Giovedì 11 giugno 2026
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Lazio. La tragedia del proibizionismo: carceri piene di tossicodipendenti e malati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Nella carceri laziali, quarta regione italiana per numero di detenuti (poco meno di 5900), e' record di carcerati con Hiv: sono il 3,3%, quasi il doppio rispetto alla media italiana, che si attesta all1,98%. E' quanto e' emerso nel corso del convegno che si e' svolto all'istituto Regina Coeli sulla riforma penitenziaria, a 18 mesi dalla sua entrata in vigore. Ma e' piu' in generale la stato di salute complessivo delle carceri della Regione a destare preoccupazione. Oltre all'alto numero di detenuti con Hiv, infatti, negli istituti di pena laziali poco meno del 40% dei detenuti e affetto da epatite virale cronica B e C, soprattutto tra i tossicodipendenti (71% dei casi), che rappresentano il 26,8% del totale. Basti pensare che nel carcere di Regina Coeli, di Rebibbia e di Civitavecchia circa 3 mila detenuti sono seguiti dal reparto Malattie infettive dell'ospedale Spallanzani. Inoltre i problemi di salute del Lazio non si limitano alle malattie infettive: 1 recluso su 2 e stato trattato con psicofarmaci almeno occasionalmente, mentre i detenuti che necessitano di un intervento medico sono il 62%: di questi il 27% soffre di disturbi psicologico-psichiatrici, il 17,4% di malattie virali croniche, il 10,1% di patologie osteoarticolari, il 9,7% di problemi cardiovascolari, il 6,8% di disturbi legati al metabolismo e il 6,7% di malattie dermatologiche. Molto diffusa, infine, la psoriasi, che colpisce il 5% dei detenuti (3% la media nazionale. E a rendere la situazione preoccupante si aggiungono problemi finanziari certo non irrilevanti: dei 157 euro spesi ogni giorno dallo Stato per ciascun detenuto, solo 5 euro sono le risorse destinate alla salute, e 3 euro per i pasti quotidiani. Secondo Angiolo Marroni, Garante dei detenuti della Regione Lazio, la situazione sanitaria negli istituti della Regione, certo non buona, e aggravata dall'affollamento carcerario, che rende la situazione oramai intollerabile.

GOVERNO SI E' DIMENTICATO RIFORMA SANITARIA
- Il Governo si e' dimenticato della riforma sanitaria in ambito penitenziario. Livia Turco, capogruppo del partito Democratico in commissione Affari Sociali, attacca l'esecutivo colpevole di essersi disinteressato di portare avanti la riforma che trasferisce le competenze sulla sanita' carceraria dal ministero della Giustizia al Servizio sanitario nazionale. Da un lato ci sono i ritardi delle Regioni - spiega Turco a margine di un convengo sulla riforma sanitaria all'istituto Regina Coeli - dall'altro c'e' il disinteresse del ministero della Giustizia e del Governo che giocano a fare lo scaricabarile con le Regioni. Per questo ho sollecitato che in commissione Affari sociali siano fatte una serie di audizioni per capire qual e la reale situazione. Ma per l'esponente del Pd, il punto centrale e' un altro: ce un problema di fondo che e determinato dal sovraffollamento delle carceri, che e andato via via aumentando perche la linea che oggi si segue e quella di trattare problemi sociali non in ambito sociale ma esclusivamente penale. Noi, ad esempio - aggiunge Turco - avevamo condiviso quella parte della legge sulle tossicodipendenze Fini-Giovanardi che prevedeva di affidare i tossicodipendenti con pene inferiori ai 6 anni ai servizi sociali. In Italia sono circa 10 mila - conclude - perche non si e fatto nulla?
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