Manifesto Pollastrini-Cuperlo per un Partito Democratico laico
Sono giunte a 150 le adesioni al manifesto per la laicita' nel Pd lanciato dal ministro Barbara Pollastrini e pubblicato oggi sull'Unita'. Oltre a esponenti della societa' civile, il testo ha ricevuto l'adesione di diversi parlamentari, tra cui il dalemiano Gianni Cuperlo, che oggi lo ha inviato via e-mail a molti esponenti ex Ds chiedendo loro di firmarlo.
Il Manifesto ricorda i dibattiti sulla laicita' e su specifici temi (Dico, testamento biologico, omofobia) degli ultimi mesi e sottolinea che tutta la discussione 'accompagna, e per certi versi scandisce, la nascita del Partito Democratico, ne interroga scelte e cultura politica'. Tuttavia, il Manifesto critica 'una sovrapposizione di concetti', poiche' 'si scambia di frequente la richiesta di legittimi diritti civili per tematiche etiche. L'effetto e' che l'estensione arbitraria, o comunque non sufficientemente argomentata, della sfera eticamente sensibile rende piu' confusa la discussione e la ricerca di un approdo condiviso anche dentro il centrosinistra'.
Inoltre, nel testo si esprime preoccupazione per 'la difficolta' del nuovo partito di elaborare sul terreno della cittadinanza, dei diritti e delle responsabilita' del singolo, una chiave indispensabile della propria identita'. Il che non equivale all'imposizione di un unico punto di vista su questioni complesse, ma esige appunto un chiarimento sul significato di termini decisivi per il vocabolario e l'azione del Pd, e dunque per la sua idea di progresso e modernita'', come 'i diritti umani e civili, il valore della Persona, la sua liberta' e responsabilita', l'autonomia femminile, l'indipendenza e lo spirito di cautela della scienza, la cittadinanza piena e il contrasto a ogni forma di discriminazione, sia essa di origine etnica, di genere, di appartenenza religiosa o culturale, di orientamento sessuale'.
Il manifesto si conclude preannunciando su questi temi un'iniziativa, lasciandosi un margine di scelta: 'Non sappiamo se si trattera' di un forum, di una associazione o di altro. Ma e' comunque sulla base di un'esigenza di confronto, approfondimento e chiarezza che abbiamo deciso di promuovere un primo incontro su questi temi e sul percorso da avviare'.
Incontro che si sta organizzando per i primi di marzo.
Oggi le firme, che sull'Unita', erano a quota 95, hanno raggiunto il numero di 150, annoverando le adesioni soprattutto tra la societa' civile (come i professori Giorgio Marinucci o Giovanni Del Rio).
Ma anche nel mondo politico. Gianni Cuperlo, che e' stato nello staff di Massimo D'Alema a Palazzo Chigi, ha inviato l'appello a molti ex compagni. Tra cui anche a Fabio Nicolucci (ex segretario della sezione Ds di via dei Giubbonari a Roma), che nel suo sito ha reso noto questa iniziativa di Cuperlo. Ma noi democratici abbiamo un futuro solo se sapremo superare questa paura dell'ignoto, e varcare le colonne d'Ercole del conosciuto (in senso politico). Peraltro, Nicolucci esprime riserve sull'appello perche' 'involontariamente rischia di confermare vecchie diffidenze e di alzare muri che impediranno o renderanno piu' ardua una nuova e piu' alta sintesi'.
'Condivido l'appello pubblicato oggi dal quotidiano l'Unita' intitolato 'Laicita', nuovo civismo e valore della persona'. Lo afferma la senatrice del Partito democratico Anna Maria Carloni.
'Sono temi sui quali da tempo ho caratterizzato il mio impegno politico e parlamentare, presentando, ad esempio, in Senato, un disegno di legge sul testamento biologico che e', insieme ad altri, all'esame della commissione'.
'Ma aderisco soprattutto perche' sono convinta che nel PD su tali questioni, che investono direttamente la natura e la cultura politica del partito, debbano affermarsi regole e pratiche fondate sul rispetto, il confronto e il dialogo come metodo con il quale si assumono posizioni condivise. Invece, finora, mi pare siano prevalse solo sterili contrapposizioni ideologiche, se non, come nel caso del tema della revisione della legge 194, un uso strumentale teso a minare e destabilizzare la costruzione del Partito Democratico'.
'Mi convince percio' la proposta avanzata nell'appello di darci un luogo per discutere e di promuovere un seminario su questi temi e su un percorso comune da avviare insieme e' una proposta che raccoglie una domanda attesa nel partito, tra chi vuole partecipare per costruire un partito laico, aperto e plurale'.
'I liberal del Pd hanno finora peccato di un eccesso di afasia; se il silenzio spesso e' una virtu', alla lunga puo' diventare un peccato di omissione'.
Cosi' Valerio Zanone, tra i promotori del Manifesto dei liberal del Pd, spiega il senso dell'iniziativa del 26 gennaio a Roma.
'Occorre che i liberal facciano sentire la loro voce. In questa fase siamo spesso stati attenti a rispettare il silenzio vista la situazione in Senato, dove c'e' una situazione al limite per la tenuta del governo. Una situazione che ricorda quegli asini che stramazzano al suolo se si aggiunge un solo legnetto al loro carico. Ora pero' i liberal devono dire la loro'.
Zanone indica due luoghi di intervento: 'A livello legislativo dobbiamo sbloccare alcuni provvedimenti che sono fermi senza motivo, come il testamento biologico o la regolamentazione delle unioni di conviventi; e poi nel Pd dobbiamo affermare i principi di laicita' e di pluralismo, e lo faremo sia nella commissione sul Manifesto dei Valori che in quella per il Codice etico'.
Il Manifesto ricorda i dibattiti sulla laicita' e su specifici temi (Dico, testamento biologico, omofobia) degli ultimi mesi e sottolinea che tutta la discussione 'accompagna, e per certi versi scandisce, la nascita del Partito Democratico, ne interroga scelte e cultura politica'. Tuttavia, il Manifesto critica 'una sovrapposizione di concetti', poiche' 'si scambia di frequente la richiesta di legittimi diritti civili per tematiche etiche. L'effetto e' che l'estensione arbitraria, o comunque non sufficientemente argomentata, della sfera eticamente sensibile rende piu' confusa la discussione e la ricerca di un approdo condiviso anche dentro il centrosinistra'.
Inoltre, nel testo si esprime preoccupazione per 'la difficolta' del nuovo partito di elaborare sul terreno della cittadinanza, dei diritti e delle responsabilita' del singolo, una chiave indispensabile della propria identita'. Il che non equivale all'imposizione di un unico punto di vista su questioni complesse, ma esige appunto un chiarimento sul significato di termini decisivi per il vocabolario e l'azione del Pd, e dunque per la sua idea di progresso e modernita'', come 'i diritti umani e civili, il valore della Persona, la sua liberta' e responsabilita', l'autonomia femminile, l'indipendenza e lo spirito di cautela della scienza, la cittadinanza piena e il contrasto a ogni forma di discriminazione, sia essa di origine etnica, di genere, di appartenenza religiosa o culturale, di orientamento sessuale'.
Il manifesto si conclude preannunciando su questi temi un'iniziativa, lasciandosi un margine di scelta: 'Non sappiamo se si trattera' di un forum, di una associazione o di altro. Ma e' comunque sulla base di un'esigenza di confronto, approfondimento e chiarezza che abbiamo deciso di promuovere un primo incontro su questi temi e sul percorso da avviare'.
Incontro che si sta organizzando per i primi di marzo.
Oggi le firme, che sull'Unita', erano a quota 95, hanno raggiunto il numero di 150, annoverando le adesioni soprattutto tra la societa' civile (come i professori Giorgio Marinucci o Giovanni Del Rio).
Ma anche nel mondo politico. Gianni Cuperlo, che e' stato nello staff di Massimo D'Alema a Palazzo Chigi, ha inviato l'appello a molti ex compagni. Tra cui anche a Fabio Nicolucci (ex segretario della sezione Ds di via dei Giubbonari a Roma), che nel suo sito ha reso noto questa iniziativa di Cuperlo. Ma noi democratici abbiamo un futuro solo se sapremo superare questa paura dell'ignoto, e varcare le colonne d'Ercole del conosciuto (in senso politico). Peraltro, Nicolucci esprime riserve sull'appello perche' 'involontariamente rischia di confermare vecchie diffidenze e di alzare muri che impediranno o renderanno piu' ardua una nuova e piu' alta sintesi'.
'Condivido l'appello pubblicato oggi dal quotidiano l'Unita' intitolato 'Laicita', nuovo civismo e valore della persona'. Lo afferma la senatrice del Partito democratico Anna Maria Carloni.
'Sono temi sui quali da tempo ho caratterizzato il mio impegno politico e parlamentare, presentando, ad esempio, in Senato, un disegno di legge sul testamento biologico che e', insieme ad altri, all'esame della commissione'.
'Ma aderisco soprattutto perche' sono convinta che nel PD su tali questioni, che investono direttamente la natura e la cultura politica del partito, debbano affermarsi regole e pratiche fondate sul rispetto, il confronto e il dialogo come metodo con il quale si assumono posizioni condivise. Invece, finora, mi pare siano prevalse solo sterili contrapposizioni ideologiche, se non, come nel caso del tema della revisione della legge 194, un uso strumentale teso a minare e destabilizzare la costruzione del Partito Democratico'.
'Mi convince percio' la proposta avanzata nell'appello di darci un luogo per discutere e di promuovere un seminario su questi temi e su un percorso comune da avviare insieme e' una proposta che raccoglie una domanda attesa nel partito, tra chi vuole partecipare per costruire un partito laico, aperto e plurale'.
'I liberal del Pd hanno finora peccato di un eccesso di afasia; se il silenzio spesso e' una virtu', alla lunga puo' diventare un peccato di omissione'.
Cosi' Valerio Zanone, tra i promotori del Manifesto dei liberal del Pd, spiega il senso dell'iniziativa del 26 gennaio a Roma.
'Occorre che i liberal facciano sentire la loro voce. In questa fase siamo spesso stati attenti a rispettare il silenzio vista la situazione in Senato, dove c'e' una situazione al limite per la tenuta del governo. Una situazione che ricorda quegli asini che stramazzano al suolo se si aggiunge un solo legnetto al loro carico. Ora pero' i liberal devono dire la loro'.
Zanone indica due luoghi di intervento: 'A livello legislativo dobbiamo sbloccare alcuni provvedimenti che sono fermi senza motivo, come il testamento biologico o la regolamentazione delle unioni di conviventi; e poi nel Pd dobbiamo affermare i principi di laicita' e di pluralismo, e lo faremo sia nella commissione sul Manifesto dei Valori che in quella per il Codice etico'.
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