Mercoledì 10 giugno 2026
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Libia. Al via lavoi ministeriali Ue-Africa

AFRICA - LIBIA
Notizia ·
E' iniziato con un messaggio di benvenuto del ministro degli Esteri libico, Mohamed A. Shalgam, il vertice Ue-Africa sull'immigrazione di Tripoli. Per l'Italia, sono presenti il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema e quello dell'Interno, Giuliano Amato. Per l'Unione Europea, il capo della diplomazia finlandese Erkki Tuomioja, alla presidenza di turno del Consiglio, il vicepresidente della Commissione, Franco Frattini, e il commissario Ue allo Sviluppo, Louis Michel.

La Conferenza, che si concluderà con una dichiarazione politica congiunta Europa-Unione Africana sui vari aspetti delle tematiche migratorie, si inserisce nell'ambito dell'Approccio Globale alla gestione delle migrazioni', adottato un anno fa dal Consiglio europeo e basato sulla promozione di un partenariato strategico tra paesi di origine, transito e destinazione. L'iniziativa trae ispirazione anche dalla 'Strategia dell'Ue per l'Africa', frutto dello stesso Consiglio.

L'appuntamento di Tripoli ha un'importanza notevole, nell'ottica italiana, soprattutto perché gran parte dei flussi clandestini che approdano sulle nostre coste arrivano proprio dalla Libia.
Secondo stime informali di Bruxelles, gli immigrati illegali approdati sulle coste meridionali europee in provenienza dal paese nordafricano, sono stati circa 41mila dall'inizio del 2005 all'agosto del 2006, di cui circa 38mila sono arrivati in Italia e 3mila a Malta.

Attribuire alla Libia un ruolo politico in chiave europea e africana è quindi per l'Italia fondamentale, soprattutto perché Tripoli, a differenza degli altri paesi del Nord Africa, non ha stipulato nessun accordo di cooperazione o di associazione con l'Ue, non essendo parte a pieno titolo del Processo di Barcellona.

Il coinvolgimento di Bruxelles può aiutare notevolmente l'Italia nel dialogo bilaterale con la Libia, che vede da parte di Tripoli l'opposizione a pattugliamenti ravvicinati delle coste e una richiesta sempre più insistente di assistenza, nonostante il sostegno tecnico, logistico e materiale già fornito dal Viminale.
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