La Lega: no al diritto alla salute per gli immigrati irregolari
La Lega ha presentato un emendamento al testo unico sull'immigrazione che mira a modificare l'articolo 35 del Testo unico sull'immigrazione. L'obiettivo e' quello di impedire l'accesso ai servizi sanitari pubblici agli immigrati irregolari. In particolare si vuole cancellare il comma 5, in base al quale "l'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità".
"E' gravissimo, e' un emendamento che va contro il piu' elementare senso della dignita' umana e che mina i principi base della politica sanitaria del nostro Paese". Cosi' Livia Turco, deputato Pd ed ex ministro della Salute, commenta l'emendamento al testo unico sull'immigrazione proposto dalla Lega, che rischia di privare gli irregolari delle cure mediche. "Mi aspetto - scrive Turco in una nota - che si elevi un coro di indignazione contro questo emendamento che vuole impedire le cure sanitarie di emergenza, quelle salvavita, ai cittadini irregolari. Mi appello al presidente del Senato Renato Schifani perche' impedisca la discussione di un emendamento non conforme ai principi della nostra Costituzione e che va contro il minimo basilare senso della dignita' umana. Come ha segnalato oggi la Societa' italiana di medicina delle migrazioni (Simm) - conclude - e' inoltre elevato il rischio che norme di questo tipo possano dar vita a 'percorsi e organizzazioni sanitarie parallele al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanita' pubblica'".
Il diritto alla salute e' tutelato dalla Costituzione e, 'presupponendo la titolarita' di uno status personale e naturale - la salute - che non puo' essere messo a repentaglio ne' dai singoli ne' dai poteri pubblici ne' da altri soggetti privati, non puo' subire limitazioni fondate sulla cittadinanza': e' detto in una circolare, inviata dalla Regione Puglia alle Asl, con indicazioni 'per la corretta applicazione della normativa nazionale in materia di assistenza sanitaria per la tutela del diritto alla salute dei cittadini stranieri non comunitari e comunitari'. La circolare e' stata realizzata dall'assessorato alle politiche della Salute, con la collaborazione del progetto 'Passi' (Promozione dell'Accesso ai Servizi Sociosanitari per i cittadini Immigrati). Nella circolare si sottolinea che, 'attraverso la rete territoriale dei 32 mediatori culturali impegnati nel progetto a supporto dei servizi di welfare di accesso', si sono registrati 'una diffusa disinformazione e numerose incertezze procedurali che talvolta si risolvono in una sostanziale negazione del diritto alle cure'. In Puglia, tra l'altro, sono previste per il 5 novembre prossimo la discussione e approvazione in consiglio regionale di un ddl sull'immigrazione, con un articolo che disciplina l'accesso delle persone immigrate alle prestazioni sanitarie, anche senza permesso di soggiorno e con tesserino Stp (straniero temporaneamente presente), a tutte le prestazioni urgenti e indifferibili.
Per l'Associazione delle comunita' straniere in Italia (Acsi), l'emendamento proposto dalla Lega al testo unico sull'immigrazione 'mina radicalmente la garanzia d'accessibilita' ai servizi per i cittadini stranieri irregolari cosiddetti clandestini'. In una dichiarazione Habib Sghaier, presidente dell'Acsi, che ha sede a Foggia, definisce il provvedimento 'inutile e dannoso' per diverse ragioni: 'spingera' all'incistamento sociale, rendendo invisibile una popolazione che sfuggira' ad ogni forma di tutela sanitaria e di contatto sociale legittimo, potra' produrre percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie parallele al di fuori del sistema di controllo (rischio d'aborti clandestini, gravidanze non tutelate, minori non assistiti etc.), avra' ripercussione sulla salute collettiva con il rischio di diffusione d'eventuali focolai di malattie trasmissibili'. Produrra' comunque, sostiene ancora Sghaier, un aumento dei costi. L'Acsi si appella ai parlamentari perche' avviino 'un serrato dibattito' che porti al ritiro di quello che definisce 'l'emendamento razzista della Lega Nord'.
"E' gravissimo, e' un emendamento che va contro il piu' elementare senso della dignita' umana e che mina i principi base della politica sanitaria del nostro Paese". Cosi' Livia Turco, deputato Pd ed ex ministro della Salute, commenta l'emendamento al testo unico sull'immigrazione proposto dalla Lega, che rischia di privare gli irregolari delle cure mediche. "Mi aspetto - scrive Turco in una nota - che si elevi un coro di indignazione contro questo emendamento che vuole impedire le cure sanitarie di emergenza, quelle salvavita, ai cittadini irregolari. Mi appello al presidente del Senato Renato Schifani perche' impedisca la discussione di un emendamento non conforme ai principi della nostra Costituzione e che va contro il minimo basilare senso della dignita' umana. Come ha segnalato oggi la Societa' italiana di medicina delle migrazioni (Simm) - conclude - e' inoltre elevato il rischio che norme di questo tipo possano dar vita a 'percorsi e organizzazioni sanitarie parallele al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanita' pubblica'".
Il diritto alla salute e' tutelato dalla Costituzione e, 'presupponendo la titolarita' di uno status personale e naturale - la salute - che non puo' essere messo a repentaglio ne' dai singoli ne' dai poteri pubblici ne' da altri soggetti privati, non puo' subire limitazioni fondate sulla cittadinanza': e' detto in una circolare, inviata dalla Regione Puglia alle Asl, con indicazioni 'per la corretta applicazione della normativa nazionale in materia di assistenza sanitaria per la tutela del diritto alla salute dei cittadini stranieri non comunitari e comunitari'. La circolare e' stata realizzata dall'assessorato alle politiche della Salute, con la collaborazione del progetto 'Passi' (Promozione dell'Accesso ai Servizi Sociosanitari per i cittadini Immigrati). Nella circolare si sottolinea che, 'attraverso la rete territoriale dei 32 mediatori culturali impegnati nel progetto a supporto dei servizi di welfare di accesso', si sono registrati 'una diffusa disinformazione e numerose incertezze procedurali che talvolta si risolvono in una sostanziale negazione del diritto alle cure'. In Puglia, tra l'altro, sono previste per il 5 novembre prossimo la discussione e approvazione in consiglio regionale di un ddl sull'immigrazione, con un articolo che disciplina l'accesso delle persone immigrate alle prestazioni sanitarie, anche senza permesso di soggiorno e con tesserino Stp (straniero temporaneamente presente), a tutte le prestazioni urgenti e indifferibili.
Per l'Associazione delle comunita' straniere in Italia (Acsi), l'emendamento proposto dalla Lega al testo unico sull'immigrazione 'mina radicalmente la garanzia d'accessibilita' ai servizi per i cittadini stranieri irregolari cosiddetti clandestini'. In una dichiarazione Habib Sghaier, presidente dell'Acsi, che ha sede a Foggia, definisce il provvedimento 'inutile e dannoso' per diverse ragioni: 'spingera' all'incistamento sociale, rendendo invisibile una popolazione che sfuggira' ad ogni forma di tutela sanitaria e di contatto sociale legittimo, potra' produrre percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie parallele al di fuori del sistema di controllo (rischio d'aborti clandestini, gravidanze non tutelate, minori non assistiti etc.), avra' ripercussione sulla salute collettiva con il rischio di diffusione d'eventuali focolai di malattie trasmissibili'. Produrra' comunque, sostiene ancora Sghaier, un aumento dei costi. L'Acsi si appella ai parlamentari perche' avviino 'un serrato dibattito' che porti al ritiro di quello che definisce 'l'emendamento razzista della Lega Nord'.
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