Lucciole e alghe per pedinare le staminali
Un insolito "scudo protettivo" a base di alghe e luminescenza, simile a quella prodotta dalle lucciole, potrebbe rappresentare la chiave per verificare l'efficacia del trapianto delle cellule staminali in pazienti con gravi malattie vascolari periferiche. La novità arriva da una ricerca condotta da un team di veterinari e radiologi della Johns Hopkins University, nel corso della quale è stato monitorato il "cammino" delle cellule staminali iniettate in conigli con problemi di ostruzione arteriosa.
Ostruzione vascolare - Le malattie vascolari periferiche sono patologie croniche che, provocando la riduzione della circolazione sanguigna negli arti, possono portare all'amputazione di gambe e braccia, o addirittura alla morte. Anche se molti casi di ostruzione arteriosa possono essere trattati attraverso interventi di angioplastica o mediante l'impianto di stent, per alcuni pazienti questi "classici" trattamenti non sono praticabili.
Iniezione di staminali - In molti laboratori, quindi, si sta ora sperimentando l`uso di cellule staminali in grado di ricostruire nuovi vasi sanguigni, che sostituiscono quelli "soffocati" dalla formazione di placche che ostruiscono il flusso. Finora il principale ostacolo all'efficacia di questa tecnica è stata l'impossibilità di verificare quale strada seguissero le cellule nel percorso di riparazione. Le tradizionali tecniche che "marcano" gli elementi con mezzi di contrasto, infatti, potrebbero rivelarsi molto tossiche per le staminali.
La ricerca - Per superare ogni possibile attacco da parte del sistema immunitario, i ricercatori della Johns Hopkins hanno quindi iniettato nei conigli cellule staminali mascherate con un particolare "scudo" costituito di alghe marine. All'interno di questo scudo, poi, sono stati inseriti mezzi di contrasto a base di raggi X e nelle cellule lo stesso enzima che permette la bioluminescenza delle lucciole nelle ore notturne. Questo enzima, spiegano gli esperti, risulta altamente visibile in numerose tecniche di imaging biomedico, permettendo quindi di "tracciare" l'efficacia del cammino delle staminali.
"Una volta ingannato il sistema immunitario ricoprendo le staminali di alghe - racconta L. Dara Kraitchman, professore associato di radiologia alla Johns Hopkins - abbiamo trovato anche il modo di sapere se le cellule staminali fossero giunte a destinazione in vita. Attraverso l'angiografia a raggi X siamo riusciti infatti vedere se di notte le cellule si illuminavano, come le lucciole d'estate. Se emettevano luce, quindi, eravamo in grado di sapere che le staminali erano ancora in vita". (Il Sole 24 Ore)
Ostruzione vascolare - Le malattie vascolari periferiche sono patologie croniche che, provocando la riduzione della circolazione sanguigna negli arti, possono portare all'amputazione di gambe e braccia, o addirittura alla morte. Anche se molti casi di ostruzione arteriosa possono essere trattati attraverso interventi di angioplastica o mediante l'impianto di stent, per alcuni pazienti questi "classici" trattamenti non sono praticabili.
Iniezione di staminali - In molti laboratori, quindi, si sta ora sperimentando l`uso di cellule staminali in grado di ricostruire nuovi vasi sanguigni, che sostituiscono quelli "soffocati" dalla formazione di placche che ostruiscono il flusso. Finora il principale ostacolo all'efficacia di questa tecnica è stata l'impossibilità di verificare quale strada seguissero le cellule nel percorso di riparazione. Le tradizionali tecniche che "marcano" gli elementi con mezzi di contrasto, infatti, potrebbero rivelarsi molto tossiche per le staminali.
La ricerca - Per superare ogni possibile attacco da parte del sistema immunitario, i ricercatori della Johns Hopkins hanno quindi iniettato nei conigli cellule staminali mascherate con un particolare "scudo" costituito di alghe marine. All'interno di questo scudo, poi, sono stati inseriti mezzi di contrasto a base di raggi X e nelle cellule lo stesso enzima che permette la bioluminescenza delle lucciole nelle ore notturne. Questo enzima, spiegano gli esperti, risulta altamente visibile in numerose tecniche di imaging biomedico, permettendo quindi di "tracciare" l'efficacia del cammino delle staminali.
"Una volta ingannato il sistema immunitario ricoprendo le staminali di alghe - racconta L. Dara Kraitchman, professore associato di radiologia alla Johns Hopkins - abbiamo trovato anche il modo di sapere se le cellule staminali fossero giunte a destinazione in vita. Attraverso l'angiografia a raggi X siamo riusciti infatti vedere se di notte le cellule si illuminavano, come le lucciole d'estate. Se emettevano luce, quindi, eravamo in grado di sapere che le staminali erano ancora in vita". (Il Sole 24 Ore)
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