Sabato 6 giugno 2026
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Italiani non smettono di fumare per mancanza di volonta'. Ricerca

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Poca, anzi pochissima forza di volontà: è questo il motivo principale per il quale gli italiano non riescono ad abbandonare il vizio delle 'bionde', del fumo: è quanto emerge da una ricerca della Fondazione Umberto Veronesi e della Fondazione Pfizer nell`ambito della Campagna No Smoking Be Happy. L`indagine, che ha coinvolto 1000 persone di età compresa tra i 30 e i 64 anni, sia ex-fumatori che fumatori, è stata organizzata anche con lo scopo di capire qual è il ruolo delle campagne antifumo e come implementare ulteriormente gli strumenti che la Fondazione Veronesi e la Fondazione Pfizer, da anni, mettono a disposizione del pubblico per prevenire l`iniziazione del fumo e favorirne il percorso di disassuefazione.
I risultati più importanti hanno evidenziato che soltanto il 22,2% di chi ha provato a smettere ha avuto successo, mentre il 54,5% non ci è mai riuscito. Invece, il 23,3% degli intervistati che non ha mai provato a smettere di fumare, ha affermato di non aver nessun interesse a farlo (37,3%) oppure che è un piacere al quale non sa rinunciare (27,9%). Questo risultato è in linea con i motivi per cui chi ha provato a smettere non ci è riuscito, cioè la poca forza di volontà (58,2%) o una dipendenza psico-fisica che non vuole, o riesce, a combattere (22,9%).
I motivi principali che hanno spinto gli intervistati a provare ad abbandonare la sigaretta sono stati il miglioramento della salute in generale (62,1%) e il ritorno ad avere migliori relazioni sociali e riscoprire sapori e profumi (48,8%).
Sorprendentemente, la preoccupazione per la salute delle famiglia e, in particolar modo, dei figli, è stato un fattore determinante solo per il 32,6% degli intervistati, quasi al pari del miglioramento nelle attività fisiche (33%).
Quanto all`efficacia delle campagne antifumo, il 51% degli intervistati ha dichiarato di non ritenerle efficaci in quanto, spesso e volentieri, danno informazioni e sensibilizzano sul problema, ma in senso pratico non fornisco aiuto a chi decide di provare ad abbandonare il vizio. Infatti, proprio per una scarsa forza di volontà e per la dipendenza psico-fisica, il fumatore che decide di intraprendere questa strada ha bisogno di un valido supporto esterno. Per quanto riguarda i metodi per smettere di fumare, i centri antifumo (48,3%) e Internet (45,9%) sono considerate le fonti migliori per reperire informazioni, seguite a stretto giro dal medico (44,8%). Sorprendentemente, considerando che gli intervistati sanno dove è possibile reperire informazioni, il 43% di loro ha dichiarato di non essere abbastanza informato su come smettere di fumare.
Infine, è stato confermato il dato che evidenzia che le donne continuano a fumare perché è l`unico modo che hanno per rilassarsi. "Le donne - spiega Paolo Veronesi - sono sempre state uno dei target, insieme ai giovani, che abbiamo privilegiato, in quanto colpite in modo particolare dai danni provocati dal fumo.
Questo dato va però letto anche in una chiave più estesa.
Bisogna, infatti, pensare al fatto che questo è un periodo di grande crisi, sempre più fonte di ansia e stress. Quindi, è necessario tenere presente che questo trend potrebbe toccare sempre di più anche il mondo maschile che, dai dati in nostro possesso, dimostra già uno scarso interesse ad intraprendere una strada di disassuefazione".
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