Venerdì 5 giugno 2026
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Libano. Dcsa: anello della catena dei traffici

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Il Libano rappresenta 'un anello della catena di traffici di stupefacenti, immigrazioni illegali e terrorismo, di cui e' evidente una interconnessione'.Lo ha detto Rodolfo Ronconi, direttore della Direzione centrale servizi antidroga (Dcsa), che questa mattina ha concluso una visita di due giorni a Beirut in cui ha incontrato i massimi dirigenti delle forze anticrimine libanesi.
Questo e' dovuto in particolare alla 'posizione geografica e alle vicissitudini interne' del Paese, ovvero la profonda crisi politica che da oltre un anno paralizza la vita istituzionale libanese, ha sottolineato parlando con l'ANSA Ronconi, che a Beirut ha avuto colloqui tra gli altri con il ministro degli interni Hassan Sabaa, il capo delle forze di sicurezza interne Ashaf Rifi e il capo dell'antidroga locale Michel Shakkur.
In questo contesto la polizia libanese e' pero' 'fortemente impegnata e motivata a contrastare il fenomeno, nella consapevolezza che si tratta di un interesse comune, che non riguarda solo l'Europa o i Paesi del Mediterraneo, ma anche il Libano stesso e la sua economia', ha aggiunto il direttore della Dcsa, che e' un organismo del Dipartimento di Pubblica sicurezza.
In questo senso, ha sottolineato ancora Ronconi, 'e' auspicabile che vengano gettati i semi di una forte cooperazione di area e l'Italia puo' avere un ruolo predominante in questo', come del resto hanno richiesto le autorita' che il direttore della Dcsa ha incontrato, e che sono in contatto costante con l'ufficio dell'esperto antidroga in seno all'ambasciata d'Italia a Beirut.
In Libano si calcola che vi siano almeno 7.500 ettari di terreno coltivati a cannabis, in particolare nella valle orientale della Bekaa, dove le forze di sicurezza intendono avviare una vasta campagna di eradicazione. Da tempo, il governo israeliano accusa inoltre il movimento sciita Hezbollah di favorire il traffico di eroina verso Israele. Il movimento sciita replica affermando che si tratta di 'false accuse' per 'danneggiare l'immagine della resistenza'.
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