Legge 40. Associazioni scrivono a Turco: urge aggiornamento linee guida
L'aggiornamento delle linee guida alla legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita "non puo' aspettare un nuovo ministro della Salute che dia inizio a un nuovo iter, chissa' con quale fine questa volta". Le associazioni dei pazienti sterili scrivono un'ultima e accorata lettera aperta al ministro della Salute, Livia Turco, per ottenere l'emanazione delle nuove linee guida, prevista dalla stessa legge, visto che quelle attuali sono scadute ormai da molti mesi. "Aveva piu' volte annunciato il testo in Parlamento, nelle Commissioni competenti e sui giornali. Ricordiamo le sue parole: 'un testo di aggiornamento legalmente ineccepibile'. Ma, dopo tanti mesi, anche oggi dopo le elezioni, in una fase in cui potrebbe ancora adempiere il suo dovere, la realta' e' che le linee guida ancora non sono state emanate". "Gentile ministro - scrivono dunque - non puo' immaginare con quanta difficolta' oggi le scriviamo. Abbiamo sempre creduto nel dialogo costruttivo con lei. Ricordiamo ancora il giorno in cui fu comunicata la sua nomina a ministro della Salute, pensammo: ottima notizia! E non lo pensammo solo perche' ha rappresentato una compagna di battaglie comuni sulla legge 40, ma anche perche' il suo impegno nell'interesse dei cittadini e' stato costante come leggi importanti quali la 53/2000 (sostegno di maternita' e paternita', per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle citta') o la 328/2000 (realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) sono a testimoniare". Le cinque associazioni che firmano la lettera-appello ricordano a Turco che "in questi mesi in cui lei e' stata ministro della Salute, noi tutti delle associazioni di pazienti sterili, l'Associazione Luca Coscioni, le centinaia di coppie che le hanno scritto e che hanno sottoscritto i nostri appelli, ci siamo rivolti a lei per avere l'aggiornamento delle linee guida. Un atto previsto dalla stessa legge 40 all'articolo 7. Non le abbiamo chiesto una modifica di legge, ma solo un atto rispettoso della norma principale: prima di tutto per il rispetto della legalita' e poi anche per il rispetto delle aspettative che i cittadini italiani ripongono nella scienza e nella salute dei propri figli". Viste queste premesse, spiegano di "provare difficolta' nello scriverle, perche' abbiamo creduto che avrebbe fatto il suo dovere di ministro".
"Ministro, non le abbiamo chiesto nulla che andasse oltre il suo dovere. Le chiediamo un atto elaborato non da lei, ma da tecnici che ne hanno le competenze, come dettato dall'articolo 7 comma 3 della legge 40 ('Le linee guida sono aggiornate periodicamente, almeno ogni tre anni, in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica'). Peraltro - rimarcano - c'e' gia' un atto approvato nell'agosto del 2007 dal Consiglio superiore di sanita' (Css), che esprimeva parere favorevole all'aggiornamento e ne aveva delineato anche le urgenze. E dunque non era necessario un secondo parere".
Facendo riferimento alle cronache degli ultimi mesi, contrassegnate da numerose sentenze che hanno bocciato le linee guida per 'eccesso di potere', i firmatari della lettera rimarcano che "oggi noi tutti riteniamo inaccettabile un passaggio obbligatorio in tribunale, o viaggi all'estero, per vedere affermato un diritto che ci riconosce uguali a tutti i cittadini italiani che un figlio lo possono concepire in camera da letto. E per vedere riconosciuto un diritto che i padri costituenti hanno previsto per tutti i cittadini: il diritto alla salute. Siamo stanchi della legge 40/04, ma a lei sulla norma nulla e' stato chiesto'.
'Aspetteremo quel Parlamento che decidera' di modificarla senza mai smettere di evidenziare quanto sia dannosa. Con questa lettera ci rivolgiamo al ministro della Salute, carica che lei in questo momento ancora ricopre, perche' non si puo' aspettare un nuovo ministro che dia inizio a un nuovo iter, chissa' con quale fine questa volta". Quindi, concludono, "ostinati, superando la difficolta' di rivolgerci per l'ennesima volta a lei, ci appelliamo di nuovo perche' il diritto sia rispettato in ogni sua forma". La lettera e' firmata da Filomena Gallo, presidente di Amica Cicogna onlus e vice segretario dell'Associazione Luca Coscioni; Laura Pisano, presidente di l'Altra Cicogna onlus; Patrizia Battistini, presidente di Un bambino.it; Monica Soldano, presidente di Madre Provetta onlus, e Federica Casadei, presidente di Cerco un bimbo.
"Ministro, non le abbiamo chiesto nulla che andasse oltre il suo dovere. Le chiediamo un atto elaborato non da lei, ma da tecnici che ne hanno le competenze, come dettato dall'articolo 7 comma 3 della legge 40 ('Le linee guida sono aggiornate periodicamente, almeno ogni tre anni, in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica'). Peraltro - rimarcano - c'e' gia' un atto approvato nell'agosto del 2007 dal Consiglio superiore di sanita' (Css), che esprimeva parere favorevole all'aggiornamento e ne aveva delineato anche le urgenze. E dunque non era necessario un secondo parere".
Facendo riferimento alle cronache degli ultimi mesi, contrassegnate da numerose sentenze che hanno bocciato le linee guida per 'eccesso di potere', i firmatari della lettera rimarcano che "oggi noi tutti riteniamo inaccettabile un passaggio obbligatorio in tribunale, o viaggi all'estero, per vedere affermato un diritto che ci riconosce uguali a tutti i cittadini italiani che un figlio lo possono concepire in camera da letto. E per vedere riconosciuto un diritto che i padri costituenti hanno previsto per tutti i cittadini: il diritto alla salute. Siamo stanchi della legge 40/04, ma a lei sulla norma nulla e' stato chiesto'.
'Aspetteremo quel Parlamento che decidera' di modificarla senza mai smettere di evidenziare quanto sia dannosa. Con questa lettera ci rivolgiamo al ministro della Salute, carica che lei in questo momento ancora ricopre, perche' non si puo' aspettare un nuovo ministro che dia inizio a un nuovo iter, chissa' con quale fine questa volta". Quindi, concludono, "ostinati, superando la difficolta' di rivolgerci per l'ennesima volta a lei, ci appelliamo di nuovo perche' il diritto sia rispettato in ogni sua forma". La lettera e' firmata da Filomena Gallo, presidente di Amica Cicogna onlus e vice segretario dell'Associazione Luca Coscioni; Laura Pisano, presidente di l'Altra Cicogna onlus; Patrizia Battistini, presidente di Un bambino.it; Monica Soldano, presidente di Madre Provetta onlus, e Federica Casadei, presidente di Cerco un bimbo.
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