Venerdì 5 giugno 2026
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Legge 40, Gianfranco Fini: sentenza Consulta rende giustizia alle donne, no a stato etico-religioso

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Mi sembra fin d'ora evidente che quando una legge si basa su dogmi di tipo etico-religioso, e' sempre suscettibile di censure di costituzionalita', in ragione della laicita' delle nostre istituzioni'. Le parole di Gianfranco Fini irrompono a meta' del pomeriggio. Il presidente della Camera torna a difendere lo Stato laico dal pericolo di uno Stato etico, gia' evocato dal palco del congresso del Pdl in riferimento alla legge sul testamento biologico. E accoglie la sentenza della Consulta che dichiara parzialmente illegittima la legge sulla procreazione assistita, come una decisione che 'rende giustizia alle donne italiane'.
Una posizione cosi' forte del presidente della Camera ha subito un effetto dirompente: galvanizza il fronte laico bipartisan del Parlamento e suscita le reazioni stizzite dei cattolici intransigenti. Anche perche' l'orizzonte su cui misurare le parole di Fini non e' tanto quello della legge 40, che i piu' dichiarano di non voler cambiare, quanto quello del fine vita: il testamento biologico sta per iniziare il suo percorso a Montecitorio e la posizione cattolica, che era stata vincente al Senato, si ritrova ora sempre piu' debole.
Posizioni opposte a quelle di Fini emergono innanzitutto nel Pdl. La sottosegretaria alla Salute Eugenia Roccella sostiene che la legge 40 'tutela la salute delle donne' e 'ha dato buoni risultati'. Il vicepresidente della Camera, il cattolico Maurizio Lupi, la definisce una legge 'profondamente laica' perche' 'nata dal confronto tra diverse sensibilita' culturali'. E sottolinea che uguale mediazione c'e' stata anche 'in Senato per la recente legge sul bio-testamento'. Un chiaro messaggio a quanti nella stessa maggioranza, fin da questa mattina evocavano un'influenza della sentenza della Consulta anche sul percorso del testo sul fine vita. 'Dobbiamo stare attenti ai massimalismi - ragionava il vice capogruppo Italo Bocchino - perche' rischiamo di essere poi censurati'.
Lo schema che agita la maggioranza si ripete nel Pd. Sul versante teodem, Paola Binetti paventa 'un rallentamento della legge sul testamento biologico'. Ma Barbara Pollastrini, Livia Turco e Anna Finocchiaro, invocano proprio quel rallentamento.
La capogruppo al Senato, in particolare, chiede una 'moratoria di riflessione'.
Quanto alla legge 40, i giudizi sulla sentenza della Consulta ripetono le divisioni trasversali nei partiti. Quella pronuncia 'riporta un po' di ragionevolezza', secondo Finocchiaro; e' 'una bella vittoria' per Alessandra Mussolini (che e' corsa a 'baciare' Fini per le sue parole); interviene giustamente su una legge 'oscurantista', per Antonio Di Pietro. I cattolici, invece, tendono a porre l'accento sul fatto che la sostanza della legge non ne esce stravolta. Sono pochi, del resto, anche i laici (tra essi, Piero Fassino) che chiedono che si torni su un tema cosi' spinoso, quando un altro e' gia' sul tavolo.
Argomenti tanto delicati che non favoriscono i toni scherzosi, come dimostra l'esito di un botta e risposta alla Camera tra Fini e Pier Ferdinando Casini. I due si incontrano nel pomeriggio in Transatlantico e si scambiano una battuta.
Casini, scherzando, dice di non sapere cosa abbia dichiarato Fini ma di essere 'd'accordo' a prescindere, ma lui lo mette in guardia: 'Non dirlo, non ti conviene...'. E in effetti, mezz'ora dopo, il leader dell'Udc dettera' un comunicato i cui toni sono durissimi verso l'ex alleato del 'sub-governo della Case delle Liberta': 'La laicita' non si difende con slogan contro lo Stato etico, che in Italia ha avuto l'unica applicazione durante il fascismo'. (Ansa)
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