Gli italiani mangiano più spesso fuori casa e scelgono pasti più veloci
Il pranzo perde centralità e cresce la tendenza a scegliere una sola portata o piccoli piatti da condividere. Nel 2025 bar e ristoranti hanno registrato 7,7 miliardi di ingressi per una spesa complessiva di 82 miliardi di euro. Fondazione Birra Moretti analizza come cambiano i momenti della convivialità e il ruolo della birra.
Gli italiani cambiano modo di mangiare: meno pasti scanditi dalla tradizionale sequenza di antipasto, primo, secondo e contorno e più occasioni per stare insieme fuori casa, anche in momenti diversi della giornata. Si moltiplicano le pause per mangiare qualcosa, i piccoli assaggi e i piatti da condividere, mentre il pranzo perde parte della centralità che aveva un tempo.
Negli ultimi dieci anni, la quota di italiani che considera il pranzo il pasto principale è scesa dal 78,2% al 63,3%. Anche il consumo tra le mura domestiche è diminuito: chi pranza a casa è passato dall’84,5% al 72,9%. Quando invece si mangia fuori, soprattutto durante la pausa pranzo, oltre sei italiani su dieci scelgono una sola portata, mentre appena il 17% ordina il tradizionale menu di tre portate.
È una trasformazione che riguarda il rapporto con il cibo, il tempo e la convivialità. Già nel 2015 Treccani descriveva questa evoluzione con una formula efficace: “Si mangia più volte al giorno e ogni volta di meno”. Dieci anni dopo, la tendenza è sempre più evidente: si mangia in momenti diversi, con maggiore flessibilità e spesso fuori casa.
Nel 2025, secondo i dati citati da Fondazione Birra Moretti, il fuori casa ha totalizzato 7,7 miliardi di ingressi, per una spesa complessiva di 82 miliardi di euro. Un mercato in cui bar, ristoranti e locali accompagnano gli italiani dalla colazione al dopocena.
Fondazione Birra Moretti ha approfondito il fenomeno coinvolgendo gli esperti del proprio Comitato scientifico, tra cui l’antropologo Marino Niola e lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e Medicina dello Sport Michelangelo Giampietro, insieme ai partner ASPI e Noi di Sala. Al centro dell’analisi c’è la nuova cultura italiana dei “piccoli pasti” e il ruolo che la birra può assumere nelle diverse occasioni di consumo, grazie alla varietà di stili, gradazioni e possibilità di abbinamento.
“Stiamo assistendo all’evoluzione di un nuovo modo di vivere la convivialità. Il pasto diventa più flessibile, costruito attorno a piccoli assaggi, molteplici occasioni di incontro e momenti di condivisione meno rigidi”, dichiara Alfredo Pratolongo, presidente di Fondazione Birra Moretti. “È un fenomeno interessante che presenta opportunità di crescita per la cultura della birra nel nostro Paese, che in questo nuovo contesto trova una collocazione particolarmente naturale: grazie alla ricchezza dei suoi stili, alla varietà delle gradazioni e alla sua versatilità negli abbinamenti, accompagna con equilibrio questa nuova cultura del mangiare e, soprattutto, della convivialità. Simbolo di socialità e condivisione, uno dei segreti della birra è che ha sempre saputo evolversi insieme alle abitudini alimentari degli italiani”.
Dalla tavola tradizionale alla cultura dei piccoli pasti
La tradizionale scansione dei pasti diventa più fluida e lascia spazio a modalità di consumo differenti. Il cambiamento è particolarmente evidente tra le nuove generazioni, che devono conciliare ritmi di vita accelerati, lavoro e momenti da dedicare agli altri.
A cambiare sono soprattutto i tempi e i luoghi in cui si mangia, ma non il desiderio di stare insieme. La convivialità rimane centrale, anche se trova nuove occasioni e nuovi rituali.
“La sequenza tradizionale dei pasti principali si sta destrutturando in direzione di una frammentazione di luoghi, momenti, usi e consumi diversi. Prime protagoniste del cambiamento sono soprattutto le nuove generazioni, che vivono in costante accelerazione e hanno bisogno di raccordare questi ritmi con gli altri momenti della loro vita, da quelli lavorativi alle pause dedicate alla convivialità”, osserva Marino Niola, antropologo e divulgatore scientifico.
“Ma proprio mentre cambiano i tempi e le forme del consumo, emerge una voglia crescente di comunità, di cui la birra in compagnia diventa un rito celebrativo. La birra intercetta in pieno lo spirito del nostro tempo: si è progressivamente trasformata in una bevanda simbolo della convivialità, dell’amicizia e dello stare insieme all’italiana. E la sua versatilità le permette di accompagnare la grande varietà di sapori della cucina italiana con un abbinamento elastico, non troppo impegnativo o obbligante. È un modo nuovo di declinare l’antico legame tra la birra e i momenti di effervescenza sociale, di scambio, di festa e di apertura all’altro”.
Dal pranzo all’aperitivo: il fuori casa accompagna tutta la giornata
La trasformazione è visibile nei consumi di bar, ristoranti e locali, frequentati in momenti sempre più diversi della giornata. La distribuzione degli ingressi nel 2025 restituisce una fotografia di questa varietà: il 26,7% avviene a colazione, il 19,4% durante la pausa di metà mattina, il 2% per l’aperitivo prima di pranzo, il 17,3% a pranzo, il 14,1% nella pausa pomeridiana, il 4,5% per l’aperitivo serale, il 14,1% a cena e il 2,8% nel dopocena.
I numeri raccontano la moltiplicazione delle occasioni per consumare fuori casa e la ricerca di formule più informali, con piatti da condividere e maggiore libertà rispetto ai rituali tradizionali.
“Oggi le nuove generazioni mettono al centro la convivialità e il piacere di stare insieme, ma lo fanno con modalità diverse rispetto al passato. Non rinunciano al tempo condiviso: vogliono essere loro a decidere quanto dedicarvi, senza sentirsi vincolati ai tempi e ai rituali del pasto tradizionale. Per questo crescono occasioni più informali, fatte di piccoli assaggi, condivisione e libertà di costruire la propria esperienza. Allo stesso tempo aumenta l’attenzione al benessere: si scelgono piatti più equilibrati, ingredienti di qualità e un consumo di alcol più consapevole, privilegiando abbinamenti capaci di valorizzare il cibo senza eccessi. In questo scenario, la birra interpreta perfettamente la nuova convivialità, accompagnando il pasto con naturalezza grazie alla varietà di stili, gradazioni e formati che permettono a ciascuno di trovare l’abbinamento più adatto al momento”, spiega Rudy Travagli, presidente di Noi di Sala, associazione italiana che riunisce i professionisti di sala e cantina.
(FoodAffairs.it)