Madrid. Si sperimenta un nuovo trattamento per eroinomani
La Comunidad di Madrid avviera' un esperimento di somministrazione di buprenorfina (finora usato come analgesico) agli eroinomani che non tollerano il trattamento metadonico. Se in Francia sono 55.000 i tossicodipendenti curati con questo sostitutivo oppiaceo, Madrid sara' la prima comunita' spagnola a usarlo dopo averne sperimentata l'efficacia su un primo gruppo di quaranta soggetti.
L'iniziativa si giustifica con il fatto che circa il 5% dei 9.000 tossici madrileni trattati con il metadone lo tollera male. Alcuni lo metabolizzano troppo in fretta, altri producono anticorpi; inoltre, nel trattamento contro l'Hiv possono sorgere delle interazioni negative tra metadone e antiretrovirali. La buprenorfina potrebbe quindi costituire un'alternativa valida per tutti costoro. Esponenti del Governo regionale hanno spiegato che potrebbe essere somministrata a 200-300 persone l'anno. "Per la maggioranza dei pazienti il metadone e' piu' efficace poiche' ha un effetto sedativo che li induce a continuare la cura. La buprenorfina sarebbe percio' una seconda opzione per coloro che falliscono con il metadone".
Tornando all'esperimento, esso e' consistito nel fornire per sei mesi 8-10 milligrammi della sostanza (come analgesico ne bastano 0,2) ai 40 eroinomani, 7 dei quali erano ancora in pieno consumo di droghe e 33 seguivano programmi con il metadone ma senza risultato. Al termine della prova, il 95% ha continuato con il trattamento, due lo hanno abbandonato e uno si e' disintossicato. Se all'inizio del programma il 22% consumava eroina, alla fine lo faceva solo il 10%. In quel periodo i pazienti notavano un miglioramento del proprio stato d'animo, soffrivano meno d'insonnia e di spaesamento, provavano piu' autostima, era migliorata anche l'attivita' sessuale e avevano meno voglia di drogarsi. Certo, degli inconvenienti ce ne sono stati. Ad esempio, fino a quando non si e' riusciti ad aggiustare la dose personale, il 12,5% ha sofferto di mal di testa, il 50% d'insonnia e il 2% di acidita'.
L'iniziativa si giustifica con il fatto che circa il 5% dei 9.000 tossici madrileni trattati con il metadone lo tollera male. Alcuni lo metabolizzano troppo in fretta, altri producono anticorpi; inoltre, nel trattamento contro l'Hiv possono sorgere delle interazioni negative tra metadone e antiretrovirali. La buprenorfina potrebbe quindi costituire un'alternativa valida per tutti costoro. Esponenti del Governo regionale hanno spiegato che potrebbe essere somministrata a 200-300 persone l'anno. "Per la maggioranza dei pazienti il metadone e' piu' efficace poiche' ha un effetto sedativo che li induce a continuare la cura. La buprenorfina sarebbe percio' una seconda opzione per coloro che falliscono con il metadone".
Tornando all'esperimento, esso e' consistito nel fornire per sei mesi 8-10 milligrammi della sostanza (come analgesico ne bastano 0,2) ai 40 eroinomani, 7 dei quali erano ancora in pieno consumo di droghe e 33 seguivano programmi con il metadone ma senza risultato. Al termine della prova, il 95% ha continuato con il trattamento, due lo hanno abbandonato e uno si e' disintossicato. Se all'inizio del programma il 22% consumava eroina, alla fine lo faceva solo il 10%. In quel periodo i pazienti notavano un miglioramento del proprio stato d'animo, soffrivano meno d'insonnia e di spaesamento, provavano piu' autostima, era migliorata anche l'attivita' sessuale e avevano meno voglia di drogarsi. Certo, degli inconvenienti ce ne sono stati. Ad esempio, fino a quando non si e' riusciti ad aggiustare la dose personale, il 12,5% ha sofferto di mal di testa, il 50% d'insonnia e il 2% di acidita'.
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