Domenica 7 giugno 2026
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Manifesti elettorali anche in turco e in arabo

U.E. - OLANDA
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La lingua si sta trasformando in un'insolita protagonista della campagna per le elezioni municipali del 3 marzo in Olanda. Suscita non poche polemiche l'uso del turco e dell'arabo nella propaganda di partito, oltre che dell'inglese e del cinese. Ne è un esempio un manifesto dei socialdemocratici di Rotterdam, scritto completamente in turco; il fatto ha indignato il capolista della città portuale, Dominic Schreier, tanto da indurlo a ordinarne l'immediato ritiro e a parlare di "spiacevole incidente, estraneo alla linea del partito". Geert Wilders, leader populista di destra del Partito della Libertà, definisce la situazione "un patente atto d'ipocrisia". Preoccupati dei cattivi pronostici sulla partecipazione al voto (si calcola che non voterà più del 45% degli aventi diritto, e tra gli immigrati ci si aspetta un 34%), i grandi partiti non si sono espressi sul tema dei manifesti; solo il ministro dell'Integrazione, Eberhart van der Laan, chiede di smetterla con questa polemica. I socialdemocratici, che quattro anni fa hanno ottenuto il 60% dei voti degli immigrati, preferiscono ignorarla: le previsioni del "voto migrante" per il loro partito s'aggirano attorno al 40%, e il loro leader nazionale si sta impegnando molto in questa campagna. 
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