Lazio. Radicali a Marrazzo: trovi il coraggio di decidere
Un invito a riflettere su quanto accade nei nosocomi romani. E' il senso della lettera inviata da Massimiliano Iervolino, segretario dell'Associazione Radicali di Roma, al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, dopo la realizzazione di una videoinchiesta sulla prescrizione della pillola del giorno negli ospedali della capitale. "Mi sono personalmente augurato di ricevere una telefonata da Marrazzo - scrive Iervolino - per acquisire il nostro video che, voglio ricordare, testimonia la situazione di disagio che parecchie donne romane sono costrette a vivere durante i week- end. Abbiamo visitato tutte le strutture sanitarie che hanno un pronto soccorso ed il 50% di esse non hanno garantito alla paziente la prescrizione della 'pillola del giorno dopo'". Iervolino rammenta al presidente della Regione che "tale farmaco e' un contraccettivo di emergenza quindi nessun medico puo' richiamarsi alla 194 (legge sull'aborto), ma anche qualora costoro lo facessero sarebbero obbligati dalle legge italiana a scriverlo sul documento di prestazione, cosa che non avviene mai. Date le sue caratteristiche, dunque, il personale sanitario e' tenuto a considerare il predetto farmaco una prescrizione d'urgenza, il cui rilascio e' dovuto in assenza di qualsivoglia possibilita' di diagnosi (non sono previste, tanto per dire, ne' visita vaginale ne' ecografia per via vaginale); la pillola del giorno dopo rientra infatti nella 'Classe 1' dell'Oms, cioe' senza restrizioni d'uso".
Dovere del personale medico, dunque, "e' proprio quello di ottemperare con sollecitudine, in base alla dizione 'd'emergenza', alle richieste delle pazienti - continua l'esponente dei radicali - "Mi chiedo allora come mai in queste ore" il presidente della Regione "non e' intervenuto magari anche solamente con una dichiarazione alla stampa, mi chiedo come mai non gli interessa acquisire questo video, mi chiedo come mai non si e' fatto garante del buon funzionamento degli ospedali romani, soprattutto quelli religiosi che, a pari degli altri, ricevono finanziamenti di milioni di euro da parte dello Stato Iitaliano e che, quindi, dovrebbero essere rispettosi delle leggi del nostro Paese".
"La prossima settimana consegneremo il nostro filmato inchiesta alla Procura della Repubblica - afferma Iervolino - inoltre continueremo a monitorare ospedali e consultori romani per capire come evolvera' la situazione e se continuera' a non essere garantito un diritto sacrosanto delle giovani donne".
"Spero vivamente" che Marrazzo "voglia contattarci per recepire questo filmato - conclude Iervolino - altrimenti saro' io stesso, facendo una visita alla Pisana, a consegnarglielo pubblicamente. Lo devo, anzi lo dobbiamo, alle tante donne che durante i fine settimana girano disperatamente per le strade di Roma alla ricerca di un ospedale che abbia un medico 'coraggioso' da svolgere il suo dovere senza pressioni religiose o di qualsiasi altro tipo".
Dovere del personale medico, dunque, "e' proprio quello di ottemperare con sollecitudine, in base alla dizione 'd'emergenza', alle richieste delle pazienti - continua l'esponente dei radicali - "Mi chiedo allora come mai in queste ore" il presidente della Regione "non e' intervenuto magari anche solamente con una dichiarazione alla stampa, mi chiedo come mai non gli interessa acquisire questo video, mi chiedo come mai non si e' fatto garante del buon funzionamento degli ospedali romani, soprattutto quelli religiosi che, a pari degli altri, ricevono finanziamenti di milioni di euro da parte dello Stato Iitaliano e che, quindi, dovrebbero essere rispettosi delle leggi del nostro Paese".
"La prossima settimana consegneremo il nostro filmato inchiesta alla Procura della Repubblica - afferma Iervolino - inoltre continueremo a monitorare ospedali e consultori romani per capire come evolvera' la situazione e se continuera' a non essere garantito un diritto sacrosanto delle giovani donne".
"Spero vivamente" che Marrazzo "voglia contattarci per recepire questo filmato - conclude Iervolino - altrimenti saro' io stesso, facendo una visita alla Pisana, a consegnarglielo pubblicamente. Lo devo, anzi lo dobbiamo, alle tante donne che durante i fine settimana girano disperatamente per le strade di Roma alla ricerca di un ospedale che abbia un medico 'coraggioso' da svolgere il suo dovere senza pressioni religiose o di qualsiasi altro tipo".
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