Licenze Umts: nessun risarcimento a Ipse
Il Consiglio di Stato conferma la revoca della licenza Umts assegnata a Ipse con la gara del 2000 e successivamente ritirata dal ministero delle Comunicazioni dopo che la societa' di tlc non ha mai fatto partire il servizio.
Il Consiglio di Stato, con un altro dispositivo che conferma quanto deciso dal Tar, ha anche detto no alla parte di ricorso di Ipse relativa alla richiesta di poter restituire allo Stato i 5 megahertz di frequenze aggiuntive ottenute dalla societa' in occasione della gara e per le quali e' in sospeso il pagamento di oltre 650 milioni di euro, che quindi adesso dovra' essere effettuato. Ipse, evidentemente, non puo' neanche pretendere il risarcimento danni da 4,5 miliardi di euro chiesto a titolo di restituzione delle somme pagate per l'attribuzione delle frequenze Umts assegnate e di risarcimento per il danno subito dalla revoca della licenza per l'Umts.
I due dispositivi di decisione sono stati emessi dalla Sezione Sesta di Palazzo Spada. Ipse era ricorsa contro il ministero delle Comunicazioni, l'Autorita' per le tlc, il Tesoro, ma aveva chiamato in causa anche gli altri operatori di telefonia mobile Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G.
Il Consiglio di Stato, con un altro dispositivo che conferma quanto deciso dal Tar, ha anche detto no alla parte di ricorso di Ipse relativa alla richiesta di poter restituire allo Stato i 5 megahertz di frequenze aggiuntive ottenute dalla societa' in occasione della gara e per le quali e' in sospeso il pagamento di oltre 650 milioni di euro, che quindi adesso dovra' essere effettuato. Ipse, evidentemente, non puo' neanche pretendere il risarcimento danni da 4,5 miliardi di euro chiesto a titolo di restituzione delle somme pagate per l'attribuzione delle frequenze Umts assegnate e di risarcimento per il danno subito dalla revoca della licenza per l'Umts.
I due dispositivi di decisione sono stati emessi dalla Sezione Sesta di Palazzo Spada. Ipse era ricorsa contro il ministero delle Comunicazioni, l'Autorita' per le tlc, il Tesoro, ma aveva chiamato in causa anche gli altri operatori di telefonia mobile Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G.
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