Liberta' di stampa: per il Governo e' intoccabile
In risposta alle critiche arrivate da Israele per un articolo del quotidiano 'Aftonbladet', il primo ministro Fredrik Reinfeldt ha difeso la liberta' di stampa svedese e ribadito che il suo governo non entra nel merito e non "controlla quanto viene pubblicato. Nessuno puo' chiederci di violare la costituzione -ha affermato- La liberta' di espressione e' un valore indispensabile".
Intervenendo in una trasmissione tv del mattino, Reinfeldt ha quindi ricordato la vicenda delle vignette satiriche danesi su Maometto che nel 2006 hanno fatto infuriare i musulmani piu' radicali provocando violente reazioni islamiche in tutto il mondo. Il 17 agosto scorso il quotidiano di Stoccolma ha pubblicato un articolo in cui i soldati israeliani erano accusati di traffico di organi dei palestinesi uccisi. La denuncia, partita da alcune famiglie palestinesi, ha provocato un'ondata di proteste in Israele che ha chiesto le scuse ufficiali di Stoccolma.
Il direttore dell'Aftonbladet, Jan Helin, ha detto di non avere "alcun rimorso" e sottolineato che l'articolo, pubblicato nelle pagine culturali, non era di informazione "ma sollevava diversi interrogativi su una vicenda gia' emersa in precedenza" anche in Israele. L'articolo riporta che "secondo alcune famiglie palestinesi c'e' stato traffico di organi, ma non sostiene che abbia davvero avuto luogo", ha spiegato Helin nel corso del programma tv.
Intervenendo in una trasmissione tv del mattino, Reinfeldt ha quindi ricordato la vicenda delle vignette satiriche danesi su Maometto che nel 2006 hanno fatto infuriare i musulmani piu' radicali provocando violente reazioni islamiche in tutto il mondo. Il 17 agosto scorso il quotidiano di Stoccolma ha pubblicato un articolo in cui i soldati israeliani erano accusati di traffico di organi dei palestinesi uccisi. La denuncia, partita da alcune famiglie palestinesi, ha provocato un'ondata di proteste in Israele che ha chiesto le scuse ufficiali di Stoccolma.
Il direttore dell'Aftonbladet, Jan Helin, ha detto di non avere "alcun rimorso" e sottolineato che l'articolo, pubblicato nelle pagine culturali, non era di informazione "ma sollevava diversi interrogativi su una vicenda gia' emersa in precedenza" anche in Israele. L'articolo riporta che "secondo alcune famiglie palestinesi c'e' stato traffico di organi, ma non sostiene che abbia davvero avuto luogo", ha spiegato Helin nel corso del programma tv.
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