Lombardia. Ass. Sanita': ministro Turco vuole legalizzare l'eutanasia
Il ministro della Salute Livia Turco 'vorrebbe regolare per legge le azioni del medico per garantire la dignita' del 'fine vita' del paziente'. Lo ha detto ieri l' assessore alla Sanita' della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, che si e' detto contrario a che forme di 'eutanasia siano regolate dalla legge'.
L'assessore lombardo, in particolare, e' critico verso un documento che il ministro Turco ha consegnato all'assessore per le Politiche della Salute della Regione Toscana, Enrico Rossi, nella sua qualita' di coordinatore degli assessori regionali alla sanita' e che lo stesso Rossi ha portato alla discussione, mercoledi' scorso a Roma, in sede di Conferenza Stato-Regioni.
'Il documento, che ha come oggetto il miglioramento della sicurezza del sistema sanitario, contiene tantissime violazioni del Titolo V della Costituzione. Questo non e' stato riconosciuto solo dalla Regione Lombardia, ma anche dalla Basilicata, dal Veneto e dall'Emilia Romagna: e' lecito per il ministro definire i principi fondamentali, rientra nella sua facolta', ma non lo e' se sono principi fondamentali che violano il Titolo V della Costituzione, che da' alle Regioni dei poteri ben precisi'. Secondo Bresciani, quelli proposti dal ministro Turco 'invadono gli obiettivi gia' definiti e votati in Regione Lombardia dal Consiglio, che sono l' esecuzione e l'attuazione dei piani regionali'.
L'assessore critica pero' anche un' altra parte del documento, 'quella dove, all'articolo 8, si parla della dignita' del fine-vita' e in cui 'si apre uno scenario estremamente vasto senza definire alcun elemento', scenario che sarebbe stato 'anticipato dalla presentazione vocale del ministro come un orientamento al caso Welby'.
'Ora siccome qui si parla di eutanasia, noi crediamo che non si possa per legge, obbligare i medici a ricorrervi. Secondo me l'eutanasia e' l' interruzione del percorso vitale di un essere umano che non puo' essere regolata in generale, ma ammessa soltanto da un rapporto etico fra malato e medico, per casi specifici. E il medico, se la pratica, se ne deve assumere la responsabilita' perche' di fatto interrompe il processo vitale di un essere umano. La Regione Lombardia e' contrarissima a che si applichi per norma, perche' la norma investe il discorso della comunita', invece l' eutanasia investe un rapporto etico puramente specifico fra paziente e medico. Per quanto mi riguarda - ha concluso Bresciani - io non condivido la pratica eutanasica. Ma questo e' una valutazione mia, come medico, e personale'.
L'assessore lombardo, in particolare, e' critico verso un documento che il ministro Turco ha consegnato all'assessore per le Politiche della Salute della Regione Toscana, Enrico Rossi, nella sua qualita' di coordinatore degli assessori regionali alla sanita' e che lo stesso Rossi ha portato alla discussione, mercoledi' scorso a Roma, in sede di Conferenza Stato-Regioni.
'Il documento, che ha come oggetto il miglioramento della sicurezza del sistema sanitario, contiene tantissime violazioni del Titolo V della Costituzione. Questo non e' stato riconosciuto solo dalla Regione Lombardia, ma anche dalla Basilicata, dal Veneto e dall'Emilia Romagna: e' lecito per il ministro definire i principi fondamentali, rientra nella sua facolta', ma non lo e' se sono principi fondamentali che violano il Titolo V della Costituzione, che da' alle Regioni dei poteri ben precisi'. Secondo Bresciani, quelli proposti dal ministro Turco 'invadono gli obiettivi gia' definiti e votati in Regione Lombardia dal Consiglio, che sono l' esecuzione e l'attuazione dei piani regionali'.
L'assessore critica pero' anche un' altra parte del documento, 'quella dove, all'articolo 8, si parla della dignita' del fine-vita' e in cui 'si apre uno scenario estremamente vasto senza definire alcun elemento', scenario che sarebbe stato 'anticipato dalla presentazione vocale del ministro come un orientamento al caso Welby'.
'Ora siccome qui si parla di eutanasia, noi crediamo che non si possa per legge, obbligare i medici a ricorrervi. Secondo me l'eutanasia e' l' interruzione del percorso vitale di un essere umano che non puo' essere regolata in generale, ma ammessa soltanto da un rapporto etico fra malato e medico, per casi specifici. E il medico, se la pratica, se ne deve assumere la responsabilita' perche' di fatto interrompe il processo vitale di un essere umano. La Regione Lombardia e' contrarissima a che si applichi per norma, perche' la norma investe il discorso della comunita', invece l' eutanasia investe un rapporto etico puramente specifico fra paziente e medico. Per quanto mi riguarda - ha concluso Bresciani - io non condivido la pratica eutanasica. Ma questo e' una valutazione mia, come medico, e personale'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti