Legale Englaro: andiamo avanti nel rispetto della legge. La Camera frena su conflitto attribuzione
Nessuno 'stop', si va avanti. L'annuncio fatto dalla Procura Generale di Milano, che ha deciso di concedersi tutto "il tempo previsto dalla legge", cioe' fino ad un anno, per valutare se ricorrere contro il decreto che consente a Beppino Englaro di far sospendere le cure alla figlia Eluana, in stato vegetativo irreversibile da 16 anni, non ferma la famiglia Englaro. "Nessuna retromarcia", assicura Vittorio Angiolini, legale del padre di Eluana. "La sentenza della Corte d'Appello Civile resta esecutiva e come tale viene valutata dal tutore". E poi, aggiunge il legale, l'annuncio della procura generale "non ha alcun effetto giuridico", a differenza del decreto emesso: "eseguirlo vuol dire solo rispettare la legge".
SLITTA DECISIONE CAMERA SU CONFLITTO ATTRIBUZIONE - Mentre la commissione Affari Costituzionali del Senato dice sí alla proposta di sollevare un conflitto di attribuzione con la Corte di Cassazione sulla sentenza che autorizza lo stop alla terapia che tiene in vita Eluana Englaro, la donna in coma vegetativo da 16 anni, l'Ufficio di Presidenza della Camera prende tempo e rinvia la decisione in merito.
"La questione è estremamente complessa - ha detto Gianfranco Fini nella riunione di ieri- non nel merito ma nelle procedure. Quindi bisogna approfondire bene la relazione fatta oggi da Maurizio Lupi". La richiesta che la Camera sollevasse un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta è arrivata da una quarantina di deputati che hanno inviato alla terza carica dello stato una lettera, a prima firma della deputata Udc Luisa Santolini, in cui si chiede di "verificare ed attivare le procedure per sollevare un eventuale conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale tra la Camera e la Corte di Cassazione per invasione da parte di quest'ultima nella sfera dei poteri attribuiti costituzionalmente agli organi del potere legislativo". Tra i firmatari, oltre a gran parte del gruppo Udc, anche la deputata teodem del Pd Paola Binetti, Renzo Lusetti, il leghista Massimo Polledri, gli esponenti del Pdl Isabella Bertolini e Domenico Di Virgilio.
DELLA VEDOVA (PDL), MOZIONE ALLA CAMERA PER LIBERTA' TERAPEUTICA - "Lo stato di diritto e' dalla parte di Eluana". Lo afferma Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl e presidente dei Riformatori Liberali, che ha presentato oggi una mozione alla Camera, insieme ad altri deputati del Pdl, sulla liberta' terapeudica. "Il principio della liberta' terapeutica -recita la mozione- riconosciuto nel contestato pronunciamento della Corte di Appello di Milano, trova gia' oggi un ampio e univoco riscontro nell'ordinamento giuridico italiano (e nella disciplina deontologica della professione medica) e merita, per questa ragione, una piu' precisa regolamentazione normativa, che chiarisca ogni possibile incertezza circa i termini di esercizio di un diritto (quello a prestare o revocare il consenso ai trattamenti sanitari) che e', e deve continuare a rimanere, indisponibile".
"Questo ritengo sia l'impegno che il Parlamento deve inscrivere tra le priorita' del Governo -aggiunge Della Vedova- dopo una discussione serrata ma, possibilmente, non pregiudicata da rigide posizioni ideologiche". Le ragioni e il contenuto della mozione saranno illustrati nel convegno: "Consenso informato, liberta' terapeutica e testamento biologico: lo stato di diritto e' dalla parte di Eluana", che si terra' domani a Roma, nella sede dell'Opinione, in via del Corso 117, a partire dalle ore 15.00. Firmatari della mozione oltre al presidente dei Riformatori Liberali sono: Boniver, Calderisi, Costa, Golfo, Moroni, Nirenstein, Nucara, Papa e Pepe.
Martedi' prossimo all'ufficio di presidenza della Camera convocato proprio su questo tema, il gruppo del Pd si pronuncera' per il no al conflitto di attribuzione davanti alla Consulta sul caso di Eluana Englaro. La decisione e' stata presa in una riunione del direttivo del gruppo che, a quanto si apprende, ha ritenuto che non vi siano i presupposti giuridici per la sollevazione del conflitto. Alla riunione, pero', il deputato rutelliano Renzo Lusetti, che insieme ad altri parlamentari del Pd come il 'teodem' Luigi Bobba ha firmato una mozione dell'Udc a favore del conflitto, ha espresso alcuni dubbi sulla decisione del direttivo.
Il governo e' impegnato a 'far si' che siano adottate in tempi brevi iniziative normative volte al riconoscimento legale dello strumento della dichiarazione anticipata di volonta' in ambito sanitario (conosciuto come testamento biologico) con la nomina di un rappresentante fiduciario, in caso di incapacita',a tutela della volonta' e della liberta' di scelta della persona'. Lo chiedono i radicali eletti nelle liste del Pd con una mozione presentata alla Camera e a prima firma Maria Antonietta Farina Coscioni. Nella mozione si invita anche il governo 'ad attivarsi nell'ambito delle sue competenze affinche' non siano frapposti ostacoli al rispetto della volonta' di Eluana Englaro come indicato nella sentenza della Corte di Appello di Milano'.
"Nel nostro ruolo di giuristi riteniamo di dover richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle autorità politiche sulla decisione assunta dalla magistratura di autorizzare la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana Englaro; decisione che finisce per consentire una pratica di eutanasia, vietata dal nostro ordinamento, violando principi, da quelli piú antichi (curam praetor habuit) a quelli a fondamento del sistema costituzionale, come i diritti inviolabili e la solidarietà, orientata in questo caso alla tutela del bene sommo della vita": è l'appello firmato da un gruppo di giuristi, tra i quali i presidenti emeriti della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, Riccardo Chieppa, Cesare Mirabelli, il presidente dei giuristi cattolici Francesco D'Agostino e Giovanni Giacobbe, preside della Facoltà di Giurisprudenza della Libera Università Maria S.S. Assunta e presidente del Forum delle famiglie. "Al di fuori di qualsiasi ipotesi di accanimento terapeutico - si legge nell'appello - tale nefasto e deprecabile risultato viene raggiunto togliendo il sostegno vitale a una persona umana, tuttora vivente, riconosciuta come tale dalla stessa magistratura. Tanto è vero che il comportamento suddetto viene autorizzato sulla base della ricostruzione operata dal giudice, attraverso indici presuntivi, della volontà della Englaro, ove quest'ultima fosse in grado di esprimersi". "Inoltre - proseguono i giuristi - ció avviene in rottura con la tradizione giuridica e gli orientamenti giurisprudenziali che riconoscono la figura della rappresentanza solo per l'esercizio di diritti disponibili o per favorire e proteggere situazioni soggettive. Non è concepibile - conclude l'appello - usare un procedimento civile, prefigurato per legge per altre funzioni, per sacrificare irrimediabilmente la vita di una persona che è un bene indisponibile".
SLITTA DECISIONE CAMERA SU CONFLITTO ATTRIBUZIONE - Mentre la commissione Affari Costituzionali del Senato dice sí alla proposta di sollevare un conflitto di attribuzione con la Corte di Cassazione sulla sentenza che autorizza lo stop alla terapia che tiene in vita Eluana Englaro, la donna in coma vegetativo da 16 anni, l'Ufficio di Presidenza della Camera prende tempo e rinvia la decisione in merito.
"La questione è estremamente complessa - ha detto Gianfranco Fini nella riunione di ieri- non nel merito ma nelle procedure. Quindi bisogna approfondire bene la relazione fatta oggi da Maurizio Lupi". La richiesta che la Camera sollevasse un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta è arrivata da una quarantina di deputati che hanno inviato alla terza carica dello stato una lettera, a prima firma della deputata Udc Luisa Santolini, in cui si chiede di "verificare ed attivare le procedure per sollevare un eventuale conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale tra la Camera e la Corte di Cassazione per invasione da parte di quest'ultima nella sfera dei poteri attribuiti costituzionalmente agli organi del potere legislativo". Tra i firmatari, oltre a gran parte del gruppo Udc, anche la deputata teodem del Pd Paola Binetti, Renzo Lusetti, il leghista Massimo Polledri, gli esponenti del Pdl Isabella Bertolini e Domenico Di Virgilio.
DELLA VEDOVA (PDL), MOZIONE ALLA CAMERA PER LIBERTA' TERAPEUTICA - "Lo stato di diritto e' dalla parte di Eluana". Lo afferma Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl e presidente dei Riformatori Liberali, che ha presentato oggi una mozione alla Camera, insieme ad altri deputati del Pdl, sulla liberta' terapeudica. "Il principio della liberta' terapeutica -recita la mozione- riconosciuto nel contestato pronunciamento della Corte di Appello di Milano, trova gia' oggi un ampio e univoco riscontro nell'ordinamento giuridico italiano (e nella disciplina deontologica della professione medica) e merita, per questa ragione, una piu' precisa regolamentazione normativa, che chiarisca ogni possibile incertezza circa i termini di esercizio di un diritto (quello a prestare o revocare il consenso ai trattamenti sanitari) che e', e deve continuare a rimanere, indisponibile".
"Questo ritengo sia l'impegno che il Parlamento deve inscrivere tra le priorita' del Governo -aggiunge Della Vedova- dopo una discussione serrata ma, possibilmente, non pregiudicata da rigide posizioni ideologiche". Le ragioni e il contenuto della mozione saranno illustrati nel convegno: "Consenso informato, liberta' terapeutica e testamento biologico: lo stato di diritto e' dalla parte di Eluana", che si terra' domani a Roma, nella sede dell'Opinione, in via del Corso 117, a partire dalle ore 15.00. Firmatari della mozione oltre al presidente dei Riformatori Liberali sono: Boniver, Calderisi, Costa, Golfo, Moroni, Nirenstein, Nucara, Papa e Pepe.
Martedi' prossimo all'ufficio di presidenza della Camera convocato proprio su questo tema, il gruppo del Pd si pronuncera' per il no al conflitto di attribuzione davanti alla Consulta sul caso di Eluana Englaro. La decisione e' stata presa in una riunione del direttivo del gruppo che, a quanto si apprende, ha ritenuto che non vi siano i presupposti giuridici per la sollevazione del conflitto. Alla riunione, pero', il deputato rutelliano Renzo Lusetti, che insieme ad altri parlamentari del Pd come il 'teodem' Luigi Bobba ha firmato una mozione dell'Udc a favore del conflitto, ha espresso alcuni dubbi sulla decisione del direttivo.
Il governo e' impegnato a 'far si' che siano adottate in tempi brevi iniziative normative volte al riconoscimento legale dello strumento della dichiarazione anticipata di volonta' in ambito sanitario (conosciuto come testamento biologico) con la nomina di un rappresentante fiduciario, in caso di incapacita',a tutela della volonta' e della liberta' di scelta della persona'. Lo chiedono i radicali eletti nelle liste del Pd con una mozione presentata alla Camera e a prima firma Maria Antonietta Farina Coscioni. Nella mozione si invita anche il governo 'ad attivarsi nell'ambito delle sue competenze affinche' non siano frapposti ostacoli al rispetto della volonta' di Eluana Englaro come indicato nella sentenza della Corte di Appello di Milano'.
"Nel nostro ruolo di giuristi riteniamo di dover richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle autorità politiche sulla decisione assunta dalla magistratura di autorizzare la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana Englaro; decisione che finisce per consentire una pratica di eutanasia, vietata dal nostro ordinamento, violando principi, da quelli piú antichi (curam praetor habuit) a quelli a fondamento del sistema costituzionale, come i diritti inviolabili e la solidarietà, orientata in questo caso alla tutela del bene sommo della vita": è l'appello firmato da un gruppo di giuristi, tra i quali i presidenti emeriti della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, Riccardo Chieppa, Cesare Mirabelli, il presidente dei giuristi cattolici Francesco D'Agostino e Giovanni Giacobbe, preside della Facoltà di Giurisprudenza della Libera Università Maria S.S. Assunta e presidente del Forum delle famiglie. "Al di fuori di qualsiasi ipotesi di accanimento terapeutico - si legge nell'appello - tale nefasto e deprecabile risultato viene raggiunto togliendo il sostegno vitale a una persona umana, tuttora vivente, riconosciuta come tale dalla stessa magistratura. Tanto è vero che il comportamento suddetto viene autorizzato sulla base della ricostruzione operata dal giudice, attraverso indici presuntivi, della volontà della Englaro, ove quest'ultima fosse in grado di esprimersi". "Inoltre - proseguono i giuristi - ció avviene in rottura con la tradizione giuridica e gli orientamenti giurisprudenziali che riconoscono la figura della rappresentanza solo per l'esercizio di diritti disponibili o per favorire e proteggere situazioni soggettive. Non è concepibile - conclude l'appello - usare un procedimento civile, prefigurato per legge per altre funzioni, per sacrificare irrimediabilmente la vita di una persona che è un bene indisponibile".
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