Domenica 7 giugno 2026
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Lotta traffico droghe. Coordinamento Colombia-Usa

AMERICHE
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Gli Stati Uniti affronteranno il traffico di droga in modo coordinato per bloccarne la produzione, lavorazione, il trasporto e la vendita. Lo ha detto il sottosegretario di stato Usa Thomas Shannon, in visita ufficiale in Colombia fino a sabato 3 marzo. Intervistato dalla radio colombiana "W", Shannon si e' detto consapevole che il narcotraffico "non scomparira' da un giorno all'altro", ma che e' necessario "continuare ad affrontarlo". Impegnato in un tour del Sudamerica mirato a sviluppare relazioni e a sostenere politiche di sicurezza, Shannon ha assicurato che la Colombia ha ottenuto "successi senza precedenti" contro il terrorismo e il traffico di droga, e che il Paese ha una grande capacita' di integrare e cooperare con altre realta'. Da questo punto di vista, ha detto il funzionario, la relazione con gli Stati Uniti e' solida.
Funzionario storico delle relazioni Usa con l'America Latina, Shannon ha detto a "Radio W" di provare "grande ammirazione" per la Colombia, per la capacita' del popolo colombiano di non arrendersi al terrorismo e alla criminalita'. Sono consapevole, ha detto nell'intervista, che questo Paese ha partecipato alla trasformazione delle Americhe sia nelle liberta' umane sia nello sviluppo del libero mercato e della democrazia. Una cosa, ha aggiunto, che lo riempie di orgoglio. Sul Venezuela, Shannon ha affermato che e' importante che i Paesi vicini comprendano la crisi del Paese per trovare una soluzione politica e non militare. "Non ci sara' mai un intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela, e' una questione che i venezuelani devono risolvere da soli". Il diplomatico ha anche detto che il suo Paese sta lavorando per vedere quali risorse possono essere assegnate ai Paesi vicini al Venezuela, come la Colombia, Paesi che si stanno impegnando per alleviare la crisi umanitaria e ne sopportano il peso economico.
L'agenda di incontri internazionali che la Colombia ha imbastito per promuovere una lotta comune al narcotraffico con i Paesi vicini e' del resto stata particolarmente attiva dall'inizio dell'anno. Ad incrementare i programmi di cooperazione in sicurezza anche l'attentato, attribuito alla criminalita' della droga, sul confine colombiano-ecuadoriano e responsabile di 28 feriti. Al vertice sulla sicurezza che si e' tenuto a Pereira (Colombia) fra Bogota' e Quito i rispettivi ministeri della Difesa hanno concordato di aumentare la collaborazione fra i due Paesi. Colombia ed Ecuador sono corresponsabili della situazione di traffico di droga e criminalita' che esiste alla frontiera fra i due Paesi, ha detto il ministro della Difesa ecuadoriano Patricio Zambrano."Il governo ecuadoriano continuera' a collaborare affinche' questa lotta contro il traffico di droga e la criminalita' transnazionale sia una lotta per tutti", ha dichiarato Zambrano, ribadendo che il suo Paese "non si fara' intimidire e fara' il possibile per proteggere i suoi cittadini".
Zambrano ha sostenuto che e' fondamentale per gli Stati "nutrire un sentimento di corresponsabilita' nei confronti dei loro concittadini", sentimento che "serve a rafforzare la presenza dello Stato, qualcosa che per noi e' fondamentale" nella coordinazione delle azioni di lotta al narcotraffico e al crimine organizzato. I due Paesi hanno concordato di rafforzare la sicurezza del loro confine comune con 10mila effettivi delle Forze dell'ordine, al fine di "neutralizzare le azioni violente e garantire la sicurezza della popolazione dell'area di confluenza". Il ministro della Difesa colombiano Luis Carlos Villegas ha detto che queste nuove truppe "garantiranno la sicurezza di questa zona di confine", e affermato che la presenza coordinata di forze di polizia e dell'esercito colombiane ed ecuadoriane "sta cominciando a dare i primi risultati", migliorando la situazione di violenza ad esempio a Tumaco".
Nuovi impegni sulla strategia di contrasto alle droghe e l'allarme sulla situazione in Venezuela sono stati anche i punti principali della tappa colombiana del segretario di stato Usa Rex Tillerson, che ai primi di febbraio ha effettuato un viaggio di una settimana in Messico, Argentina, Peru', Colombia e Giamaica. Nell'incontro tenuto con Tillerson il presidente Juan Manuel Santos ha assicurato che la Colombia intende portare a compimento entro il 2018 lo sradicamento di 115mila ettari di coltivazioni illecite, che si aggiungono ai 90mila ettari nei quali grazie a un accordo raggiunto con 124mila famiglie, si procedera' alla sostituzione di semine illecite con altre legali. Il tema e' particolarmente sentito nell'agenda bilaterale: Washington mantiene alta l'attenzione sulla capacita' di Bogota' di contrastare produzione e traffico di stupefacenti, che rivendica gli sforzi fatti e ricorda il peso della domanda di droghe proveniente dal mercato statunitense.
Il tema rimane caldo anche per l'annuncio fatto recentemente dal presidente Usa Donald Trump, che ha chiesto di "bloccare gli aiuti" ai Paesi che sono stati individuati dalla dogana statunitense come responsabili di "scaricare droghe negli Usa": fra questi spiccano Colombia e Peru', per droghe provenienti principalmente da Messico e Centroamerica. Secondo Tillerson, Washington sta investendo attualmente 1 miliardo di dollari nella lotta al narcotraffico. Su questo punto il diplomatico ha detto che gli Stati Uniti hanno avuto un "dialogo chiaro" sulla situazione della droga con il Messico, prima tappa del suo tour in America Latina. "Gli Stati Uniti devono riconoscere che siamo il piu' grande consumatore di droghe illecite e dobbiamo iniziare a lavorare su questo problema", ha detto.
Se al Guatemala Washington ha inviato con Tillerson un chiaro messaggio di "aumentare gli sforzi" nello smantellamento delle strutture criminali del traffico di droga, con il fermo invito a "rivedere il sistema giudiziario" per rendere piu' efficienti le leggi in materia, piu' collaborativa la posizione statunitense con il Peru'. Gli Usa intendono "lavorare con il Peru' per combattere" i traffici di droga, persone e armi e "stabilire una rete in tutto il continente per condividere informazioni sulle organizzazioni criminali", ha detto Tillerson a Lima, per essere in grado di perseguirle e bloccare la loro azione. Nell'incontro tenuto con il ministro degli Esteri peruviano Cayetana Aljovin, Tillerson ha sostenuto che "gli Stati Uniti sono vittima del flusso di droghe verso le loro frontiere", ma che "i Paesi in cui queste sostanze sono smerciate o dove le organizzazioni svolgono attivita' per spostarle soffrono allo stesso modo". Aljovin ha osservato che e' necessario combattere "questo flagello" che e' penetrato in tutte le regioni dell'America Latina.
(agenzia Nova)
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