Malato di sclerosi multipla rischia di morire in carcere
'Nostro figlio non puo' stare in carcere, perche' cosi' morira'. Lo dicono Antonino Sottile, 54 anni, operaio di una fabbrica di laterizi, e Antonina Damiana, casalinga di 48 anni, genitori di Carmelo Sottile, 23 anni di Torregrotta, arrestato quattro anni fa nell'ambito dell'operazione antimafia 'Musco', e affetto da sclerosi multipla.
Per i genitori il regime carcerario non appare compatibile con la cura della grave malattia scoperta nel maggio scorso, mentre il ragazzo si trovava ai domiciliari, quando ha ottenuto dal Tribunale di sorveglianza permessi per i controlli clinici necessari. Poi pero' e' arrivata la sentenza definitiva di condanna a sei anni e dieci mesi di reclusione per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga; con la detenzione gia' scontata, dunque, rimane una pena di due anni e mezzo.
Per l'avvocato Tommaso Calderone, che assiste il detenuto, Carmelo Sottile ha dovuto rinunciare ad alcune sedute di fisioterapia a causa di intoppi dovuti alla gestione carceraria.
Il legale aveva inoltrato al Tribunale di sorveglianza richiesta di commutare il provvedimento restrittivo in carcere in arresti domiciliari; la richiesta e' stata rigettata.
Per i genitori il regime carcerario non appare compatibile con la cura della grave malattia scoperta nel maggio scorso, mentre il ragazzo si trovava ai domiciliari, quando ha ottenuto dal Tribunale di sorveglianza permessi per i controlli clinici necessari. Poi pero' e' arrivata la sentenza definitiva di condanna a sei anni e dieci mesi di reclusione per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga; con la detenzione gia' scontata, dunque, rimane una pena di due anni e mezzo.
Per l'avvocato Tommaso Calderone, che assiste il detenuto, Carmelo Sottile ha dovuto rinunciare ad alcune sedute di fisioterapia a causa di intoppi dovuti alla gestione carceraria.
Il legale aveva inoltrato al Tribunale di sorveglianza richiesta di commutare il provvedimento restrittivo in carcere in arresti domiciliari; la richiesta e' stata rigettata.
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