Malaysia. E' partita la "war on drugs" totale
Dopo 20 anni di lotta alla minaccia della droga, il Paese ha lanciato una guerra senza mezzi termini contro la nuove droghe sintetiche come la "syabu", l'ecstasy e le anfetamine. Secondo il primo ministro Datuk Seri Abdullah Ahmad Badawi, questa guerra deve essere intrapresa ad ogni livello, coinvolgendo anche le organizzazioni non governative e i settori privati, cosi' come i vari leaders della comunita' e i genitori.
La lotta contro la droga e' cominciata gia' dal 1983. "Sono passati venti anni ed e' il momento di rivedere i metodi di lotta contro questa minaccia", ha detto ieri il primo ministro durante il lancio, a livello nazionale, della campagna. "Il Governo ci ha messo 30 anni per combattere la minaccia del comunismo, ma ora dobbiamo lavorare sodo per lottare contro la minaccia della droga".
Abdullah, che e' anche ministro degli Interni, ha detto che i metodi usati fino ad oggi non hanno consentito di raggiungere i risultati sperati, per cui c'e' bisogno di un maggiore sforzo e di un nuovo approccio.
Lo sviluppo delle nuove droghe sintetiche e i crimini ad esso connessi, fanno si' che il 50% dei detenuti sono incarcerati perche' hanno avuto a che fare con queste droghe.
Il primo ministro ha tenuto a ricordare che, se nel 1988 i tossicodipendenti erano 235.500 (circa l'1% della popolazione complessiva), lo scorso anno erano circa 32 mila.
La lotta contro la droga e' cominciata gia' dal 1983. "Sono passati venti anni ed e' il momento di rivedere i metodi di lotta contro questa minaccia", ha detto ieri il primo ministro durante il lancio, a livello nazionale, della campagna. "Il Governo ci ha messo 30 anni per combattere la minaccia del comunismo, ma ora dobbiamo lavorare sodo per lottare contro la minaccia della droga".
Abdullah, che e' anche ministro degli Interni, ha detto che i metodi usati fino ad oggi non hanno consentito di raggiungere i risultati sperati, per cui c'e' bisogno di un maggiore sforzo e di un nuovo approccio.
Lo sviluppo delle nuove droghe sintetiche e i crimini ad esso connessi, fanno si' che il 50% dei detenuti sono incarcerati perche' hanno avuto a che fare con queste droghe.
Il primo ministro ha tenuto a ricordare che, se nel 1988 i tossicodipendenti erano 235.500 (circa l'1% della popolazione complessiva), lo scorso anno erano circa 32 mila.
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