L'Italia del vino perde il primato negli Usa
La crisi sta cambiando i consumi negli Stati Uniti: gli americani non rinunciano al vino, ma privilegiano quello che costa meno. Il cambio di rotta del consumatore americano, dovuto essenzialmente alla crisi economica, favorisce sul mercato Usa tutti quei Paesi tradizionalmente produttori di vini di prezzo medio-basso, come l'Australia, il Cile, l'Argentina e la Nuova Zelanda, che hanno avuto tutti notevoli aumenti in quantita'. L'Italia - con una riduzione del 10,8% in quantita' e del 21,1% in valore - ha perso il primo posto in quantita' fra i principali Paesi fornitori del mercato statunitense (con una riduzione, inoltre, di otto punti nella sua quota di mercato), pur mantenendo il primato in valore. Adesso l'Australia, con un aumento del 58,6% in quantita' e una diminuzione del 3,2% in valore - nonostante il notevole aumento in quantita' - guida saldamente la classifica dei principali Paesi esportatori verso gli Usa.
La tendenza che emerge in questo primo quadrimestre dell'anno e', dunque, che il consumo complessivo dei vini continui ad aumentare in quantita' pur diminuendo in valore (+19,3% in quantita' e -14,4% in valore nei primi quattro mesi dell'anno rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso).
Dati Italian Wine & Food Institute.
La tendenza che emerge in questo primo quadrimestre dell'anno e', dunque, che il consumo complessivo dei vini continui ad aumentare in quantita' pur diminuendo in valore (+19,3% in quantita' e -14,4% in valore nei primi quattro mesi dell'anno rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso).
Dati Italian Wine & Food Institute.
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