Macchina per cercare ovuli nei muli umani... non funziona
Il «superwc» c’è, ma non funziona. È costato 12 mila euro, è piazzato nel carcere «Lorusso-Cutugno» e ha un gemello al Cto. L’obiettivo: filtrare gli «ovuli» di droga dalle feci dei detenuti, recuperando così elementi di prova. «Un passo avanti per la sicurezza e la salute, ma anche per restituire professionalità alla polizia penitenziaria» aveva detto il direttore del carcere Giuseppe Forte, in occasione della presentazione dell’apparecchiatura, avvenuta due settimane fa. Spiegando che il «superwc» era in funzione da un mese.
Peccato che il prodigio della tecnica non funzioni. E all’epoca della conferenza stampa, le segnalazioni alla direzione del carcere erano già arrivate dagli stessi agenti di polizia penitenziaria. Con ogni probabilità, il problema è legato ai getti d’acqua che dovrebbero servire a separare gli «ovuli» dalle feci. Troppo deboli, forse è una questione di pressione dell’acqua. Comunque sia, il risultato è che l’apparecchiatura non funziona. Ma è stata presentata lo stesso ai media come operativa.
Troppo facile ironizzare sui 12 mila euro buttati nel «superwc», anche perché sarebbe ingiusto: un’apparecchiatura del tutto simile è stata installata nell’aeroporto di Malpensa. E funziona. Lo stesso pare che valga per quella sistemata al Cto e per le decine di «gemelle» piazzate negli aeroporti di mezzo mondo.
Quando hanno visto arrivare il «superwc», gli agenti di polizia penitenziaria avevano tirato un sospiro di sollievo. Speravano di poter accantonare il ricordo di quelle ore trascorse a rimestare negli escrementi dei detenuti, rischiando malattie di ogni tipo. Ironia della sorte, l’apparecchiatura è nella stessa stanza dove c’era il vecchio impianto, una sorta di grande cestello-setaccio dove svolgere l’operazione a mano. Ritrovarsi con l’apparecchiatura in avarìa davanti agli occhi suona come una beffa. «Ormai l’amministrazione penitenziaria è talmente maleodorante in termini organizzativi e di funzionalità che continua a costringere i poliziotti penitenziari anche a mettere le mani nelle feci altrui. È davvero troppo» tuonano il segretario generale Osapp Leo Beneduci e il suo vice Gerardo Romano.
Peccato che il prodigio della tecnica non funzioni. E all’epoca della conferenza stampa, le segnalazioni alla direzione del carcere erano già arrivate dagli stessi agenti di polizia penitenziaria. Con ogni probabilità, il problema è legato ai getti d’acqua che dovrebbero servire a separare gli «ovuli» dalle feci. Troppo deboli, forse è una questione di pressione dell’acqua. Comunque sia, il risultato è che l’apparecchiatura non funziona. Ma è stata presentata lo stesso ai media come operativa.
Troppo facile ironizzare sui 12 mila euro buttati nel «superwc», anche perché sarebbe ingiusto: un’apparecchiatura del tutto simile è stata installata nell’aeroporto di Malpensa. E funziona. Lo stesso pare che valga per quella sistemata al Cto e per le decine di «gemelle» piazzate negli aeroporti di mezzo mondo.
Quando hanno visto arrivare il «superwc», gli agenti di polizia penitenziaria avevano tirato un sospiro di sollievo. Speravano di poter accantonare il ricordo di quelle ore trascorse a rimestare negli escrementi dei detenuti, rischiando malattie di ogni tipo. Ironia della sorte, l’apparecchiatura è nella stessa stanza dove c’era il vecchio impianto, una sorta di grande cestello-setaccio dove svolgere l’operazione a mano. Ritrovarsi con l’apparecchiatura in avarìa davanti agli occhi suona come una beffa. «Ormai l’amministrazione penitenziaria è talmente maleodorante in termini organizzativi e di funzionalità che continua a costringere i poliziotti penitenziari anche a mettere le mani nelle feci altrui. È davvero troppo» tuonano il segretario generale Osapp Leo Beneduci e il suo vice Gerardo Romano.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti