Manganelli al Senato: piu' Cpt. Critiche dall'Associazione nazionale forense
E' 'opportuno' l'adeguamento numerico dei Centri di permanenza temporanea per immigrati (che cambieranno denominazione in Centri di identificazione ed espulsione) 'se si vuole contrastare l'immigrazione clandestina. Aprire la strada ad un vero contrasto dell'immigrazione clandestina, anche attraverso la rimodulazione del numero dei Cpt, e' indispensabile e richiedera' risorse, tempi ed impegno'. E' quanto ha sottolineato il prefetto Antonio Manganelli, capo della polizia, in un'audizione di fronte alle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali del Senato. Manganelli ha ricordato che 'oggi abbiamo bisogno di un nullaosta di convalida del giudice di pace per il trattanimento nei centri e di un nullaosta del giudice competente perche' magari nei confronti di quella persona e' stato attivato un procedimento penale. Si possono trovare -ha proposto Manganelli- dei meccanismi come il 'silenzio-assenso' perche' se il nullaosta del giudice arriva oltre i termini la procedura viene vanificata'. Manganelli, convinto che su questo tema la collaborazione internazionale sia 'fondamentale' sottolinea poi la necessita' di 'evitare che ci sia un uso strumentale delle richieste di asilo' con un 'controllo sul rigore delle corrette istruttorie per la concessione dell'asilo politico, che e' uno degli istituti piu' nobili'.
"Siamo d`accordo con il capo della Polizia Manganelli quando dice che in Italia vige l`assoluta incertezza della pena. Questo è vero anche per il contrasto all`immigrazione clandestina: non servono nuovi reati o riformulazioni di reati esistenti, serve qualcuno che garantisca l`esecuzione delle espulsioni. Ad esempio un reparto di polizia specializzato con il compito di accompagnare alla frontiera i clandestini". E' quanto si legge in una nota dell'Associazione nazionale forense. "Il decreto varato nei giorni scorsi dal governo, ancora una volta, interviene in via d`urgenza sulle norme sostanziali (e il metodo non va bene) e non si preoccupa di garantire in modo efficace l`espulsione dello straniero autore di reati - prosegue la nota -. Valutiamo positivamente le norme di coordinamento della polizia giudiziaria anche se la soluzione migliore sarebbe quella di creare un reparto di polizia specializzata sull`immigrazione clandestina con il compito specifico di gestire e garantire l`espulsione degli stranieri condannati. Essenziale, come ha anche sottolineato Manganelli, rafforzare gli accordi internazionali. Ci risulta, purtroppo, che il ministero degli Esteri non abbia alcuna struttura dedicata ad affrontare la questione". "Preoccupa molto, invece - sottolinea l'associazione -, l`introduzione, immediata e diretta, dei processi per il mancato rispetto dell`ordine del giudice di espulsione. Rischia di paralizzare l`intera macchina giudiziaria, dai Tribunali (notoriamente già ingolfati, in questo momento sono letteralmente bloccati dallo sciopero dei trascrittori) alle carceri (notoriamente sovraffollate). Sui nuovi poteri in materia di misure preventive conferiti ai Procuratori della Repubblica, dobbiamo ribadire che i magistrati in Italia sono pochi e se gli si affidano sempre nuove competenze è assolutamente necessario aumentarne il numero avviando nuovi concorsi". "Infine - si conclude -, sulle norme relative alla guida in stato di ebbrezza e sotto l`effetto di sostanze stupefacenti a giudizio dell`Anf si è scelto di valorizzare l`aspetto punitivo e repressivo dello Stato senza alcun intervento a favore delle persone offese dal reato".
"Siamo d`accordo con il capo della Polizia Manganelli quando dice che in Italia vige l`assoluta incertezza della pena. Questo è vero anche per il contrasto all`immigrazione clandestina: non servono nuovi reati o riformulazioni di reati esistenti, serve qualcuno che garantisca l`esecuzione delle espulsioni. Ad esempio un reparto di polizia specializzato con il compito di accompagnare alla frontiera i clandestini". E' quanto si legge in una nota dell'Associazione nazionale forense. "Il decreto varato nei giorni scorsi dal governo, ancora una volta, interviene in via d`urgenza sulle norme sostanziali (e il metodo non va bene) e non si preoccupa di garantire in modo efficace l`espulsione dello straniero autore di reati - prosegue la nota -. Valutiamo positivamente le norme di coordinamento della polizia giudiziaria anche se la soluzione migliore sarebbe quella di creare un reparto di polizia specializzata sull`immigrazione clandestina con il compito specifico di gestire e garantire l`espulsione degli stranieri condannati. Essenziale, come ha anche sottolineato Manganelli, rafforzare gli accordi internazionali. Ci risulta, purtroppo, che il ministero degli Esteri non abbia alcuna struttura dedicata ad affrontare la questione". "Preoccupa molto, invece - sottolinea l'associazione -, l`introduzione, immediata e diretta, dei processi per il mancato rispetto dell`ordine del giudice di espulsione. Rischia di paralizzare l`intera macchina giudiziaria, dai Tribunali (notoriamente già ingolfati, in questo momento sono letteralmente bloccati dallo sciopero dei trascrittori) alle carceri (notoriamente sovraffollate). Sui nuovi poteri in materia di misure preventive conferiti ai Procuratori della Repubblica, dobbiamo ribadire che i magistrati in Italia sono pochi e se gli si affidano sempre nuove competenze è assolutamente necessario aumentarne il numero avviando nuovi concorsi". "Infine - si conclude -, sulle norme relative alla guida in stato di ebbrezza e sotto l`effetto di sostanze stupefacenti a giudizio dell`Anf si è scelto di valorizzare l`aspetto punitivo e repressivo dello Stato senza alcun intervento a favore delle persone offese dal reato".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti