Lunedì 8 giugno 2026
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La maggioranza va avanti sul reato di clandestinita'. L'Onu: atteggiamenti xenofobi dal Governo italiano. Frattini: l'Onu non parla dell'Italia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' stato un fine settimana difficile per i sostenitori dell'introduzione del reato di clandestinita', previsto in un disegno di legge presentato dal Governo. Un provvedimento che e' ora all'esame del Parlamento, ma che ha gia' attirato critiche inusualmente forti dal Vaticano e dall'Onu. Ieri, l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour, ha parlato di atteggiamenti xenofobi e intolleranti: "Esempi di queste politiche e atteggiamenti sono rappresentati dalla recente decisione del governo italiano di rendere reato l'immigrazione illegale e dai recenti attacchi contro i campi rom a Napoli e Milano".
L'imbarazzo e' forte nella maggioranza di Governo. Lo si intende ad esempio dalle dichiarazione del ministro degli Esteri Franco Frattini, che getta acqua sul fuoco negando che le dichiarazioni dell'Onu si riferiscano alla'Italia. La condanna delle Nazioni Unite non riguarda l'Italia ma 'Francia, Germania, Svezia, Regno Unito. Paesi che gia' hanno un reato di immigrazione clandestina. Per l'Italia non c'e' nessuna condanna perche' da noi l'immigrazione non e' ancora reato', ha ribadito Frattini in un'intervista al Messaggero, aggiungendo comunque che 'se la legge dovesse essere approvata io mi sento in ottima compagnia visto che la norma, che noi non abbiamo ancora, Paesi importanti dell'Unione l'hanno gia' da anni. Forse un quadro comparativo della legislazione europea e non solo sarebbe utile'.   
E se l'opposizione parlamentare ed extraparlamentare chiedono al Governo una riflessione prima di procedere verso l'introduzione del reato, sono molti gli esponenti del Pdl che fanno quadrato intorno al reato di clandestinita'.

COMMENTI

'Ci sono alcuni argomenti, tutti molto semplici e nessuno di grande novita'. Il primo: per carita', nessuno si lamenta se ci sono valutazioni che vengono anche da fuori, ma non e' normale che a livello di organizzazioni internazionali si discuta un disegno di legge con tanta veemenza quando ancora non si tratta di una legge realizzata. Questo, come metodo, fa trasparire una certa frettolosita' nelle valutazioni, per non dire una certa presa di posizione preconcetta. E tutto cio' stupisce, vista l'importanza delle persone che hanno espresso queste valutazioni'. Il ministro della Difesa e reggente di An, Ignazio La Russa, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, risponde cosi' alle critiche dell'Onu e del Vaticano all'inserimento del reato di clandestinita' nel pacchetto sicurezza. 'Seconda cosa - sottolinea La Russa -: non e' ne' l'Onu ne' il Vaticano, ma si tratta di esponenti di rilievo a cui va rispetto ma sono appunto esponenti dell'Onu e del Vaticano. Non c'e' una pronuncia ufficiale. Per quanto riguarda il Vaticano, poi, ha parlato chi si occupa di questi temi e quindi e' quasi un atto dovuto. Certo, si tratta di organismi che giustamente hanno a cuore la sorte delle persone e si tratta di spirito cristiano. Li rispetto, ma hanno compiti diversi rispetto a un governo, che deve pensare anche alla sicurezza e seguire le necessita' dei propri cittadini'. La Russa afferma poi che 'c'e' una cosa che e' la piu' importante di tutte. Ho sentito dire che e' sbagliato sanzionare con la detenzione una violazione amministrativa, questo e' un errore grossolano perche' non si tratta di una violazione amministrativa. Intanto lo decide lo Stato se e' penale o no. E comunque e' davanti agli occhi di tutti che entrare clandestinamente in un Paese, violando le frontiere e senza rispettare nessuna regola (nel maggiore dei casi celando la propria provenienza e la propria identita') e' una violazione in grado di essere definita penale. Ci sono comportamenti meno gravi che sono sanzionati dal codice penale. Come ad esempio la violazione di domicilio, ovvero se una persona si introduce nel giardino di una casa altrui commette un reato. Non si capisce perche' ci sia invece scandalo nel considerare reato e non violazione amministrativa l'introdursi nella casa di tutti gli italiani, che e' appunto l'Italia'. 'Personalmente - annuncia il ministro della Difesa - ho predisposto un emendamento che attenua fortemente il reato di clandestinita' nei confronti delle badanti e anche delle colf. Il Parlamento potra' cambiare questa norma, non e' la parte fondante del pacchetto sicurezza, altrimenti l'avremmo messa nel decreto. Invece e' nel ddl perche' vogliamo verificare con i deputati la stesura definitiva. In punta di principio, cortesemente e con rispetto, respingo al mittente le critiche ci vengono da organismi che sono stati precipitosi e un po' prevenuti nell'esprimere quei giudizi'.    

'Le ripetute prese di posizione della societa' civile e di autorevolissimi organismi internazionali (dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite al Pontificio consiglio dei migranti) confermano un dato che avevamo gia', e subito, denunciato: le norme contenute nella Pdl sull'immigrazione che le destre si apprestano a presentare alle Camere sono sia incivili che inapplicabili'. E' l'opinine di Paolo Ferrero, esponente del Prc ed ex ministro alla Solidarieta' sociale. 'Sulla loro incivilita' - prosegue Ferrero - non c'e' bisogno di aggiungere quanto da altri autorevolmente detto, sulla loro Inapplibicabilita' e' evidente che e' impossibile mettere in galera dai 500 ai 600 mila immigrati irregolari, colpevoli di un'unico reato, quello del presunto ngresso illegale nel nostro Paese. Una norma inapplicabile che costerebbe tra i 50 mila e il milione di euro al giorno e con un grado di ricattibilita' dei lavoratori clandestini e al nero, da parte dei loro datori di lavoro, che sarebbe massimo. Una norma incivile e inapplicabile, dunque, quella che si prospetta - conclude l'esponenete Prc - prefigurando una vera aberrazione del diritto e quello che, tecnicamente, si chiama in un solo modo: stato di polizia'.    

Rispetto per il Vaticano e le sue posizioni, ma la maggioranza non intende recedere dall'intenzione di introdurre il reato di clandestinità. Lo spiega Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl in Senato, intervistato da Affaritaliani.it. "Il problema sarà valutato con tutta la cautela e con tutto il senso di responsabilità in Aula, tenendo conto di tutti i punti di vista", dice Gasparri, spiegando che "già adesso ci sono possibilità di arresto per chi, rientrando in Italia, non adempie all'espulsione. Il reato di immigrazione clandestina poi esiste in numerosi paesi occidentali".  Insomma, Gasparri non ha "alcun dubbio" sulla necessità di introdurre il reato di clandestinità: "Stiamo lavorando rapidamente, al Senato andremo in Aula già nelle prossime settimane. Ora il pacchetto è in fase di discussione in commissione e garantiamo che sforneremo al piú presto il pacchetto sicurezza. Siamo lí proprio per dare sicurezza agli italiani e non per baloccarci in discussioni inutili. Nel rispetto dei regolamenti, saremo quanto piú rapidi gli stessi regolamenti del Senato ci consentiranno". Tornando alla contrarietà del Vaticano al reato, Gasparri spiega: "Io sono cattolico, apostolico e romano, battezzato in San Pietro, e in tutta la mia attività politica tengo conto della mia posizione di cattolico. Non ritengo sia incompatibile con la religione cattolica una posizione di severità nei confronti di chi, a seconda delle norme che andranno declinate con precisione, potesse incorrere in sanzioni penali. Altrimenti, se uno facesse un'interpretazione letterale, non si dovrebbe nemmeno arrestare o condannare nessuno: con il sacerdote basta la Confessione, c'è una penitenza che esonera da altre responsabilità. Ma lo Stato ha delle responsabilità laiche che sono diverse e deve dotarsi di strumenti e di norme. Se poi nel mondo tutti rispettassero alla lettera i Dieci Comandamenti potremmo abrogare tutti i codici penali e civili, c'è scritto tutto. Purtroppo l'umanità è imperfetta e il mondo non è cosí, infatti anche nostro Signore ha previsto l'inferno". Il capogruppo del Pdl a Palazzo Madama spiega: "Abbiamo grande rispetto e valuteremo queste vicende, peró dobbiamo anche mettere ordine nel Paese, come ci chiedono gli elettori, tanti cattolici. Non sono norme vessatorie e poi mi pare che l'espressione sia molto generale e cauta, di cui bisogna tenere conto. Poi, ripeto, nell'altro mondo esiste anche l'inferno; noi non dobbiamo fare l'inferno sulla Terra ma il diritto. Se poi tutta l'umanità rispetterà un giorno i Dieci Comandamenti potremmo abrogare qualsiasi testo".    

'Il futuro e' gia' iniziato ed e' quello di una societa' e di una cultura sempre piu' pluralista. La presenza degli immigrati e' quindi un richiamo per tutti per ricominciare da capo. La strada dell' integrazione e' faticosa ma e' l'unica pienamente umana'. Ha risposto cosi' l'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi alle domande dei giornalisti sul tema dell' immigrazione al suo arrivo allo stadio di San Siro prima dell' incontro con i cresimandi del 2008. La strada da percorrere, secondo il cardinale, e' quella di investire sul futuro, sui piu' giovani. 'Dobbiamo avere fiducia perche' sono proprio i piccoli, gli alunni delle scuole, i ragazzi degli oratori - ha aggiunto - quelli che in termini meno sofisticati affrontano l'incontro, il dialogo e l'amicizia, quindi quella vita comunitaria nel segno della naturalezza, di una capacita' di vedere negli altri non degli avversari ma delle persone uguali a noi con gli stessi diritti'. Secondo il cardinale, nei piu' piccoli infatti non alberga traccia di razzismo 'a meno che non si scatenino nel loro cuore degli istinti non umani - conclude -. Ma i ragazzi sono i primi ad accorgersi che l'altro e' un altro se stesso'. Va quindi rivolta proprio ai piu' piccoli 'una attenzione particolare, che e' un aiuto concreto a quel cammino di integrazione che ci vede tutti quanti giustamente preoccupati ma impegnati'.    

"Credo che le parole pronunciate oggi da monsignor Marchetto e la presa di posizione del rappresentante delle Nazioni Unite Louise Arbour siano molto importanti. Il tema della sicurezza e' uno dei temi fondamentali dell'oggi e la garanzia di sicurezza e' uno dei fondamenti della convivenza civile in una societa' moderna. Misure forti e importanti sono assolutamente necessarie e in Parlamento faremo la nostra parte nell'affrontare la discussione sul pacchetto sicurezza che il governo ci presentera'. Lo afferma la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro.  'Ma e' necessario fare attenzione a non oltrepassare i limiti di convivenza e di umanita' e le parole della Chiesa e delle Nazioni Unite devono servire a tutti da monito. Del resto gia' ieri - sottolinea Finocchiaro - erano venute in tal senso importanti parole da parte del capo dello Stato: e' necessario affrontare il tema della sicurezza con serieta' e civilta'. 'Noi pensiamo che il reato di immigrazione clandestina sia sbagliato. Se la Chiesa e le Nazioni Unite pensano la stessa cosa, forse - conclude la capogruppo del Pd al Senato - e' il caso che la maggioranza compia una riflessione profonda'.    

'Con tutto il rispetto per l'Onu e per Monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti, tuttavia l'Italia non e' un paese a sovranita' limitata, specie su un terreno delicato quale e' l'immigrazione clandestina. Altri paesi, dagli Usa a quelli europei, hanno una legislazione assai dura che comprende il reato di immigrazione clandestina. La questione e' in discussione in Parlamento e non puo' essere svuotata o accantonata per questi pur rispettabili interventi internazionali. Capiamo che a qualcuno - non ci riferiamo ne' all'Onu ne' a Monsignor Marchetto - dispiaccia che possa non esserci piu' in Europa un paese che ne sia il ventre molle su questo terreno spinoso'. Lo afferma il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.    

L'introduzione del reato di immigrazione clandestina 'non era e non e' nel programma di governo' e su questo anche Umberto Bossi era d'accordo. Lo ricorda Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza con delega alla famiglia. 'Quando a suo tempo con Bossi esaminammo la situazione - ricorda Giovanardi - concordammo sul fatto che l'introduzione del reato di ingresso clandestino renderebbe molto piu' difficile risolvere il problema della clandestinita'. Anziche' il respingimento immediato o l'espulsione, si metterebbe in moto un circuito penale con tutto quello che significa. Non solo, per tutti e tre i gradi del processo i clandestini resterebbero in Italia, e solo alla fine verrebbero espulsi esattamente come oggi si fa piu' celermente in via amministrativa'. 'Che poi - osserva il sottosegretario - sia difficile gia' oggi operare le espulsioni, significa che occorre lavorare, per esempio sui Centri di permanenza temporanea. Ma l'introduzione di questo reato non va nella direzione di rendere piu' facile questo lavoro bensi' di complicarlo e di renderlo ingestibile'. 'Non per nulla - ricorda Giovanardi - questo dibattito lo facemmo al tempo della legge Bossi-Fini e il reato non fu introdotto allora. E non per nulla l'apertura della procedura penale per le espulsioni era quello che voleva Rifondazione comunista, ai tempi del pacchetto Amato. Poiche' pero' - aggiunge ottimista Giovanardi - di questo si discutera' alla Camera e al Senato, sono sicuro che prevarra' buon senso'. 'Fermo restando - conclude Giovanardi - trovare una soluzione per le badanti. Parliamo di decine di migliaia di famiglie che rimarrebbero senza assistenza. Dobbiamo fare come con la Bossi-Fini: allora regolarizzammo rapporti di lavoro in essere'.   

'Serve uno sforzo diplomatico e politico di cooperazione. Speriamo ci possa essere una legge ma questa non e' l'unica soluzione. Bisogna cercare di unificare la cooperazione e la lotta all'illegalita''. Lo ha detto il premier spagnolo Jose' Luis Rodriguez Zapatero parlando della questione delle norme sulla sicurezza che l'Italia sta varando, durante una conferenza stampa al vertice della Fao sulla fame nel mondo. Riguardo poi alla questione della norma sul reato di immigrazione clandestina, ha osservato: 'la domanda e': e' efficace? Vedremo. Per ora ritengo che sia opportuno mantenere una debita prudenza'.   

"Il reato di immigrazione clandestina è solo uno slogan con il quale le espulsioni saranno piú difficili". E' l'opinione del leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. "La strada piú efficace e tempestiva - osserva - è quella amministrativa, mentre in questo modo ingolferemo tribunali e carceri rendendo tutto piú complicato".    
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