Kentucky . Omicida chiede ed ottiene la pena di morte. Per i legali e' suicidio assistito
La Corte Suprema del Kentucky ha concesso la pena di morte richiesta da un uomo condannato per aver ucciso due bambini.
Marco Allen Chapman ha ammesso di aver brutalmente attaccato una madre ed i suoi tre figli nel 2002, uccidendone due, in quanto la donna avrebbe consigliato all'amica di lasciarlo.
Chapman, 35 anni, ha chiesto lo scorso maggio di poter morire. "I miei diritti sono miei, ed ho diritto a rinunciarci cosi' come qualsiasi altro imputato", ha precisato nella richiesta scritta.
I suoi legali hanno cercato di bloccare questa richiesta, definendola un vero e proprio suicidio assistito sanzionato dallo Stato. Il solo fatto che chieda di morire e' per i legali una chiara manifestazione di incapacita' mentale.
Ma la Corte Suprema del Kentucky ha respinto le argomentazioni dei legali, sostenendo che la richiesta di Chapman e' stata scritta in maniera "competente, consapevole, intelligente e volontaria".
Inoltre, hanno scritto i giudici, visto che il crimine commesso e' grave, la pena di morte non costituisce "suicidio" ma una punizione proporzionata.
Chapman ha detto piu' volte di voler morire perche' non riesce a sopportare il peso delle cose terribili fatte in passato.
I legali hanno annunciato di voler presentare appello in una tribunale federale, per eventualmente giungere alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Per ora, nessuna delle organizzazioni che solitamente si battono per la "vita" e contro l'eutanasia o il suicidio assistito ha commentato la sentenza di morte.
Marco Allen Chapman ha ammesso di aver brutalmente attaccato una madre ed i suoi tre figli nel 2002, uccidendone due, in quanto la donna avrebbe consigliato all'amica di lasciarlo.
Chapman, 35 anni, ha chiesto lo scorso maggio di poter morire. "I miei diritti sono miei, ed ho diritto a rinunciarci cosi' come qualsiasi altro imputato", ha precisato nella richiesta scritta.
I suoi legali hanno cercato di bloccare questa richiesta, definendola un vero e proprio suicidio assistito sanzionato dallo Stato. Il solo fatto che chieda di morire e' per i legali una chiara manifestazione di incapacita' mentale.
Ma la Corte Suprema del Kentucky ha respinto le argomentazioni dei legali, sostenendo che la richiesta di Chapman e' stata scritta in maniera "competente, consapevole, intelligente e volontaria".
Inoltre, hanno scritto i giudici, visto che il crimine commesso e' grave, la pena di morte non costituisce "suicidio" ma una punizione proporzionata.
Chapman ha detto piu' volte di voler morire perche' non riesce a sopportare il peso delle cose terribili fatte in passato.
I legali hanno annunciato di voler presentare appello in una tribunale federale, per eventualmente giungere alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Per ora, nessuna delle organizzazioni che solitamente si battono per la "vita" e contro l'eutanasia o il suicidio assistito ha commentato la sentenza di morte.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti