' esattamente il contrario di quanto in più circostanze ha ipotizzato il ministro Ferrero: basta ripassare le sue innumerevoli 'uscite' in materia. Sorprende, quindi, leggere che lo stesso Ferrero apprezza la nota odierna del Viminale, perché, a suo avviso, esclude divergenze nel Governo in materia di immigrazione".
"Il ministro di Rifondazione comunista apprezza, cioè - conclude Manotovano - la precisa e rigorosa applicazione di quella 'Fini-Bossi' che finora era il demonio; e, se l'apprezza, nega la praticabilità di sanatorie o di regolarizzazioni. Il modulo sembra essere quello del furore ideologico fatto di proclami tranchant, seguito dall'accettazione dell'esistente (cioè di quanto proviene dal "regime" di Centrodestra), senza alcuna sostanziale variazione. Tutto sta a vedere fino a quando reggerà la presa in giro (di questo si tratta) dei militanti della sinistra radicale, e quanto costoro si accontenteranno che chi li rappresenta abbaia alla luna e, per salvezza di poltrona..., applichi la 'Fini Bossi'".
Intanto il gruppo di AN della Regione Liguria ha presentato una mozione con cui manifesta contrarieta' alla proposta di sanatoria di circa 500 mila immigrati clandestini avanzata recentemente dal ministro della solidarieta' Paolo Ferrero e sostenuta dall' assessore regionale Enrico Vesco.
'E' una proposta delirante che riaprira' le porte dell' Italia all' immigrazione selvaggia con il serio rischio di alimentare la xenofobia e di far scoppiare rivolte anche nelle nostre banlieu - ha detto il capogruppo, Gianni Plinio - Quella del Governo di sinistra e' una demagogia assai pericolosa che, negando la differenza tra immigrati regolari ed irregolari e mirando a chiudere i C.P.T., creera' enormi difficolta' alle Forze dell' Ordine e ci portera' molto presto fuori dall' Unione Europea'.
"Una incitazione alla xenofobia". Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli ed esponente della Lega nord critica la nota diffusa questa mattina dal Viminale, in cui si sottolinea come il tetto di 170 mila lavoratori stranieri da regolarizzare per il 2006 in Italia potrebbe essere superato attraverso nuovi decreti sui flussi migratori.
"Sono soglie che non possono essere superate perché non tollerabili dal Paese - spiega Calderoli - è che potrebbero determinare reazioni razziste. Ma sia chiaro - aggiunge l'esponente del Carroccio - che la responsabilità di eventuali reazioni di questo genere dovranno essere imputate a chi a consentito che queste reazioni si verificassero con queste scelte, e non a chi reagirà".
'E' facile prevedere che gli irresponsabili annunci del governo determineranno, nelle prossime settimane, una invasione di clandestini delle coste italiane.
L'Italia, con questo governo, e' l'unico Paese al mondo che ha imposto un approccio permissivo senza alcuna forma di dissuasione'. Lo dice il Senatore dell'udc Maurizio Ronconi, a proposito della questione dell'ingresso degli immigrati nel nostro Paese. 'Ora anche i clandestini che dal Nord Africa si imbarcavano verso la Spagna, si dirigeranno tutti verso l'Italia che sara' letteralmente invasa con conseguenze facilmente immaginabili. Questo e' il primo frutto avvelenato del governo della sinistra', conclude Ronconi.
E' 'allarmante' la posizione del ministero dell'Interno sulle quote aggiuntive per i flussi migratori.
L'esponente di Forza Italia, Maurizio Sacconi, sottolinea che 'la nota del Ministero dell'Interno relativa alle quote per flussi migratori e alle relative domande nel 2006 prefigura chiaramente la probabile determinazione di quote aggiuntive. Cio' e' allarmante perche' l'incremento dei flussi migratori per il 2006 corrisponderebbe solo al soddisfacimento delle pressioni dei clandestini e di coloro che per ragioni ideologiche li sostengono'.
'Non si dimentichi che i flussi per il 2006 sono passati dai 99500 del 2005 a ben 170.000 cui si aggiungono altrettanti neo comunitari' prosegue Sacconi, rilevando che 'sono soddisfatte tutte le esigenze relative al lavoro stagionale, alle alte professionalita', agli infermieri, alle badanti, a coloro che rientrano nei programmi di formazione nei Paesi d'origine'.
'Sono giustamente piu' contenute le esigenze relative alla produzione manifatturiera ove si registrano fenomeni di disoccupazione degli immigrati in relazione ai ricorrenti processi di ristrutturazione. L'incremento delle quote non stagionali avrebbe pertanto il chiaro significato di una sanatoria "a pie' di lista" con il conseguente richiamo di flussi clandestini attratti dalla prospettiva di facili regolarizzazioni. Ci opporremo con determinazione a questa logica pericolosa per gli stessi processi di integrazione", conclude Sacconi.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →