Italia. Welby/Riccio. Camera di Consiglio il 28 maggio, Procura chiedera' ancora archiviazione
E' stata fissata dal gip del Tribunale di Roma, Renato Laviola al 28 maggio prossimo, la camera di Consiglio per esaminare la posizione di Mario Riccio, l' anestesista che interruppe la ventilazione meccanica a Piergiorgio Welby, morto nel dicembre scorso.
Il gip respinse la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura capitolina, nell'ambito del procedimento relativo alla morte di Welby, per il quale il medico e' indagato per l' ipotesi di 'omicidio del consenziente' (art. 579 c.p.).
Il gip, nelle scorse settimane, non ha ritenuto di dover dar seguito alla richiesta di archiviazione avanzata il 6 marzo 2007 dal sostituto procuratore Gustavo de Marinis, controfirmata dal procuratore capo della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara ed ha ordinato la trasmissione degli atti al pubblico ministero per l' iscrizione di Riccio nel registro degli indagati.
Nell'udienza camerale, lo stesso gip decidera' se archiviare il procedimento, ordinare al pm di fare ulteriori indagini oppure ordinare di formulare l' imputazione a carico del medico. La procura della Repubblica di Roma ribadira' la richiesta di archiviazione della posizione dell'anestesista Mario Riccio.
Il procuratore Giovanni Ferrara ed il sostituto Gustavo De Marinis, firmatari della richiesta di archiviazione non accolta dal gip, ribadiranno che con l'interruzione della ventilazione meccanica a Piergiorgio Welby praticata dall'anestesista Mario Riccio -come scritto nel provvedimento inviato all'ufficio del gip il 6 marzo scorso- e' stato attuato un diritto del paziente che 'trova la sua fonte nella Costituzione e in disposizioni internazionali recepite dall'Ordinamento italiano e ribadito in fonte di grado secondario dal codice di deontologia medica'.
Le conclusioni dei magistrati erano incentrate sulle conclusioni dell'autopsia eseguita sull'esponente radicale, affetto da una grave forma di distrofia muscolare, secondo le quali, nella notte tra il 20 ed il 21 dicembre scorsi, quando il medico cremonese stacco' il respiratore artificiale, non ci fu 'avvelenamento' da sedazione.
Il gip respinse la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura capitolina, nell'ambito del procedimento relativo alla morte di Welby, per il quale il medico e' indagato per l' ipotesi di 'omicidio del consenziente' (art. 579 c.p.).
Il gip, nelle scorse settimane, non ha ritenuto di dover dar seguito alla richiesta di archiviazione avanzata il 6 marzo 2007 dal sostituto procuratore Gustavo de Marinis, controfirmata dal procuratore capo della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara ed ha ordinato la trasmissione degli atti al pubblico ministero per l' iscrizione di Riccio nel registro degli indagati.
Nell'udienza camerale, lo stesso gip decidera' se archiviare il procedimento, ordinare al pm di fare ulteriori indagini oppure ordinare di formulare l' imputazione a carico del medico. La procura della Repubblica di Roma ribadira' la richiesta di archiviazione della posizione dell'anestesista Mario Riccio.
Il procuratore Giovanni Ferrara ed il sostituto Gustavo De Marinis, firmatari della richiesta di archiviazione non accolta dal gip, ribadiranno che con l'interruzione della ventilazione meccanica a Piergiorgio Welby praticata dall'anestesista Mario Riccio -come scritto nel provvedimento inviato all'ufficio del gip il 6 marzo scorso- e' stato attuato un diritto del paziente che 'trova la sua fonte nella Costituzione e in disposizioni internazionali recepite dall'Ordinamento italiano e ribadito in fonte di grado secondario dal codice di deontologia medica'.
Le conclusioni dei magistrati erano incentrate sulle conclusioni dell'autopsia eseguita sull'esponente radicale, affetto da una grave forma di distrofia muscolare, secondo le quali, nella notte tra il 20 ed il 21 dicembre scorsi, quando il medico cremonese stacco' il respiratore artificiale, non ci fu 'avvelenamento' da sedazione.
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