Maggioranza pazienti cure palliative auspica legalizzazione suicidio assistito
Secondo i risultati di un recente studio degli Istituti di ricerca sulla sanita' del Canada (IRSC), pubblicato da U.S. Journal of Health Psychology, il 63% dei pazienti soggetti a cure palliative auspica che il Canada legalizzi l'eutanasia o il suicidio assistito.
Tra il 2001 e il 2003 sono stati interpellati 379 pazienti delle unita' di cure palliative a Saint-Jean de Terre-Neuve, Quebec, Ottawa, Winnipeg, Saskatoon, Edmonton, Kelowna, in Columbia Britannica e Vancouver. Il 40% dichiarava di considerare l'ipotesi di fare domanda di suicidio assistito nel caso in cui lo stato di salute fosse deteriorato fino a raggiungere "lo scenario peggiore". Queste persone spiegavano il loro ragionamento con la preoccupazione di vivere un "dolore impossibile da controllare" e con il conforto che gli sarebbe derivato dal sapere di poter beneficiare di un aiuto per mettere fine ai loro giorni, ha spiegato il dottor Keith Wilson, capo dell'Istituto di ricerca sanitaria di Ottawa. Il 10% di questi riteneva che se fosse stata legalmente disponibile, avrebbero gia' fatto ricorso all'eutanasia, soprattutto in ragione del dolore impossibile da controllare. Ma l'inchiesta ha dimostrato anche che appena il dolore tornava a essere tollerabile, le persone tendevano a cambiare idea. Ventidue partecipanti allo studio (5,8%) dichiararono che se avessero potuto ricorrere all'eutanasia o al suicidio assistito tramite un medico, "essi ne avrebbero fatta richiesta per porre fine ai loro giorni, subito, nelle condizioni attuali". "Per le 22 persone di cui parliamo, non si trattava soltanto del dolore", ha spiegato Wilson. Non sembrava che soffrissero piu' di coloro che non desiderano il suicidio assistito. Ma si sentivano piu' malati e avevano la tendenza a considerarsi piu' deboli. Erano anche piu' facili alla depressione e avevano l'idea d'essere divenuti un fardello per gli altri. Queste persone erano di solito anche meno devote e per lo piu' non di confessione cattolica.
Il Vaticano si oppone all'eutanasia e Papa Benedetto XVI ha parlato spesso dell'importanza di lasciare che la vita umana si concluda in modo "naturale". In Olanda, dove l'eutanasia e' praticata apertamente, il 6%-10% delle persone alle prese con un cancro in stadio avanzato muore in questo modo. Il dottor Wilson aggiunge che e' difficile contestualizzare le cifre, visto che in Canada il suicidio assistito o l'eutanasia non sono ammessi.
Tra il 2001 e il 2003 sono stati interpellati 379 pazienti delle unita' di cure palliative a Saint-Jean de Terre-Neuve, Quebec, Ottawa, Winnipeg, Saskatoon, Edmonton, Kelowna, in Columbia Britannica e Vancouver. Il 40% dichiarava di considerare l'ipotesi di fare domanda di suicidio assistito nel caso in cui lo stato di salute fosse deteriorato fino a raggiungere "lo scenario peggiore". Queste persone spiegavano il loro ragionamento con la preoccupazione di vivere un "dolore impossibile da controllare" e con il conforto che gli sarebbe derivato dal sapere di poter beneficiare di un aiuto per mettere fine ai loro giorni, ha spiegato il dottor Keith Wilson, capo dell'Istituto di ricerca sanitaria di Ottawa. Il 10% di questi riteneva che se fosse stata legalmente disponibile, avrebbero gia' fatto ricorso all'eutanasia, soprattutto in ragione del dolore impossibile da controllare. Ma l'inchiesta ha dimostrato anche che appena il dolore tornava a essere tollerabile, le persone tendevano a cambiare idea. Ventidue partecipanti allo studio (5,8%) dichiararono che se avessero potuto ricorrere all'eutanasia o al suicidio assistito tramite un medico, "essi ne avrebbero fatta richiesta per porre fine ai loro giorni, subito, nelle condizioni attuali". "Per le 22 persone di cui parliamo, non si trattava soltanto del dolore", ha spiegato Wilson. Non sembrava che soffrissero piu' di coloro che non desiderano il suicidio assistito. Ma si sentivano piu' malati e avevano la tendenza a considerarsi piu' deboli. Erano anche piu' facili alla depressione e avevano l'idea d'essere divenuti un fardello per gli altri. Queste persone erano di solito anche meno devote e per lo piu' non di confessione cattolica.
Il Vaticano si oppone all'eutanasia e Papa Benedetto XVI ha parlato spesso dell'importanza di lasciare che la vita umana si concluda in modo "naturale". In Olanda, dove l'eutanasia e' praticata apertamente, il 6%-10% delle persone alle prese con un cancro in stadio avanzato muore in questo modo. Il dottor Wilson aggiunge che e' difficile contestualizzare le cifre, visto che in Canada il suicidio assistito o l'eutanasia non sono ammessi.
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