Domenica 7 giugno 2026
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La Lega vuole il test di italianita' e provincialismo per chi chiede la cittadinanza

U.E. - ITALIA
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Ottenere la cittadinanza italiana potrebbe diventare piú complesso di quanto non lo sia oggi: all'immigrato che intende diventare cittadino italiano potrebbero non bastare piú dieci anni di residenza legale nel nostro Paese - come previsto dalla legge in vigore - ma, secondo quanto propone la Lega, servirebbe il superamento di un "test di naturalizzazione" che accerti la conoscenza della lingua non solo italiana ma anche "locale", dell'educazione civica, della storia, della cultura e delle tradizioni, dei sistemi istituzionali nazionali e locali.

La proposta di legge a prima firma Roberto Cota, presidente dei deputati del Carroccio, approderà, giovedí prossimo 12 dicembre, in commissione Affari Costituzionali di Montecitorio dove si tornerà a parlare - come ad ogni legislatura ma finora con scarso successo - di revisione delle norme per ottenere la cittadinanza, revisione sollecitata anche dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che poco meno di un mese fa osservó come fossero "maturi i tempi" per una nuova legge. Relatrice delle otto proposte presentate in materia sarà Isabella Bertolini (Pdl), già relatrice del provvedimento nella legislatura 2001-2006. "Giovedí faró una relazione molto oggettiva sulle pdl all'esame della Commissione - spiega Bertolini - poi vedo come va il dibattito e vedo se c'è spazio per un testo condiviso".

Distante dalla proposta della Lega, la pdl messa a punto dal Pd, a prima firma Gianclaudio Bressa, che ricalca il testo adottato dalla Commissione nella scorsa legislatura, sotto il governo Prodi: il progetto dei Democratici tende verso lo jus soli (mentre ora vige lo ius sanguinis), pur non raggiungendolo "per ragioni prudenziali". La nascita sul territorio italiano cioè dà diritto all'acquisto della cittadinanza in presenza di due condizioni sostanziali (fra loro alternative) e di una condizione procedimentale: la nascita sul territorio della Repubblica da genitori stranieri di cui almeno uno sia residente legalmente in Italia da almeno cinque anni; la nascita sul territorio della Repubblica da genitori stranieri di cui almeno uno sia nato in Italia e vi risieda legalmente da almeno un anno; la dichiarazione di volontà di uno dei genitori nell'atto di nascita. Si esclude in questo caso che la cittadinanza possa essere acquisita per la mera nascita sul territorio nazionale, che, si legge nella relazione, "in un'epoca di spostamenti continui di popolazioni puó essere quasi casuale e scollegata dall'intento della famiglia del minore di risiedere legalmente in Italia".

Si avvicina allo spirito della proposta leghista quella di Jole Santelli (Pdl) che subordina l'acquisizione della cittadinanza italiana per gli stranieri che risiedono legalmente da almeno dieci anni e per il coniuge straniero di cittadino italiano alla frequentazione di un corso, della durata di almeno 12 mesi, per approfondire la conoscenza della nostra lingua scritta e parlata, della storia italiana, della Costituzione italiana. Materie che, secondo la proposta della deputata forzista, rappresentano requisiti cui va subordinata la possibilità di acquisire la cittadinanza.
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