Lega: nostri sindaci piu' efficaci del Governo sull'immigrazione
I sindaci leghisti sul fronte dell'immigrazione sono stati "più bravi di governo e magistratura", senza dare risposte "xenofobe, ma con un'iniziativa istituzionale che resta nell'ambito della Costituzione e dei trattati europei". Così in un'intervista a Il Giornale il leghista Roberto Maroni commenta l'iniziativa di oggi contro l'immigrazione e a sostegno della sicurezza che vedrà sindaci leghisti sfilare in due cortei a Milano cui seguiranno in Piazza Duonmo comizi degli stessi sindaci e un intervendo di Umberto Bossi.
Maroni ribadisce che sui provvedimenti per gli immigrati, i sindaci leghisti "hanno avuto il consenso di tutti", mentre da parte delle istituzioni "all'inizio Amato, le Procure e i prefetti hanno dato risposte intimidatorie, poi lo Stato ha capito che la gente è con noi". Maroni fa poi l'esempio della Spagna e di Zapetero che per controllare l'immigrazione, "ha messo il filo spinato e schierato l'esercito al confine" e si domanda "Che cosa sarebbe successo in Italia?". Infine Maroni ricorda la validità della legge Bossi-Fini sull'immigrazione definendola un "esempio per l'Europa", dal momento che "Anche i governi laburisti applicano il principio secondo il quale puoi entrare solo se hai un lavoro".
Maroni ribadisce che sui provvedimenti per gli immigrati, i sindaci leghisti "hanno avuto il consenso di tutti", mentre da parte delle istituzioni "all'inizio Amato, le Procure e i prefetti hanno dato risposte intimidatorie, poi lo Stato ha capito che la gente è con noi". Maroni fa poi l'esempio della Spagna e di Zapetero che per controllare l'immigrazione, "ha messo il filo spinato e schierato l'esercito al confine" e si domanda "Che cosa sarebbe successo in Italia?". Infine Maroni ricorda la validità della legge Bossi-Fini sull'immigrazione definendola un "esempio per l'Europa", dal momento che "Anche i governi laburisti applicano il principio secondo il quale puoi entrare solo se hai un lavoro".
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