Lunedì 8 giugno 2026
Menu

Libia. Frattini: quote siano gestite dalla Ue

AFRICA - LIBIA
Notizia ·
Una proposta per "dare una speranza di lavoro legale agli immigrati africani", affidando all'Unione Europea la gestione delle quote di stranieri regolari, stabilite dai singoli paesi membri. E la creazione di un "salvadanaio", un fondo speciale euro-africano per gestire l'emergenza immigrazione. Il vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini illustra cosi', a margine dei lavori della Conferenza di Tripoli, le due proposte che ha presentato alla ministeriale Ue-Africa su migrazioni e sviluppo.

"Le quote migratorie saranno stabilite ancora a livello nazionale - assicura Frattini - ma la Commissione Ue chiede che siano gestite da Bruxelles". Con questa proposta, secondo il commissario Ue agli affari interni, si possono superare due ostacoli: "Il fatto che, da un lato, i paesi africani, giustamente, non accettano una politica fondata esclusivamente sul rimpatrio e sui pattugliamenti e, dall'altro, la comprensibile gelosia degli stati membri sul livello nazionale delle quote di lavoro regolare".

D'accordo anche il ministro dell'Interno Giuliano Amato, presente a Tripoli insieme al capo della diplomazia italiana Massimo D'Alema. La proposta di Frattini, dice Amato, ha "un senso profondo in una Unione Europea divenuta ormai largamente Schengen nel senso che chi entra a Lampedusa o alle Canarie entra nel territorio dell'Unione e non in Italia o Spagna".

Quanto alla consistenza del fondo speciale Ue-Africa per la gestione delle politiche migratorie, molto dipendera' dalla disponibilita' dei singoli paesi membri, fa notare Frattini.
"Quando si tratta di portafoglio", l'Europa infatti viaggia ancora a molte velocita', ammette il vicepresidente della Commissione Ue. Frattini avanza inoltre la proposta di un "portale della mobilita'", una sorta di "ufficio di collocamento europeo" che permetta a Bruxelles di trattare con i paesi di provenienza degli immigrati sulla base delle offerte di occupazione e delle quote dei paesi membri.

Il percorso che porta a "quote comuni" dell'Europa e' ancora lungo, ammette Frattini, ma intanto "il problema non e' cambiare la procedura, ma dire politicamente che l'Unione Europea puo' usare quelle 'job opportunities' come strumento di negoziato".
"Non serve un cambiamento di procedure - sintetizza l'ex ministro degli Esteri - basta una decisione politica". Frattini sottolinea pero' l'importanza di un meccanismo di follow up che permetta alla Commissione Ue e all'Unione Africana di portare avanti i contenuti della conferenza di Tripoli, che verranno formalizzati domani in una dichiarazione congiunta.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →