Lunedì 8 giugno 2026
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Lotta alla droga. Presidente Duterte conferma il suo impegno: occhio per occhio e dente per dente

ASIA - FILIPPINE
Notizia ·
Il presidente filippino Rodriguo Duterte si e’ impegnato oggi 24 luglio a continuare anche oltre il tempo necessario nella sua sanguinosa “war on drugs”, ed ha difeso la reintroduzione della pena di morte come risposta ai crimini.
Il capo di Stato ha dedicato una larga parte del suo discorso annuale sullo stato della Nazione alla sua politica contro il traffico di stupefacenti che, pur se molto criticata da alcuni Paesi stranieri, e' molto popolare tra la popolazione delle Filippine.
“Qualunque sia il tempo che ci vorra’, la lotta contro le droghe illegali continuera’ perche’ esse sono causa di tanto male e sofferenza”, ha dichiarato il presidente ai parlamentari delle due Camere.
“La lotta sara’ implacabile a discapito delle pressioni internazionali e locali, la lotta non cessera’ fino a che le persone che ne sono coinvolte non si fermeranno, devono fermarsi perche’ l’alternativa e’ la prigione o l’inferno”.
Duterte e’ stato eletto nella primavera del 2016 promettendo di uccidere decine di migliaia di trafficanti di droga. Dopo che e’ entrato in carica, il 30 giugno 2016, la polizia ha ucciso circa 3.200 persone nella sua lotta contro gli stupefacenti.
Diverse migliaia di persone sono morte per crimini legati agli stupefacenti, secondo i dati della polizia. Alcune organizzazioni di difesa dei diritti dell’Uomo hanno rilevato che numerose sono state le vittime da parte delle milizie vicine al governo.
Il presidente ha ugualmente esortato i parlamentari a ristabilire la pena di morte.
“Domando al Congresso di agire sulla legislazione per ristabilire la pena di morte contro i crimini odiosi, in particolare quelli che sono legati al traffico di droghe”, ha detto Duterte.
Ha spiegato che la pena di morte e’ una questione di punizione e di dissuasione.
“Nelle Filippine e’ veramente un questione di ‘occhio per occhio e dente per dente’. Voi prendete una strada e dovete pagare morendo. Il solo metodo e’ di rendergli altrettanto”.
Il Senato deve ancora votare il testo che ristabilisce la pena di morte, che invece e’ gia’ stato approvato dalla Camera dei rappresentanti.
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