Libia. Vertice Africa-Ue, incontro con Gheddafi
Un discorso soprattutto di carattere storico, una 'lezione' indirizzata ai ministri europei e africani che partecipano alla Conferenza di Tripoli, scortati per l'occasione a bordo di due pullman nel complesso residenziale del colonnello. Il leader libico Muammar Gheddafi ha ricevuto gli ospiti, come si conviene, ma lontano dalle telecamere e i flash dei fotografi: il capo della diplomazia italiana, Massimo D'Alema, il collega dell'Interno Giuliano Amato, il vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, e gli altri capi delegazione hanno visitato la parte del compound bombardata dagli americani nel 1986, su ordine di Reagan: l'edificio e' ancora conservato nello stato in cui era ridotto dopo il raid aereo.
Poi la riunione, o meglio il comizio di Gheddafi sotto un maxi-tendone, la sua passione. I convitati seduti ai tavoli disposti lungo le pareti a rettangolo. Tovaglie verdi, il colore della Libia, lampadari di cristallo, e dietro un podio, il colonnello in veste di predicatore, con tanto di 'aureola' artificiale, un gioco di lampadine e neon che formavano una corona dietro il suo mezzobusto. Lui in lunga tunica sahariana, a righe in tinte color sabbia, il copricapo nero. Ogni tanto un gesto per scacciare le mosche, uniche forme di vita che osavano disturbarlo nel momento solenne.
"E' stato un discorso di carattere storico" ha raccontato dopo D'Alema ai giornalisti. Ma l'assenza di Gheddafi alla Conferenza?
"Gheddafi non prende mai parte ai lavori, non ha nessun incarico di governo - ha ironizzato il titolare della Farnesina - Ha fatto un saluto a tutti i ministri e ai capi delegazione".
L'intervento del colonnello e' stato soprattutto incentrato "sulla storia, sullo schiavismo, sul fatto che le migrazioni dei popoli sono un grande processo naturale, storico" ha riferito D'Alema. "Se non ci fosse stata la liberta' di migrazione - secondo Gheddafi - non ci sarebbero stati gli Stati Uniti perche' gli Usa sono un paese nato dagli immigranti". Anche l'Europa, ha ricordato il leader libico, in fondo e' nata da quelli che si sono trasferiti dall'Asia verso l'Europa.
"Gheddafi ha fatto questo discorso storico e ha detto che non si puo' pensare di fermare questi movimenti di popolazione, che bisogna governarli - ha osservato D'Alema - Alla fine ha detto che pero' si rende conto che questo problema e' reale, tanto e' vero che oramai anche la Libia ha un numero molto elevato di immigrati, e ci ha fatto gli auguri".
Poi la riunione, o meglio il comizio di Gheddafi sotto un maxi-tendone, la sua passione. I convitati seduti ai tavoli disposti lungo le pareti a rettangolo. Tovaglie verdi, il colore della Libia, lampadari di cristallo, e dietro un podio, il colonnello in veste di predicatore, con tanto di 'aureola' artificiale, un gioco di lampadine e neon che formavano una corona dietro il suo mezzobusto. Lui in lunga tunica sahariana, a righe in tinte color sabbia, il copricapo nero. Ogni tanto un gesto per scacciare le mosche, uniche forme di vita che osavano disturbarlo nel momento solenne.
"E' stato un discorso di carattere storico" ha raccontato dopo D'Alema ai giornalisti. Ma l'assenza di Gheddafi alla Conferenza?
"Gheddafi non prende mai parte ai lavori, non ha nessun incarico di governo - ha ironizzato il titolare della Farnesina - Ha fatto un saluto a tutti i ministri e ai capi delegazione".
L'intervento del colonnello e' stato soprattutto incentrato "sulla storia, sullo schiavismo, sul fatto che le migrazioni dei popoli sono un grande processo naturale, storico" ha riferito D'Alema. "Se non ci fosse stata la liberta' di migrazione - secondo Gheddafi - non ci sarebbero stati gli Stati Uniti perche' gli Usa sono un paese nato dagli immigranti". Anche l'Europa, ha ricordato il leader libico, in fondo e' nata da quelli che si sono trasferiti dall'Asia verso l'Europa.
"Gheddafi ha fatto questo discorso storico e ha detto che non si puo' pensare di fermare questi movimenti di popolazione, che bisogna governarli - ha osservato D'Alema - Alla fine ha detto che pero' si rende conto che questo problema e' reale, tanto e' vero che oramai anche la Libia ha un numero molto elevato di immigrati, e ci ha fatto gli auguri".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti