Lecco. Giornata dedicata ad Eluana Englaro
Eluana Englaro 'un purosangue della liberta'', come l'ha definita il papa' Beppino, lo e' sempre stata: non solo nei sedici anni che ha trascorso in coma vegetativo nel letto di una clinica di Lecco, 'dove continua a lottare contro la violenza terapeutica', ma anche negli anni della giovinezza, quando ha dovuto affrontare il dramma di un amico, ridotto in coma dopo una caduta sugli sci. Da quel momento, la battaglia di Eluana, 'che quando era cosciente - non smette di ricordare il padre - ha sempre espresso il desiderio di una morte dignitosa' non si e' piu' fermata e continua anche oggi. Anche se per voce del papa'.
Ed e' proprio papa' Beppino che, insieme agli aderenti alla cellula Coscioni lecchese, ha organizzato, oggi a Lecco, un'iniziativa 'per la liberta' di Eluana': incontri ed eventi per 'non dimenticare' una vicenda, umana e legale, iniziata il 18 gennaio 1992, quando Eluana entro' in coma in seguito a un incidente stradale. Per ricordare la 'forza' di questa ragazza e sensibilizzare sui temi del testamento biologico e della dignita' del paziente sono arrivati a Lecco medici, politici (del Pd e della Rosa nel Pugno), docenti universitari, ma anche persone, come Maria Antonietta Coscioni e Mina Welby, che hanno provato, seppur in altro modo, la stessa sofferenza in cui vive ogni giorno papa' Beppino. Testimonianze e contributi diversi legati da un unico comun denominatore: 'deve essere garantito - e' la conclusione a cu sono giunti i relatori del convegno, tra cui aderenti della Consulta di bioetica di Milano - il principio di autodeterminazione del paziente, che deve essere libero di scegliere se ricevere o meno le cure'.
Condannato a non vivere e' Beppino Englaro che continua a voler lottare, anche grazie all'apertura dell'ultima sentenza della Cassazione, contro questa 'medicina al servizio della non morte encefalica'. Una battaglia in cui papa' Englaro non e' solo: con lui ci sono quelle tante persone che questa sera hanno ricordato il dramma di Eluana con una fiaccolata per le vie di Lecco.
'E' stato un incontro molto emozionante e di forte impatto': lo ha detto Maria Antonietta Coscioni, presidente dell' Associazione Luca Coscioni, parlando della visita fatta a Eluana Englaro.
'Nella stanza dell'ospedale c'erano tante foto di Eluana sorridente. Guardandole ho capito perche', lei stessa, quando si era confrontata con la vicenda dell'amico in coma, aveva espresso chiaramente il desiderio di morire piuttosto che vivere come un vegetale'.
Eppure, sono passati 16 anni. Un arco di tempo che, secondo Maria Antonietta Coscioni, 'e' eccessivo: di fronte a questa situazione cosi' urgente e' chiaro che c'e' ancora molto da fare per garantire il rispetto della liberta' di ogni persona'.
In particolare la vedova Coscioni ha sollecitato il Parlamento a legiferare sul testamento biologico perche' 'la classe politica, oggi, e' ancora troppo lenta e lontana dalle istanze dei cittadini'.
'Le leggi devono essere fatte per tutti e non solo per i cattolici': lo ha detto Mina Welby, vedova di Piergiorgio.
Pur essendo convinta che 'la morte di Piergiorgio sia servita a risvegliare la discussione sul testamento biologico', Mina Welby si dice avvilita perche' 'la politica di passi avanti ne ha fatti ben pochi'. Ed e' proprio per colmare questo ritardo che la vedova Welby auspica che 'il Parlamento approvi trasversalmente al piu' presto una buona legge'.
Ed e' proprio papa' Beppino che, insieme agli aderenti alla cellula Coscioni lecchese, ha organizzato, oggi a Lecco, un'iniziativa 'per la liberta' di Eluana': incontri ed eventi per 'non dimenticare' una vicenda, umana e legale, iniziata il 18 gennaio 1992, quando Eluana entro' in coma in seguito a un incidente stradale. Per ricordare la 'forza' di questa ragazza e sensibilizzare sui temi del testamento biologico e della dignita' del paziente sono arrivati a Lecco medici, politici (del Pd e della Rosa nel Pugno), docenti universitari, ma anche persone, come Maria Antonietta Coscioni e Mina Welby, che hanno provato, seppur in altro modo, la stessa sofferenza in cui vive ogni giorno papa' Beppino. Testimonianze e contributi diversi legati da un unico comun denominatore: 'deve essere garantito - e' la conclusione a cu sono giunti i relatori del convegno, tra cui aderenti della Consulta di bioetica di Milano - il principio di autodeterminazione del paziente, che deve essere libero di scegliere se ricevere o meno le cure'.
Condannato a non vivere e' Beppino Englaro che continua a voler lottare, anche grazie all'apertura dell'ultima sentenza della Cassazione, contro questa 'medicina al servizio della non morte encefalica'. Una battaglia in cui papa' Englaro non e' solo: con lui ci sono quelle tante persone che questa sera hanno ricordato il dramma di Eluana con una fiaccolata per le vie di Lecco.
'E' stato un incontro molto emozionante e di forte impatto': lo ha detto Maria Antonietta Coscioni, presidente dell' Associazione Luca Coscioni, parlando della visita fatta a Eluana Englaro.
'Nella stanza dell'ospedale c'erano tante foto di Eluana sorridente. Guardandole ho capito perche', lei stessa, quando si era confrontata con la vicenda dell'amico in coma, aveva espresso chiaramente il desiderio di morire piuttosto che vivere come un vegetale'.
Eppure, sono passati 16 anni. Un arco di tempo che, secondo Maria Antonietta Coscioni, 'e' eccessivo: di fronte a questa situazione cosi' urgente e' chiaro che c'e' ancora molto da fare per garantire il rispetto della liberta' di ogni persona'.
In particolare la vedova Coscioni ha sollecitato il Parlamento a legiferare sul testamento biologico perche' 'la classe politica, oggi, e' ancora troppo lenta e lontana dalle istanze dei cittadini'.
'Le leggi devono essere fatte per tutti e non solo per i cattolici': lo ha detto Mina Welby, vedova di Piergiorgio.
Pur essendo convinta che 'la morte di Piergiorgio sia servita a risvegliare la discussione sul testamento biologico', Mina Welby si dice avvilita perche' 'la politica di passi avanti ne ha fatti ben pochi'. Ed e' proprio per colmare questo ritardo che la vedova Welby auspica che 'il Parlamento approvi trasversalmente al piu' presto una buona legge'.
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