Iva non riscossa. Record italiano
In termini assoluti l'Italia ha il record a livello di Unione Europea per l'Iva non riscossa, secondo uno studio pubblicato oggi dalla Commissione. Il "divario dell'Iva", cioe' la differenza tra il gettito atteso e la somma effettivamente riscossa e' di oltre 35 miliardi per l'Italia per il 2015.
Secondo lo studio diffuso dalla Commissione, nel 2015 gli Stati membri dell'Unione Europea hanno perso complessivamente 152 miliardi di euro di gettito per la mancata riscossione dell'imposta sul valore aggiunto (Iva). Per la Commissione, "il mancato gettito rimane a livelli intollerabili". Se mediamente a livello Ue i dati migliorano, la riscossione dell'Iva a livello nazionale varia notevolmente tra i diversi Stati membri. I divari dell'Iva piu' significativi sono stati registrati in Romania (37,2%), in Slovacchia (29,4%) e in Grecia (28,3%). I divari piu' esigui sono invece stati osservati in Spagna (3,5%) e in Croazia (3,9%). In termini assoluti, il divario dell'Iva maggiore e' quello dell'Italia con 35,09 miliardi di euro. "Gli Stati membri non dovrebbero accettare questi livelli sconcertanti di perdite di entrate Iva", ha detto il commissario responsabile della fiscalita', Pierre Moscovici, sottolineando che "le norme vigenti, che risalgono al 1993, sono ormai obsolete. A breve", ha aggiunto, proporremo il rinnovo delle norme che disciplinano l'Iva sulle vendite transfrontaliere. La nostra riforma contribuira' a ridurre dell'80% le frodi Iva a livello transfrontaliero, permettendo agli Stati membri di reintegrare nelle proprie casse il denaro di cui hanno estremo bisogno". Le nuove proposte per aggiornare la normativa sull'Iva sono attese per il mese di ottobre.
Secondo lo studio diffuso dalla Commissione, nel 2015 gli Stati membri dell'Unione Europea hanno perso complessivamente 152 miliardi di euro di gettito per la mancata riscossione dell'imposta sul valore aggiunto (Iva). Per la Commissione, "il mancato gettito rimane a livelli intollerabili". Se mediamente a livello Ue i dati migliorano, la riscossione dell'Iva a livello nazionale varia notevolmente tra i diversi Stati membri. I divari dell'Iva piu' significativi sono stati registrati in Romania (37,2%), in Slovacchia (29,4%) e in Grecia (28,3%). I divari piu' esigui sono invece stati osservati in Spagna (3,5%) e in Croazia (3,9%). In termini assoluti, il divario dell'Iva maggiore e' quello dell'Italia con 35,09 miliardi di euro. "Gli Stati membri non dovrebbero accettare questi livelli sconcertanti di perdite di entrate Iva", ha detto il commissario responsabile della fiscalita', Pierre Moscovici, sottolineando che "le norme vigenti, che risalgono al 1993, sono ormai obsolete. A breve", ha aggiunto, proporremo il rinnovo delle norme che disciplinano l'Iva sulle vendite transfrontaliere. La nostra riforma contribuira' a ridurre dell'80% le frodi Iva a livello transfrontaliero, permettendo agli Stati membri di reintegrare nelle proprie casse il denaro di cui hanno estremo bisogno". Le nuove proposte per aggiornare la normativa sull'Iva sono attese per il mese di ottobre.
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