Venerdì 5 giugno 2026
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Marijuana tra i banchi, Bocciati, Il Sindaco di Monza si oppone

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Pizzicati a scambiarsi una dose di marijuana tra i banchi durante l'ora di lezione, due ragazzi della scuola media Don Rinaldo Beretta di Giussano (Monza e Brianza) sono stati sospesi dal consiglio di istituto ed esclusi dall'esame di terza media. L'episodio risale a dieci giorni fa. Lei acquirente, lui spacciatore principiante, vicini di banco, fanno scivolare la bustina da un diario all'altro. Un gesto che i compagni di classe riferiscono subito all'insegnante di inglese, in quel momento girato verso la lavagna. Il professore interrompe la lezione su due piedi e chiama la vicepreside che, senza pensarci un attimo, avvisa i carabinieri. I due quattordicenni, accompagnati in caserma con le famiglie, vengono denunciati.

La vicenda arriva al consiglio d'istituto. Dopo qualche ora di discussione arriva il verdetto: espulsione e bocciatura automatica con l'esclusione dagli esami. "Una decisione giusta, presa per il loro bene. Per questi due ragazzi il conseguimento della licenza media è di secondaria importanza. Prima è necessario che seguano un percorso che aiuti loro a riflettere", dice la preside del consiglio d'istituto, Silvana Varenna.
Di tutt'altro parere il sindaco della città brianzola, Matteo Riva: "Capisco il timore degli altri genitori, ma la scuola è inclusione, anche in presenza di comportamenti erronei. Così rischiamo di etichettare i due ragazzi come persone sbagliate, che invece hanno il diritto di dimostrare di aver compreso l'errore". Con una lettera inviata alla scuola, in cui è stilato un progetto educativo e scolastico, il primo cittadino ha già fatto sapere che intende presentare i due ragazzi come privatisti all'esame di terza media.
Seguiti dai servizi sociali del Comune, i due non possono più entrare in classe. A scuola gli studenti non parlano di altro. "I compagni di classe dei due ragazzi espulsi - sottolinea Varenna - hanno dimostrato coraggio e maturità nel portare alla luce questa vicenda, sintomo che il percorso di educazione alla legalità che stiamo facendo con loro è quello giusto". 
(dal quotidiano La Repubblica del 12/05/2016)
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