Legga 40 e Corte Costituzionale, crescono le speranze per le coppie italiane
C'e' piu' speranza per le coppie che vogliono avere un figlio. E' aumentata la percentuale di successo dei trattamenti di procreazione medico-assistita e, anche se l'Italia resta tra gli ultimi posti in Europa, nuove prospettive si sono aperte con la recente sentenza della Corte Costituzionale sulla Legge 40.
Secondo il report del Registro Europeo sulla PMA (procreazione medicalmente assistita), che e' stato presentato durante l'annuale congresso ESHRE -European Society of Human Reproduction and Embryology- svoltosi ad Amsterdam, in dieci anni di studi e ricerche la possibilita' di avere un figlio e' passata da un trattamento su quattro a uno su tre, con una costante riduzione delle gravidanze multiple.
Alla stesura dei dati, che si riferiscono alle attivita' del 2006, hanno partecipato 1.020 centri di PMA, sui 1.110 attivi in Europa, di 32 Paesi diversi.
'C'e' una tendenza positiva in tutta Europa', spiega Anna Pia Ferraretti, direttore scientifico della SISMER (Societa' Italiana di Studi di Medicina della Riproduzione) e membro del Direttivo del Registro Europeo (EIM) di ESHRE.
'Il report evidenzia infatti un continuo aumento delle possibilita' di successo, che sono passate dal 26% del 1997 al 33.3% del 2006, con una costante riduzione delle gravidanze multiple grazie alla evidente riduzione del numero di embrioni trasferiti'.
In questa particolare classifica, l'Italia si piazza al penultimo posto tra i Paesi europei; precede infatti solamente la Macedonia. 'E' invece tra i primi Paesi per quanto riguarda le gravidanze trigemine', precisa Ferraretti. Non e' possibile indicare un'unica causa che ha portato l'Italia a questo infelice primato, 'ma e' indubbio che le limitazioni legislative, ancora presenti in Italia nel 2006, siano state una delle cause principali', continua il direttore scientifico di SISMER. 'Cosi' come queste limitazioni sono state la causa principale che ha indotto migliaia di coppie -10mila solo l'anno scorso- a rivolgersi all'estero per eseguire trattamenti di PMA'.
Oggi la situazione italiana e' cambiata. 'La sentenza 151/2009 della Corte Costituzionale permette di poter personalizzare il trattamento al fine di offrire le maggiori possibilita' di successo e di ridurre la incidenza di gravidanze multiple, elemento quest'ultimo pericoloso per la vita dei bambini e per la salute della madre', continua Ferraretti. Inoltre, 'le recenti ordinanze del Tribunale di Bologna, che si rifanno alla sentenza stessa, riconoscono alle coppie portatrici di malattie genetiche e di alterazioni cromosomiche (traslocazioni e mosaicismi) la possibilita' di eseguire la diagnosi genetica pre-impianto nelle migliori condizioni possibili'.
Per il futuro, la speranza per le coppie italiane che vogliono avere un figlio e' destinata ad aumentare. Se infatti da una parte meno coppie dovranno vedersi 'costrette' ad andare all'estero; dall'altra, 'potendo finalmente applicare tutta la professionalita' che ha maturato negli anni, e' possibile dire che l'Italia non sara' piu' tra gli ultimi posti in Europa nelle percentuali di gravidanze ottenute con PMA', conclude Ferraretti.
GIURISTA MILANO,CONSULTA HA RISCRITTO LA LEGGE PER RISPETTO COSTITUZIONE - La sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 40 in merito alla procreazione assistita 'e' una sentenza 'manipolativa', una di quelle sentenze che, in qualche modo, riscrivono la legge per renderla compatibile con la Costituzione'. Cosi' Marilisa D'Amico, docente di Diritto Costituzionale all'Universita' di Milano, nel suo intervento a un convegno promosso su questo tema alla facolta' di Giurisprudenza dell'ateneo milanese.
Per la costituzionalista milanese risulta riscritto dalla Corte l'art.14 della legge, nei commi 2 e 3. In particolare la sentenza, 'senza incarnare scelte politiche, ma seguendo rime obbligate della Costituzione', fa saltare il limite rigido, 'non superiore a tre', del numero degli embrioni da creare, facendo diventare quel limite flessibile, consentendo al medico di modularne la produzione fino a raggiungere il numero 'strettamente necessario', in base a scienza e coscienza.
Non solo, ma la sentenza elimina anche il limite di dover trasferire gli embrioni tutti insieme. Cosa che contraddice l' articolo della legge che vieta la conservazione degli embrioni sovranumerari. 'Ma se trasferisco solo alcuni degli embrioni, e ottengo la gravidanza desiderata - obietta Guido Ragni, docente di Ginecologia e Ostetricia alla Mangiagalli - cosa ne faccio degli altri se non posso congelarli?'.
'Questa e' una contraddizione che la Corte non ha potuto eliminare - secondo D'Amico - e un legislatore attento farebbe in modo di risolverla al piu' presto'.
Quanto alla diagnosi preimpianto, e le polemiche per la recente sentenza del Tribunale di Bologna che l'ha ritenuta legittima nel caso di una donna portatrice di una malattia genetica, e' esplicito Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale: 'Era possibile prima della sentenza della Corte, secondo una lettura attenta della legge 40'.
'Nella decisione della Corte - spiega D'Amico - e' dato per presupposto che la diagnosi preimpianto sia lecita'. E' la legge stessa, secondo Onida, a stabilire che la coppia deve essere informata sullo stato di salute dell'embrione. 'E come si fa a farlo senza una diagnosi?'.
Secondo il report del Registro Europeo sulla PMA (procreazione medicalmente assistita), che e' stato presentato durante l'annuale congresso ESHRE -European Society of Human Reproduction and Embryology- svoltosi ad Amsterdam, in dieci anni di studi e ricerche la possibilita' di avere un figlio e' passata da un trattamento su quattro a uno su tre, con una costante riduzione delle gravidanze multiple.
Alla stesura dei dati, che si riferiscono alle attivita' del 2006, hanno partecipato 1.020 centri di PMA, sui 1.110 attivi in Europa, di 32 Paesi diversi.
'C'e' una tendenza positiva in tutta Europa', spiega Anna Pia Ferraretti, direttore scientifico della SISMER (Societa' Italiana di Studi di Medicina della Riproduzione) e membro del Direttivo del Registro Europeo (EIM) di ESHRE.
'Il report evidenzia infatti un continuo aumento delle possibilita' di successo, che sono passate dal 26% del 1997 al 33.3% del 2006, con una costante riduzione delle gravidanze multiple grazie alla evidente riduzione del numero di embrioni trasferiti'.
In questa particolare classifica, l'Italia si piazza al penultimo posto tra i Paesi europei; precede infatti solamente la Macedonia. 'E' invece tra i primi Paesi per quanto riguarda le gravidanze trigemine', precisa Ferraretti. Non e' possibile indicare un'unica causa che ha portato l'Italia a questo infelice primato, 'ma e' indubbio che le limitazioni legislative, ancora presenti in Italia nel 2006, siano state una delle cause principali', continua il direttore scientifico di SISMER. 'Cosi' come queste limitazioni sono state la causa principale che ha indotto migliaia di coppie -10mila solo l'anno scorso- a rivolgersi all'estero per eseguire trattamenti di PMA'.
Oggi la situazione italiana e' cambiata. 'La sentenza 151/2009 della Corte Costituzionale permette di poter personalizzare il trattamento al fine di offrire le maggiori possibilita' di successo e di ridurre la incidenza di gravidanze multiple, elemento quest'ultimo pericoloso per la vita dei bambini e per la salute della madre', continua Ferraretti. Inoltre, 'le recenti ordinanze del Tribunale di Bologna, che si rifanno alla sentenza stessa, riconoscono alle coppie portatrici di malattie genetiche e di alterazioni cromosomiche (traslocazioni e mosaicismi) la possibilita' di eseguire la diagnosi genetica pre-impianto nelle migliori condizioni possibili'.
Per il futuro, la speranza per le coppie italiane che vogliono avere un figlio e' destinata ad aumentare. Se infatti da una parte meno coppie dovranno vedersi 'costrette' ad andare all'estero; dall'altra, 'potendo finalmente applicare tutta la professionalita' che ha maturato negli anni, e' possibile dire che l'Italia non sara' piu' tra gli ultimi posti in Europa nelle percentuali di gravidanze ottenute con PMA', conclude Ferraretti.
GIURISTA MILANO,CONSULTA HA RISCRITTO LA LEGGE PER RISPETTO COSTITUZIONE - La sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 40 in merito alla procreazione assistita 'e' una sentenza 'manipolativa', una di quelle sentenze che, in qualche modo, riscrivono la legge per renderla compatibile con la Costituzione'. Cosi' Marilisa D'Amico, docente di Diritto Costituzionale all'Universita' di Milano, nel suo intervento a un convegno promosso su questo tema alla facolta' di Giurisprudenza dell'ateneo milanese.
Per la costituzionalista milanese risulta riscritto dalla Corte l'art.14 della legge, nei commi 2 e 3. In particolare la sentenza, 'senza incarnare scelte politiche, ma seguendo rime obbligate della Costituzione', fa saltare il limite rigido, 'non superiore a tre', del numero degli embrioni da creare, facendo diventare quel limite flessibile, consentendo al medico di modularne la produzione fino a raggiungere il numero 'strettamente necessario', in base a scienza e coscienza.
Non solo, ma la sentenza elimina anche il limite di dover trasferire gli embrioni tutti insieme. Cosa che contraddice l' articolo della legge che vieta la conservazione degli embrioni sovranumerari. 'Ma se trasferisco solo alcuni degli embrioni, e ottengo la gravidanza desiderata - obietta Guido Ragni, docente di Ginecologia e Ostetricia alla Mangiagalli - cosa ne faccio degli altri se non posso congelarli?'.
'Questa e' una contraddizione che la Corte non ha potuto eliminare - secondo D'Amico - e un legislatore attento farebbe in modo di risolverla al piu' presto'.
Quanto alla diagnosi preimpianto, e le polemiche per la recente sentenza del Tribunale di Bologna che l'ha ritenuta legittima nel caso di una donna portatrice di una malattia genetica, e' esplicito Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale: 'Era possibile prima della sentenza della Corte, secondo una lettura attenta della legge 40'.
'Nella decisione della Corte - spiega D'Amico - e' dato per presupposto che la diagnosi preimpianto sia lecita'. E' la legge stessa, secondo Onida, a stabilire che la coppia deve essere informata sullo stato di salute dell'embrione. 'E come si fa a farlo senza una diagnosi?'.
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