Legge 40. Ancora reazioni alla relazione sulla fecondazione assistita
Non si frenano le polemiche sulla legge 40 all'indomani della relazione 2007 del ministero della Salute sulla fecondazione assistita, depositata in Parlamento. La prima a scendere in campo in difesa della legge e' stata Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, che ha definito 'buoni i risultati da una legge troppo criticata' e che parlato di una propaganda 'ideologica e strumentale' contro la legge 40. Tra i buoni esiti indicati da Roccella, il fatto che 'sono crollate le complicanze per iperstimolazione ovarica' (da 670 casi del 2005 a 161 del 20069 e la riduzione di aborti spontanei, tardivi, morti intrauterine, gravidanze ectopiche (complessivamente una percentuale di complicanze pari al 24,9% nel 2006 contro il 26,4% del 2005). Per Roccella e' 'preoccupante' l'aumento dell'eta' media delle donne che accedono alla fecondazione assistita (il 62,1% ha piu' di 34 anni), ma e' buono il giudizio complessivo sulla legge.
Positivo anche il giudizio sulla legge del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi: 'Non e' possibile che venga modificata per via amministrativa', ha osservato riferendosi alle linee guida presentate recentemente dall'ex ministro della Salute, Livia Turco.
"Anche la nuova relazione sulla legge 40, seppur costruita con la lente idelogica del ministro Turco, mette in evidenza moltissimi aspetti positivi della legge. Ora attendiamo che il promesso e immediato ritiro delle demenziali e stravolgenti linee guida, su cui il governo ha preso impegno, avvenga al piu' presto". Lo afferma Luca Volonte' dell'Udc. "Il ministro Turco nulla ha fatto per combattere la lotta alla sterilita',il sottosegretario Roccella si occupi della delicata situazione italiana, frutto di comportamenti e modelli di 'consumismo sessuale'. Sconcertano le polemiche sulla 'Relazione', ad associazioni di combattenti laici e interi partiti non bastano neanche i numeri. La sconfitta referendaria del 2005 -conclude Volonte'- non e' stata per nulla digerita".
Molto diversa la posizione di esperti e associazioni di pazienti. Per Anna Pia Ferraretti, del comitato direttivo del Registro Europeo sulla fecondazione assistita, i dati del registro 2006 confermano i limiti della legge 40. 'In Italia dal 2004 non si e' piu' registrato alcun miglioramento e la percentuale di gravidanze trigemine continua ad essere oltre il 3%' a causa dei limiti imposti dalla legge.
Per la senatrice Donatella Poretti (Radicali-Partito Democratico) 'sara' interessante aprire un dibattito su questa relazione una volta che si insedieranno le commissioni parlamentari'.
Critica, infine, anche Filomena Gallo, presidente dell'associazione Amica Cicogna e vicesegretario dell'associazione Coscioni. 'I dati sono sovrapponibili alla precedente relazione del 2007, quindi ancora con un perdita di nati cospicua rispetto al 2003' (lo scorso anno la perdita era di 1.041 rispetto al 2003). Gallo ha osservato inoltre che 'aumentano le gravidanze a rischio', con un incremento del 18% di gravidanze gemellari e del 3,3% di gravidanze trigemine. E rispondendo al sottosegretario Roccella, Filomena Gallo osserva che 'non e' una colpa volere un figlio dopo i 35 anni' e che 'in Italia le donne entrano sempre piu' tardi nel mondo del lavoro, guadagnano di meno, e lavorano in condizioni pessime'. La donna deve inoltre 'dividersi tra famiglia e lavoro per assenza di servizi, aiuti alle famiglie sul modello francese o tedesco, congedi parentali reali per entrambi i genitori come gia' avviene nel resto dei paesi dell'Ue, interventi che pero' sembrano non realizzabili nel nostro Paese', dove invece 'le donne sono incaricate di colmare il vuoto del welfare'.
"La legge 40 è una legge che ha molti limiti e che dovrebbe essere radicalmente modificata", afferma in una nota Silvana Mura dell'Idv. "I dati sottolineati trionfalmente dalla sottosegretaria Roccella algono come i numeri al lotto e non possono essere presi a testimonianza del buon funzionamento di una legge nata morta e criticata dagli esperti del settore. Senza considerare le molteplici sentenze di tribunali ordinari e amministrativi che l'hanno demolita pezzo a pezzo". Secondo l'esponente dipietrista "il dato piú indicativo per giudicare se una legge sulla procreazione assistita funziona o meno è dato dal numero di coppie che si recano in un altro paese per avere un figlio. Purtroppo in Italia sono tantissime le coppie che, sostenendo spese ingenti, si recano in Spagna, Francia o Svizzera per poter utilizzare tecniche che la legge 40 incomprensibilmente vieta, ad iniziare dalla fecondazione eterologa. Se la nostra legge fosse cosí buona come sostiene la Roccella - conclude Mura - questi viaggi della speranza non avrebbero ragione di esistere".
Positivo anche il giudizio sulla legge del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi: 'Non e' possibile che venga modificata per via amministrativa', ha osservato riferendosi alle linee guida presentate recentemente dall'ex ministro della Salute, Livia Turco.
"Anche la nuova relazione sulla legge 40, seppur costruita con la lente idelogica del ministro Turco, mette in evidenza moltissimi aspetti positivi della legge. Ora attendiamo che il promesso e immediato ritiro delle demenziali e stravolgenti linee guida, su cui il governo ha preso impegno, avvenga al piu' presto". Lo afferma Luca Volonte' dell'Udc. "Il ministro Turco nulla ha fatto per combattere la lotta alla sterilita',il sottosegretario Roccella si occupi della delicata situazione italiana, frutto di comportamenti e modelli di 'consumismo sessuale'. Sconcertano le polemiche sulla 'Relazione', ad associazioni di combattenti laici e interi partiti non bastano neanche i numeri. La sconfitta referendaria del 2005 -conclude Volonte'- non e' stata per nulla digerita".
Molto diversa la posizione di esperti e associazioni di pazienti. Per Anna Pia Ferraretti, del comitato direttivo del Registro Europeo sulla fecondazione assistita, i dati del registro 2006 confermano i limiti della legge 40. 'In Italia dal 2004 non si e' piu' registrato alcun miglioramento e la percentuale di gravidanze trigemine continua ad essere oltre il 3%' a causa dei limiti imposti dalla legge.
Per la senatrice Donatella Poretti (Radicali-Partito Democratico) 'sara' interessante aprire un dibattito su questa relazione una volta che si insedieranno le commissioni parlamentari'.
Critica, infine, anche Filomena Gallo, presidente dell'associazione Amica Cicogna e vicesegretario dell'associazione Coscioni. 'I dati sono sovrapponibili alla precedente relazione del 2007, quindi ancora con un perdita di nati cospicua rispetto al 2003' (lo scorso anno la perdita era di 1.041 rispetto al 2003). Gallo ha osservato inoltre che 'aumentano le gravidanze a rischio', con un incremento del 18% di gravidanze gemellari e del 3,3% di gravidanze trigemine. E rispondendo al sottosegretario Roccella, Filomena Gallo osserva che 'non e' una colpa volere un figlio dopo i 35 anni' e che 'in Italia le donne entrano sempre piu' tardi nel mondo del lavoro, guadagnano di meno, e lavorano in condizioni pessime'. La donna deve inoltre 'dividersi tra famiglia e lavoro per assenza di servizi, aiuti alle famiglie sul modello francese o tedesco, congedi parentali reali per entrambi i genitori come gia' avviene nel resto dei paesi dell'Ue, interventi che pero' sembrano non realizzabili nel nostro Paese', dove invece 'le donne sono incaricate di colmare il vuoto del welfare'.
"La legge 40 è una legge che ha molti limiti e che dovrebbe essere radicalmente modificata", afferma in una nota Silvana Mura dell'Idv. "I dati sottolineati trionfalmente dalla sottosegretaria Roccella algono come i numeri al lotto e non possono essere presi a testimonianza del buon funzionamento di una legge nata morta e criticata dagli esperti del settore. Senza considerare le molteplici sentenze di tribunali ordinari e amministrativi che l'hanno demolita pezzo a pezzo". Secondo l'esponente dipietrista "il dato piú indicativo per giudicare se una legge sulla procreazione assistita funziona o meno è dato dal numero di coppie che si recano in un altro paese per avere un figlio. Purtroppo in Italia sono tantissime le coppie che, sostenendo spese ingenti, si recano in Spagna, Francia o Svizzera per poter utilizzare tecniche che la legge 40 incomprensibilmente vieta, ad iniziare dalla fecondazione eterologa. Se la nostra legge fosse cosí buona come sostiene la Roccella - conclude Mura - questi viaggi della speranza non avrebbero ragione di esistere".
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