Lotta narcotraffico. Incontro Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia
Il ministro degli Esteri argentino Jorge Faurie e il ministro della sicurezza Patricia Bullrich si sono incontrati con gli ambasciatori di Brasile, Paraguay e Uruguay e con il ministro Consigliere della sede diplomatica della Bolivia per discutere con loro di nuove misure contro il traffico illecito di narcotici. "Faurie e Bullrich hanno diretto un incontro di lavoro con gli ambasciatori dei paesi membri del Parana'-Paraguay Waterway", ha detto il ministero degli Esteri argentino in una dichiarazione. Buenos Aires ha proposto diverse iniziative per controllare i carichi che attraversano il corso d'acqua, un sistema fluviale condiviso da Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay. Per il prossimo decennio, i carichi trasportati attraverso la via navigabile passeranno da 25 a 50 milioni di tonnellate, il che "mette in primo piano la necessita' di coordinare le azioni di sicurezza per garantire il normale sviluppo della navigazione e del commercio", ha preso atto del governo argentino. I rappresentanti dei ministeri della sicurezza delle cinque nazioni si incontreranno di nuovo a Buenos Aires in una data non ancora definita per adottare misure concrete. (
Il presidente colombiano Juan Manuel Santos sara' la settimana prossima in Brasile per un incontro con il suo omologo Michel Temer soprattutto centrato sul dossier Venezela. Santos, riferiscono i media colombiani, arrivera' a Brasilia lunedi' 19 ma incontrera' il capo di stato brasiliano solo martedi'. Secondo le prime indicazioni fornite dall'ufficio di presidenza, i colloqui potrebbero incentrarsi soprattutto sulla gestione dell'emergenza dei migranti venezuelani in fuga dalla crisi. E' inoltre prevista la partecipazione a un seminario di opportunita' commerciali ed economiche organizzato dalla Agenzia brasiliana di promozione di esportazioni e investimenti (Apex). Tanto Brasile quanto Colombia sono parte di uno schieramento di paesi molto critici nei confronti del governo venezuelano di Nicolas Maduro.
Il Brasile ha di recente adottato misure di sicurezza sul confine con la Colombia per gestire l'aumento di fenomeni di delinquenza. Il governo ha annunciato l'invio di altri 2.120 nuovi soldati e poliziotti da distribuire sulla linea di frontiera. "Soldati di terra, mare e aria che dovranno potenziare il controllo sui valichi e intensificare la lotta contro il crimine organizzato che tende a rafforzarsi". In totale saranno circa tremila gli effettivi totali dispiegati al presidio del confine con il paese vicino. Ma nessuna chiusura delle frontiere, ha avvertito il sindaco di Cucuta Cesar Rojas Ayala, tra i primi a lanciare l'allarme a inizio gennaio e ad invocare l'intervento delle autorita' centrali. "Siamo stati chiari nel segnalare che la frontiera deve rimanere aperta. Cio' che dobbiamo fare e' organizzarci internamente per risolvere un problema in crescita", ha detto il primo cittadino. Il governo ha quindi disposto lo stanziamento dell'equivalente di 285 mila euro per programmi destinati alla creazione di posti di lavoro nella zona.
L'emergenza migratoria dal Venezuela e il rafforzamento della cooperazione nella lotta al narcotraffico sono anche stati temi trattati nel corso di un incontro avuto a febbraio a Brasilia tra i ministri degli Esteri di Colombia e Brasile, Maria Angela Holguin e Aloysio Nunes. "L'obiettivo che abbiamo entrambi e' di tenere le porte aperte, aiutare i venezuelani che stanno migrando in circostanze difficili", ha detto Holguin nella conferenza stampa rilanciata da "Caracol". "Ognuno fara' la sua parte, ma facciamo in modo che possano stare in un paese che li accolga, che dia oro le condizioni per poter vivere tranquilli", ha aggiunto la ministro colombiana. Nunes, aggiunge la testata, ha da parte sua insistito sulla necessita' di rafforzare la cooperazione per fare fronte a quella che definisce una vera e propria "emergenza".
(agenzia stampa Nova)
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