Domenica 7 giugno 2026
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Lotta alla droga. Presidente Santos: e' necessario un nuovo approccio

AMERICHE - COLOMBIA
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Non ha parlato direttamente di legalizzazione del consumo degli stupefacenti, ma ci è mancato poco. Juan Manuel Santos, presidente della Colombia, principale paese esportatore di cocaina, ha chiesto un "nuovo approccio" a livello mondiale per affrontare il problema della droga perché, ha detto, dopo oltre mezzo secolo di "guerra al narcotraffico" non si è arrivati a sconfiggerlo. Per annunciare la sua nuova posizione, Santos ha scelto la Conferenza internazionale sul controllo della droga, apertasi ieri a Cartagena de Indias. Qui - ha ricordato - 54 anni fa, con la firma della Convenzione Onu sugli stupefacenti "il mondo ha iniziato una guerra che non è ancora stata vinta", con "risultati senza dubbio importanti, ma insufficienti". "Noi abbiamo bisogno, e quando dico noi intendo il mondo intero, di un nuovo approccio per affrontare il problema della droga, che sia il risultato di una discussione rigorosa, in base a prove certe, condotta da esperti e soprattutto libera da ogni pregiudizio politico o ideologico", ha detto il presidente colombiano. Santos è andato anche oltre, sottolineando che in questo confronto globale "gli esperti e i scienziati devono chiarire se la decriminalizzazione o la regolamentazione del consumo di droga potrebbero avere effetti positivi, negativi o neutri". Pur indicando che la Colombia "non intende agire in modo unilaterale", Santos ha detto che il suo governo intende modulare la sua azione per colpire "ognuno degli anelli della catena del narcotraffico in modo differenziato", concentrandosi sul "legame esistente fra droga e circuiti finanziari, per prevenire l'arrivo di denaro sporco nel sistema economico". "Cosa otteniamo mettendo in prigione i contadini coltivatori e i consumatori di droga?", si è chiesto il presidente colombiano. E ha aggiunto: "Come faccio ad andare da un contadino che semina coca o marijuana per dirgli che lo mando in galera, quando in vari paesi del mondo e in vari stati degli Usa la droga è sempre più tollerata?". La presa di posizione di Santos segue quella di suoi ex colleghi presidenti latinoamericani - il messicano Ernesto Zedillo, il brasiliano Fernando Henrique Cardoso e il colombiano Cesar Gaviria - che chiedono "l'imposizione di ogni tipo di restrizione e limiti alla commercializzazione, alla propaganda e al consumo della droga, senza però renderla illegale". Anche il progetto di regolamentazione e produzione statale della marijuana lanciato in Uruguay dall'ex presidente José "Pepe" Mujica è stato pensato in base allo stesso ragionamento. Santos ha ammesso che "non ho la risposta perfetta" per il problema della droga, aggiungendo però che "sì, sono sicuro che bisogna essere più efficaci", perché "nessuno vuole più morti, più violenza, più consumo e più criminali che si arricchiscono con il narcotraffico". Dopo aver ricordato il prezzo "troppo alto" pagato dalla Colombia nella guerra contro i narcos - "abbiamo pagato con la vita e il sangue di alcuni dei nostri migliori magistrati, dei nostri migliori giornalisti, soldati e dirigenti politici" - Santos ha concluso osservando che "ora dobbiamo metterci d'accordo a livello mondiale su cosa faremo" per sconfiggere la droga.
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