Gli italiani spendono la meta' degli europei in farmaci OTC
La star dell'armadietto dei medicinali degli italiani? Secondo un'indagine Gfk Eurisko presentata oggi a Milano e' il farmaco da banco (Otc), che nell'ultimo anno e' stato utilizzato da 35 milioni di persone (75% della popolazione) per curare piccoli disturbi quotidiani, dal mal di testa al raffreddore. Nonostante il boom di popolarita', pero', la spesa nazionale pro-capite per l'automedicazione e' pari a circa la meta' rispetto a quella media dei maggiori Paesi europei. Uno dei motivi, suggerisce Sergio Daniotti, presidente dell'Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione (Anifa), e' che nel Belpaese "non si riesce ad ampliare l'offerta dell'automedicazione, come invece succede negli Stati Ue che mostrano una maggiore apertura". Da qui l'appello al Governo: "Ci sono alcuni farmaci che dovrebbero passare nella categoria Otc e che sposterebbero nella fascia dell'autocura intere patologie. In Italia si potrebbe cominciare abbattendo le restrizioni che ancora resistono sui farmaci antivirali topici e gli antifungini", e prevedere uno 'switch' per gli anti-acido "anti-H2 e inibitori di pompa protonica". Un primo passo da compiere "per colmare il ritardo di 10-15 anni che ci separa dall'Inghilterra, uno dei Paesi modello per la cultura dell'automedicazione", sottolinea l'ad di Boehringer Ingelheim Italia. "Nel Regno Unito sono arrivati ad avere persino le statine Otc. E gli esperti hanno calcolato la quantita' di tempo risparmiata dai medici grazie al ricorso dei cittadini all'autocura. Meno visite inutili, meno spesa per il Ssn", riflette Daniotti.
A ricorrere piu' spesso ai farmaci Otc in Italia sono giovani-adulti fra i 18 e i 44 anni, per lo piu' laureati, dirigenti, impiegati e studenti universitari, rileva l'indagine commissionata da Anifa. Persone che optano per il fai da te responsabile, cioe' nel 40% dei casi 'pilotato' dal medico di base e nel 18% dai suggerimenti del farmacista. Un 20% ricorre invece all'Otc consigliato da amici o parenti. Solo nel 12% dei casi lo stimolo arriva dalla pubblicita'. Il farmaco da banco viene utilizzato soprattutto per placare il mal di testa (dal 43% degli italiani), e poi per il raffreddore e i disturbi gastrointestinali.
Risultato: nel primo trimestre 2008 sono state vendute 92 milioni di confezioni di farmaci senza obbligo di prescrizione medica, per un fatturato di 588 milioni di euro, di cui il 72,7% dalle vendite di Otc. Resta un 25% di italiani con le idee ancora confuse sui confini dell'automedicazione, nei quali fanno rientrare anche farmaci non Otc comunque entrati nell'uso familiare. L'indagine di Gfk Eurisko analizza anche il trend su dieci anni, che fotografa l'evoluzione della cultura e delle abitudini degli italiani nel campo della salute.
Dal 1998 ad oggi, spiegano i ricercatori, si e' registrata una migrazione del 10% della popolazione dallo zoccolo duro dei disattenti e indifferenti alla cultura della prevenzione ("che se hanno un disturbo aspettano che passi da solo") all'area piu' progettuale di coloro che fanno controlli periodici e considerano la salute non come 'assenza di malattia', ma come 'uno stato di armonia con corpo e mente'.
A ricorrere piu' spesso ai farmaci Otc in Italia sono giovani-adulti fra i 18 e i 44 anni, per lo piu' laureati, dirigenti, impiegati e studenti universitari, rileva l'indagine commissionata da Anifa. Persone che optano per il fai da te responsabile, cioe' nel 40% dei casi 'pilotato' dal medico di base e nel 18% dai suggerimenti del farmacista. Un 20% ricorre invece all'Otc consigliato da amici o parenti. Solo nel 12% dei casi lo stimolo arriva dalla pubblicita'. Il farmaco da banco viene utilizzato soprattutto per placare il mal di testa (dal 43% degli italiani), e poi per il raffreddore e i disturbi gastrointestinali.
Risultato: nel primo trimestre 2008 sono state vendute 92 milioni di confezioni di farmaci senza obbligo di prescrizione medica, per un fatturato di 588 milioni di euro, di cui il 72,7% dalle vendite di Otc. Resta un 25% di italiani con le idee ancora confuse sui confini dell'automedicazione, nei quali fanno rientrare anche farmaci non Otc comunque entrati nell'uso familiare. L'indagine di Gfk Eurisko analizza anche il trend su dieci anni, che fotografa l'evoluzione della cultura e delle abitudini degli italiani nel campo della salute.
Dal 1998 ad oggi, spiegano i ricercatori, si e' registrata una migrazione del 10% della popolazione dallo zoccolo duro dei disattenti e indifferenti alla cultura della prevenzione ("che se hanno un disturbo aspettano che passi da solo") all'area piu' progettuale di coloro che fanno controlli periodici e considerano la salute non come 'assenza di malattia', ma come 'uno stato di armonia con corpo e mente'.
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