Macerata, incontro cattolici su testamento biologico
L'eutanasia, il testamento biologico e l'accanimento terapeutico saranno i temi al centro di un dibattito giuridico, medico e etico in programma il 21 febbraio al Teatro comunale di Pollenza (Macerata).
Organizzato dal Comune in collaborazione con l'Associazione Scienza e vita, l'appuntamento ospitera' un confronto fra Giovanni Borroni, anestesista rianimatore dell'Ospedale di Macerata, Pia Francesca Tomassini, assessore comunale ai servizi sociali, il procuratore della Repubblica Mario Paciaroni, Antonio Gioacchino Spagnolo, docente di bioetica alla Facolta' di Scienze della formazione e membro del Comitato direttivo del Centro di ateneo di Bioetica dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore, e il vescovo di Macerata Claudio Giuliodori.
'Il testamento biologico, di cui tanto si parla in questi ultimi mesi anche nel nostro Paese -sostiene il professor Spagnolo- si riferisce alla possibilita' da parte di un paziente di indicare per iscritto, prima di morire, quali interventi voglia o non voglia ricevere. Nella pratica, il testamento biologico risulta o inutile, perche' un medico dovrebbe sapere quando fermarsi ed evitare l'accanimento terapeutico; o inattuale, perche' la situazione ipotizzata, quando si era coscienti, puo' manifestarsi in modo diverso da come la si immaginava'.
Ad avviso del docente, 'piu' che di testamenti biologici avremmo bisogno dunque di dichiarazioni dei medici che si impegnino a rispettare la dignita' dei pazienti evitando sia l'accanimento terapeutico sia l'eutanasia'.
Organizzato dal Comune in collaborazione con l'Associazione Scienza e vita, l'appuntamento ospitera' un confronto fra Giovanni Borroni, anestesista rianimatore dell'Ospedale di Macerata, Pia Francesca Tomassini, assessore comunale ai servizi sociali, il procuratore della Repubblica Mario Paciaroni, Antonio Gioacchino Spagnolo, docente di bioetica alla Facolta' di Scienze della formazione e membro del Comitato direttivo del Centro di ateneo di Bioetica dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore, e il vescovo di Macerata Claudio Giuliodori.
'Il testamento biologico, di cui tanto si parla in questi ultimi mesi anche nel nostro Paese -sostiene il professor Spagnolo- si riferisce alla possibilita' da parte di un paziente di indicare per iscritto, prima di morire, quali interventi voglia o non voglia ricevere. Nella pratica, il testamento biologico risulta o inutile, perche' un medico dovrebbe sapere quando fermarsi ed evitare l'accanimento terapeutico; o inattuale, perche' la situazione ipotizzata, quando si era coscienti, puo' manifestarsi in modo diverso da come la si immaginava'.
Ad avviso del docente, 'piu' che di testamenti biologici avremmo bisogno dunque di dichiarazioni dei medici che si impegnino a rispettare la dignita' dei pazienti evitando sia l'accanimento terapeutico sia l'eutanasia'.
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